La 24h di Daytona, classica endurance di inizio anno, ha visto l’affermazione del Weyne Taylor Racing, condotta da Ryan Briscoe, Renger Van der Zande, Scott Dixon e Kamui Kobayashi.

La Cadillac della categoria DPi-Vr progettata e sviluppata dalla Dallara ha preceduto la Mazda di Olivier Jarvis, Tristan Nunez e Oliver Pla. Completa il podio l’altra Cadillac del team JDC Miller, con al volante Sebastien Bourdais, Mike Coway e Joao Barbosa. Per il Weyne Teylor si tratta della terza vittoria negli ultimi quattro anni in cui ha partecipato alla 24h di Daytona. Un’affermazione che non ha mai vacillato nemmeno quando Briscoe ha commesso un errore in pit-lane a cinque ore e mezza dalla fine della gara.
Un’infrazione durante una delle molteplici condizioni di caution che è costata la team vincente 60 secondi di penalità che non ne hanno inficiato l’affermazione finale. Una criticità che ha messo un po di sale nel finale di gara con Kabayashi che ha dovuto fare gli straordinari al volante per riprendere il distacco. Giù dal podio il team Penskee con l’Acura condotta da Dane Cameron, Juan Pablo Montoya e Simon Pagenaud, ma con un distacco di quattro giri. Una gara condotta tra mille difficoltà tecniche.
La Daytona 2020 ha visto ancora una volta protagonista il nostro paese. La Dallara progetta e sviluppa la Cadillac conquistando il podio con due vetture. Un’affermazione importantissima alla luce di quanto si sta delineando all’orizzonte con la fusione delle regole tra Imsa e Aco per le vetture DPi. Proprio nella Categoria LMP2 la vittoria è andata al Team DragonSpeed con la Oreca condotta da Ben Hanley, Henrik Hedman ed Harrison Newey. Nella combattuta classe GT Le Mans la vittoria è andata alla BMW M8 GTE condotta da Edwards, Farfus e Mostert.
Nell’altra Classe per vetture GT la Daytona c’è stata la doppietta di Lamborghini con la Huracan del team Paul Miller Racing e del tram GTR Magnus. Terzo Mirco Bortolotti con l’Audi R8 WRT.
Daniele Amore
