La Dacia Duster ha una gamma di motorizzazioni versatile, adatta ad ogni esigenza. In particolare la versione entry level con l’onesto e robusto 1.6 litri aspirato, viene sostituita dal nuovo 1.0 litri TCe che è semplicemente meglio!

Dal punto di vista estetico la Duster 1.0 litri TCe non cambia nulla. Si tratta della SUV piacevole in modo traversale. Gli interni hanno plastiche piuttosto rigide, ma la finitura superficiale e la robustezza delle componenti sono in linea con il pragmatismo della Duster.
C’è una maggiore attenzione per la funzionalità dei comandi secondari. Il sistema di infotainment, dallo schermo piuttosto piccolo, ha le funzioni necessarie senza fronzoli. Sulla versione Prestige, oggetto della prova, è presente il navigatore con la possibilità di usare le funzioni dello smartphone.
Lo spazio a disposizione è una delle qualità fondamentali della Duster, abbondante per cinque con un bagagliaio ampio e ben sfruttabile.

Il propulsore tre cilindri 1.0 litri TCe, è derivato direttamente dal quattro cilindri da 130cv e 150cv frutto della collaborazione tra Renault-Nissan-Mitsubishi e Daimler-Benz. Quindi, albero motore forgiato più leggero con tolleranze di lavorazione migliorate per consentire minore attrito con l’accoppiamento delle bielle. Le canne non sono più riportate in acciaio, ma ricavate con riporto di plasma.
Entrambe le soluzioni hanno lo scopo di migliorare affidabilità e rendimento, con dirette conseguenze sulla riposta migliorando l’erogazione di potenza. La parte calda non è da meno. Il collettori di scarico sono ricavati in parte nella testa. Il contatto diretto di questa zona con i condotti di raffreddamento ha consentito di avere una temperatura dei gas di scarico ridotta migliorando l’affidabilità di un componente delicato come il turbo.
Per evitare che i gas di scarico più freddi, abbiano poca energia per far funzionare la girante della turbina in modo efficace, tutto il componente del turbo è stato avvicinato alla testa con un collettore collegamento ridotto al minimo. Una delle differenze con i fratelli maggiori con più potenza non è solo un cilindro in meno, ma anche l’utilizzo della iniezione indiretta di benzina.

Un passo indietro dal punto di vista tecnico, ma che rispetta le norme Euro 6D senza troppi problemi con un netto risparmio per il cliente. Poche le vibrazioni, mentre la rumorosità tradisce chiaramente che si tratta di un tre cilindri soprattutto quando i giri si avvicinano alla sua zona rossa.
Il rivestimento rinforzato alla base per le valvole, ha aperto la strada alla possibilità di sfruttare l’alimentazione alternativa a GPL, disponibile come versione alternativa direttamente dalla casa.
La potenza è di 100cv con 160Nm di coppia distribuita su un arco di utilizzo perfetto per la stazza della Duster. La potenza arriva quando serve ad un regime medio basso. Difficile pensare che si possano fare spari al semaforo con la Dacia Duster, ma le prestazioni sono discrete.

La sensazione è quella di avere un motore più pronto, vivace, sostanzioso e corposo nel salire di giri, più adatto al traffico cittadino.
Il comportamento stradale della Duster 1.0 TCe ha confermato le buone di sicurezza già riscontrate sulle altre versioni. Il minor peso sull’avantreno e la scelta di adottare una gommatura premium come Bridgestone Dueler ha consentito di affrontare ondate di pioggia stile monsonico sull’Appennio Toscano/Ligure con estrema disinvoltura in tutta sicurezza. Peccato che questo propulsore non sia abbinato alla trazione 4WD, sarebbe stato perfetto per le difficili condizioni climatiche della prova.
Lo sterzo con servo-assistenza elettrica necessita di una certa assuefazione nel gestire l’azione variabile in funzione della velocità. Il comando si dimostra molto morbido a bassa velocità, per esempio nei tornanti stretti, mentre prende consistenza nei curvoni veloci.
Buona la stabilità nelle condizioni di emergenza. Anche portando la frenata in piena curva, lo spostamento della massa è apparso controllata con il retrotreno poco reattivo pur con un rollio evidente. In ogni caso anche se si dovesse esagerare c’è il controllo di stabilità vigile ed attento.

La disponibilità di coppia nelle zone intermedie dei giri ha limitato l’uso del cambio, consentendo di affrontare la bella strada che si snodava per le colline dell’Abetone con una certa disinvoltura senza gravare troppo sui consumi. Ovviamente i risultati ottenuti in termini di consumi sono dipesi dall’uso dell’acceleratore.
Con un uso allegro del propulsore si percorrono 12km/litro, ma su un percorso più lineare, misto, abbiamo ottenuto un valore interessante di 14km/litro. Un risultato importante soprattutto in vista dell’utilizzo con carburante a basso costo come il GPL.
La versione in prova è la Duster 1.0 TCe 100cv Prestige 4×2. Non si deve aggiungere nulla a parte la vernice metallizzata per un prezzo di circa 16.300 Euro. Molto interessante l’offerta che prevede piccole rate con la possibilità di riscatto o sostituzione della vettura.

In definitiva questa versione della Duster ha come sola concorrente la Hyundai Kona, con motore aspirato. La crossover coreana dispone di qualche cavallo ma paga in termini di coppia la mancanza del turbo. Poi c’è la Seat Arona, con alimentazione a metano che paga un dazio importante in termini di prestazioni nonostante il turbo. Rispetto alle due rivali la Duster comunque può vantare una funzionalità e sfruttamento degli spazi a parità di prezzo imbattibile.
In conclusione: Si può essere scettici nei confronti dei motori a tre cilindri, ma questo propulsore, rappresenta la giusta quadratura del cerchio in termini di completezza della gamma Duster. Si passa dal concetto di Dacia uguale low cost a Smart Buy, migliorando prestazioni ed efficienza nei consumi.
Daniele Amore
