Si aprono le scommesse sui probabili vincitori della 42esima edizione della Dakar. Mentre sono in atto le verifiche tecniche a Jeddah, sede della partenza, tutti sono concentrati a capire chi saranno gli uomini da battere. Nomi prestigiosi, che hanno fatto la storia della corsa, nomi recenti, che hanno dominato le ultime edizioni, e nomi nuovi, ovvero gli outsider. Chi sarà a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro di questa nuova era Dakar in Arabia Saudita?
Partiamo dalla categoria Moto. Il punto di riferimento, come sempre, rimane il terribile squadrone KTM. Sono 18 le vittorie totali e consecutive portate a casa dal costruttore di Mattighofen. Una serie interminabile iniziata con il nostro indimenticabile Fabrizio Meoni nel lontano 2001. Sulle selle austriache si sono avvicendati piloti importanti, ma la nuova generazione porta i nomi di Toby Price, vincitore dell’ultima edizione e di quella del 2016, Sam Sunderland (2017) e Matthias Walkner (2018). Squadra che vince non si cambia, ed allora ecco il terzetto riconfermato anche per questa edizione. Honda ci riproverà per l’ennesima volta a portare una delle sue CRF Rally alla vittoria. Pilota di punta Joan Barreda Bort. Lo spagnolo si è sempre dimostrato il più veloce sulle moto della casa alata, ma la sfortuna l’ha sempre accompagnato verso la strada del ritiro. Anche quest’anno, sulla carta, rimane comunque uno dei favoriti. Con lui in squadra Ricky Brabec e Kevin Benavides, uno dei nomi secondo noi da appuntare e tenere d’occhio. Honda perde Paulo Goncalves, che approda al progetto Hero Motorsports. Pilota di grande esperienza dovrà saper gestire una moto che sta sempre più crescendo in termini di prestazioni. In casa Husqvarna (con moto praticamente gemelle KTM) il favorito rimane Pablo Quintanilla, quarto nella scorsa edizione alle spalle del trio KTM. Yamaha affida invece il compito di riportare una delle proprie moto alla vittoria a Xavier De Soultrait ed Adrien Van Beveren.

Tra i protagonisti a quattro ruote il lotto dei pretendenti alla vittoria si stringe attorno ai soliti noti. Nasser Al-Attiyah (Toyota) è pronto a bissare il successo 2019 e a portare a casa la quarta vittoria in carriera. Nani Roma avrà il duro compito di portare al traguardo il nuovo Borgward BX7 EVO. Un progetto interessante per il rilancio dello storico marchio tedesco, caduto forse nel dimenticatoio. Un pilota di esperienza come Roma potrebbe addirittura portare alla vittoria. Ma c’è un altro pilota con più esperienza: si tratta di Mr. Dakar Stéphane Peterhansel, che di Dakar ne ha vinte 13 tra auto e moto. Per il 2020 alla guida della Mini John Cooper Works Buggy. Con la stessa macchina anche un altro nome storico: Carlos Sainz, primo nel 2018 e nel 2010. A dare la caccia ai favoriti ovviamente le Toyota HiLux di Giniel De Villiers e di Bernhard Ten Brinke. Ovviamente tutti gli occhi saranno puntati anche sulla macchina numero 310. Si tratta della Toyota portata in gara da Fernando Alonso al debutto nelle competizioni Rally Raid. Per l’occasione al suo fianco niente di meno che Marc Coma, vincitore di 5 edizioni in moto della Dakar. Un equipaggio di tutto rispetto, sia per doti di guida che di esperienza di navigazione. Tutto sta nel vedere l’adattamento di Alonso sulle dune saudite.

I mastodontici Truck vedono il solito Kamaz guidato da Eduard Nikolaev il favorito. Forte delle vittorie consecutive 2017-2018-2019 l’equipaggio russo rimane il riferimento da battere, con forse solo Dmitry Sotnikov capace di impensierire il compagno di squadra. Discorso più difficile per Quad e SSV. Tra le “moto” a quattro ruote sono assenti i primi tre della precedente edizione. Il pronostico va quindi a favore dei fortissimi Ignacio Casale, che ritorna in categoria dopo una prova con gli SSV, e Rafal Sonik, già vincitore nel 2015. Francisco Lopez lo scorso anno aveva dominato la categoria SSV, infliggendo oltre un’ora a Gerard Farrés. Pertanto il cileno si riconferma quale favorito.
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