Quando abbiamo provato la nuova Renault Clio, avevamo chiaramente detto che si trattava di un netto passo avanti rispetto alla generazione precedente. Nel caso della nuova Renault Captur giunta alla sua seconda edizione, il salto è talmente evidente che si può anche parlare di un’altra auto, completamente nuova, completamente diversa.

Nuova piattaforma tecnica, più tecnologia, più comfort e funzionalità
Lo stile cambia si evolve, molti elementi sono rimasti come segno di continuità per non disperdere l’eredita di successo lasciata dalla vecchia Captur. Quindi, nuovi dettagli importanti e mirati.
Carreggiata allargata, frontale più muscoloso, dinamica migliorata su strada. Lunghezza maggiore, superando di slancio le dimensioni classiche di una vettura segmento “B” per andare a fare capolino alle compatte Segmento “C”. Ma cosa molto importante aumento del passo. Un elemento, come vedremo in seguito che migliora di netto l’abitabilità per i passeggeri posteriori.
A bordo della nuova Captur si percepisce in modo ancora più netto il miglioramento rispetto alla serie precedente. Il design della plancia riprende parte di quanto già visto sulla nuova Clio. Nuovo stile, nuovi materiali a cui si aggiungono una serie di attenzioni più o meno grandi per ricavare vani portaoggetti che rendono la vita a bordo della crossover francese molto più facile.

La qualità percepita è molto alta. Materiali morbidi per gli arredi anche nelle zone meno frequentate dalle mani sono molto apprezzati. Il nuovo cockpit digitale è molto funzionale, si abbina perfettamente con il nuovo Easylink. Un sistema che più lo si usa, meglio lo si apprezza. Completo, con uno schermo verticale di grandi dimensioni, funzionale e facile da usare.
Una molteplicità di funzionalità che prevedono come logico, al giorno d’oggi, la possibilità di usare al meglio le potenzialità dello smartphone. Al di sotto del monitor c’è la pulsantiera a sviluppo orizzontale, molto facile da raggiungere. Avremmo preferito avere la funziona di controllo del Multi Sense, riportata anche sulle razze del volante.
Il nuovo layout della pulsantiera sulle razze del volante, poteva ospitare senza grossi problemi un comando molto usato come il Multi Sense. Molto buona la scelta di dedicare una particolare attenzione al comfort dei posti posteriori con le bocchette di aria per il condizionatore e due prese USB aggiuntive.

Aumenta lo spazio per i passeggeri e bagagli
Le dimensioni aumentano, lo spazio a disposizione dei passeggeri anche. I centimetri crescono dove serve in modo mirato e funzionale. Il posto guida implementa le sue regolazioni. Non solo in altezza, con volante regolabile anche in profondità, ma la seduta aumenta le dimensioni e si aggiunge di un movimento basculante per assumere anche posizione di guida bassa e sportiva, con gambe semidistese e volante quasi verticale.
Dietro migliora la disponibilità di spazio per le gambe degli occupanti. Anche il bagagliaio ne trae giovamento superando di slancio quota 400 litri di volumetria. In più ci sono molteplici soluzione che consentono di sfruttare al meglio la disponibilità di spazio interno abbattendo con varie configurazioni i sedili interni.
Motore 1.3 TCE 155Cv top di gamma
La motorizzazione che ci è capitata per questa prova su strada è la 1.3 TCE 155cv che rappresenta il top di gamma. la potenza è di 155cv con il valore di coppia pari a 270Nm a soli 1800 giri/minuto. Una curva di erogazione che evidenzia chiaramente come a dispetto dell’elevata potenza specifica, sia molto vivace nella parte bassa dei giri.

Non ci sono ritardi d’inerzia del turbo pur essendo un motore che supera di slancio i 100cv/litro. L’apice della coppia si raggiunge presto per poi rimanere costate fino a quota 6000 giri/minuto dove la spinta di affievolisce. La sensazione è che se non ci fosse stato un controllo elettronico sul turbo, per tenere l’andamento della coppia più confortevole, il valore della potenza sarebbe più alto e magari avrebbe avuto un bel caratterino vecchia scuola.
In ogni caso, le prestazioni sono di tutto rispetto. Lo scatto sullo 0-100km/h è di 8,6 secondi, assicurato in modo costante ed a portata di ogni guidatore grazie alla presenza del cambio EDC a sette rapporti. Proprio il cambio merita una menzione a parte. Il comando è molto ben fatto.
Un doppia frizione fluido e confortevole. Mostra un pizzico di cattiveria quando il Multi Sense si trova nella modalità Sport. Necessiterebbe una funzione intermedia, ma i tecnici Renault sono stati lungimiranti, lasciando al conducente la possibilità di intervenire manualmente utilizzando le palette per la cambiata manuale.

Motori 1.3 TCE 130Cv e 1.5 Dci 115Cv, alternative valide e ben bilanciate
Le altre due motorizzazioni presenti nel parco auto in prova, erano il 1.3 TCE nella versione da 130cv, e il 1.5 litri DCi da 115cv. Il primo è stato già oggetto di prova approfondita quando abbiamo provato la Nuova Clio. Pur avendo meno potenza del più performante 155cv, rappresenta il perfetto equilibrio in termini di performance in relazione al peso della Captur.
Discorso a parte invece merita la versione turbodiesel. Per far comprendere la bontà di questo propulsore basta elencare il valore della coppia, 260Nn per soli 115cv. Un valore di coppia pari al 1.3 TCE più potente. Questo la dice lunga su come sia assolutamente ingiusto ed ingiustificato la sua demonizzazione. Il rapporto prestazioni/consumi è nettamente a favore eppure la situazione attuale, politicamente parlando, lo mette in netta difficoltà restando in secondo piano.
Cambio EDC e Multisense, migliorano dinamica e piacere di guida
La Renault Captur è dotato del nuovo sistema di controllo delle modalità di guida Multi Sense. Ci sono tre scelte: Mysense, Sport ed Eco. La terza è ovviamente riservata ai momenti in cui si vuole consumare meno limitando la coppia e la potenza del propulsore. La modalità Sport, rende più reattivi controllo della acceleratore e sterzo con il cambio più reattivo.

Ma la vera rivoluzione è data dalla presenza dell’opzione Mysense. Di base funziona come la vecchia cara modalità confort, ma ha la possibilità di intervenire sulle funzioni singole personalizzando l’utilizzo della vettura. Si può decidere di avere sterzo più pronto, ma acceleratore e cambio più dolci e viceversa.
Ottimo comportamento stradale, piacevole e scuro
Il percorso di prova previsto si sviluppa in uno dei posti più belli d’Italia. La penisola Sorrentina e la Costa di Amalfi, ha le curve giuste per provare le buone doti di telaio, ma soprattutto quanto e se il baricentro rialzato della versione crossover abbia influenzato considerando il buon comportamento della piccola Clio.
Il primo elemento che viene messo alla prova sono i freni. Il peso della Captur è maggiore, ma l’impianto regge bene anche lo stress intenso, soprattutto prolungato senza cambiare consistenza del pedale e la sua modulabilità.

Le curve sono la materia prima che su queste strade non manca. Dai tornantini molto stretti fino ai curvoni in appoggio a medio-alta velocità. La Captur è sicura, un buon avantreno, sterzo preciso, progressivo. Il passo allungato, consente di avere un retrotreno molto stabile. Questo in inficia sul piacere di guida. Manca un po’ del vecchio carattere ludico della prima generazione Captur, ma ci si abitua in fretta.
In effetti, più la si guida e meno si sente la mancanza dei movimenti repentini che produceva il retrotreno del vecchio modello per aiutare la precisione in ingresso di curva. Basta semplicemente guardare il tachimetro, o la faccia del passeggero, per accorgersi che la velocità di percorrenza a centro curva è veramente molto più alta rispetto alla generazione precedente.
Nelle curve molto strette, tipo piccoli tornanti in salita, si sente l’effetto della coppia eccessiva alle ruote, soprattutto quando il cambio reagisce in modo repentino e si usa l’acceleratore in modo vivace. Intendiamoci, pur tendendo a pattinare, non c’è mai quella fastidiosa tendenza a “Smurare” delle trazioni anteriori. L’avantreno rimane fedele alla traiettoria impostata con una ottima resistenza al sottosterzo di potenza. Un ogni caso c’è il controllo TCS che entra in funzione in modo piuttosto leggero.

In effetti, sarebbe bastato che i tecnici francesi, pur restando in ambito gommista di primo equipaggiamento, avessero adottato le GoodYear F1 Asymmetric 5 al posto delle Goodyear Efficient Grip Performance, che sono perfette fino alla gestione di coppia e potenza del 1.3 TCE da 130cv!
Consumi in linea con le prestazioni del 155cv
La strada non era certo adatta ad un passo leggero. Il valore dei consumi sono una diretta conseguenza. Usando molti ma modalità Sport non siamo riusciti a stare sotto i 13Km/litro. Nella seconda parte del percorso più tranquilla, più adatta ad una guida canonica, per un uso misto siamo riusciti a stare sui 15km/litro che possono salire a 16Km/litro con la funzione ECO inserita. Un valore che però tende a vanificare in parte la disponibilità di 155cv. Difficile stare lenti se si hanno i cavalli sotto il piede!
La versione in prova era la Renault Captur 1.3 TCE 155cv EDC Initiale Paris. Come tutte le versioni top di gamma, anche questa è accessoriata e rifinita di tutto punto. Non manca nulla ne in termini di comfort ne in termini di sicurezza con il sistema di guida assistita di secondo livello. Il tutto per un prezzo che supera di poco i 30.000 Euro, compresa la bellissima vernice nera e bianca bicolore, vero tocco di classe della Captur.

Initiale Paris, dotazione premium. Gamma versatile per tutte le esigenze
In ogni caso si può restare molto più bassi con i prezzo. La Captur è disponibile anche con motorizzazioni 1.0 TCE da 100cv Intens sia benzina che GPL, ad un prezzo di 22.500 euro. In conclusione, la Nuova Captur è una vettura talmente diversa dalla precedente generazione da starle stretto il concetto di B-Crossover o B-Suv che dir si voglia.
La vettura, per allestimento, dotazione e capacità tecnologica, fa direttamente concorrenza anche alle vetture del segmento superiore con una gamma strutturata apposta per accontentare ogni tipologia di clientela. Ci sono motorizzazioni benzina, Diesel, GPL, e in arrivo anche Ibride Plug in che si annunciano veramente interessanti. Il tutto con una gamma di prezzi che soddisfano la clientela di tipo generalista, fino a quella incline a scegliere vetture di livello premium senza sfigurare per nulla in termini di dotazione di qualità.
Daniele Amore

