Per gli appassionati dei grandi rally raid il mese di gennaio è da sempre sinonimo di Dakar. Da quel lontano 1979, anno della prima edizione della mitica Paris-Dakar, gli scenari sono spesso cambiati. Non è invece cambiata la voglia di avventura legata al fatto di poter sprigionare dosi rilevanti di CV negli infiniti spazi desertici. Tante le vicissitudini legate alla corsa più famosa e a detti di molti più pericolosa del mondo. Per il 2020 una nuova importante novità: si cambia nuovamente e si approda in Arabia Saudita, teatro di scena per la nuova edizione. Partenza da Jeddah ed arrivo a Qiddiya. Ci saranno però altri piloti che invece taglieranno il traguardo in quel luogo mitico chiamato Dakar. Sono i partecipanti della Africa Eco Race. Vediamo nel dettagli queste due grandi gare.
Dakar 2020
Resta il nome, cambia la meta. Per la sua 42esima edizione i terreni da esplorare saranno quelli della Arabia Saudita. Un territorio quasi del tutto vergine in ambito motoristico, che promette scenari ben diversi da quelli sudamericani delle ultime edizioni. Novità dal punto di vista del territorio, ma novità anche dal punto di vista del regolamento. Il tutto per cercare di limitare il divario tra i piloti ufficiali e quelli privati. Iniziamo dal road book che verrà consegnato alla partenza delle tappe. Questo per evitare che i più organizzati possano avvalersi dell’aiuto dei map men, esperti nelle ricognizioni e nel segnalare sulle note dei piloti i passaggi chiave delle tappe. Privati ed ufficiali si troveranno impegnati anche nelle classiche tappe marathon, dove l’assistenza sarà al bivacco sarà vietata. Ma c’è di più: i primi in classifica correranno una Super Marathon, con assistenza di soli 10 minuti. Questo per cercare di accorciare il più possibile il gap in classifica generale. Chi è in testa alla classifica dovrà risparmiare i mezzi, chi insegue potrà invece forzare il ritmo per recuperare. Inoltre chi sarà costretto al ritiro durante una tappa potrà rientrare in gara usando un unico jolly nella tappa successiva, sulla falsa riga della regola Rally 2 in WRC. Tutto questo durante i 12 giorni di gara. Saranno oltre 7.500 km di cui oltre 5.000 di speciali a decretare il vincitore per le cinque categorie al via. Auto, moto, camion, quad e SSV si daranno battaglia sulle sabbie dell’Arabia Saudita. Partenza il 5 gennaio da Jeddah ed arrivo il 17 gennaio a Qiddiya.
Africa Eco Race
C’è chi corre la Dakar senza arrivare alla capitale del Senegal e chi invece a Dakar ci arriverà veramente. Sono i piloti impegnati nella Africa Eco Race, gara che sta prendendo sempre più visibilità nel panorama dei rally raid. E pensare che alla prima edizione, nel 2009, al via erano presenti solo 4 camion, 8 auto e 8 moto. Oggi invece, alla sua 12esima edizione, sono 258 i mezzi al via, per un totale di 550 concorrenti. Un salto in avanti sulla qualità e sul prestigio che sta creando l’Africa Eco Race. Il tracciato per l’edizione 2020 prevede quasi 4.000 km di prove speciali su un totale di circa 6.000 km per raggiungere il mitico Lago Rosa di Dakar. Si attraverseranno Marocco, Mauritania e Senegal. Partenza il 4 gennaio dal Principato di Monaco. Imbarco per tutti da Savona il 5 gennaio e poi inizio dei giochi a Tangeri il 7 gennaio con il primo stage che porterà la carovana fino a Tarda, dopo 754 km. L’arrivo a Dakar è fissato il 19 gennaio.
Giornale Motori seguirà giorno per giorno entrambe le competizioni, con aggiornamenti sulle classifiche e focus sugli eventi più importanti.
