Il futuro delle Citycar è incerto. Strette tra la necessità di contenere i costi e la necessita di fornire all’utente un prodotto sempre tecnologicamente all’avanguardia. Pur essendo apprezzate dal mercato per la loro indiscussa utilità, vanno aggiornate con dotazioni di sicurezza e comfort, a volte costose oltre i margini di guadagno.
Più accessori significa anche più peso e di conseguenza anche motori più grandi. Inoltre, le continue limitazioni delle normative antinquinamento mettono in netta difficoltà i costruttori alle prese con la quadratura dei conti. La Suzuki ha dato una scossa al segmento con la Ignis. Una SUV di piccola taglia non è una novità, ma lo diventa se si abbina anche un sistema Mild Hybrid che funziona.
Il tutto condito da uno stile decisamente accattivante, magari trasformando la citycar giapponese in un oggetto cult, ecocompatibile, adatto ad una clientela premium a caccia di una piccola SUV molto Cool. La Ignis 1.2 Hybrid oggetto della prova, è una vettura carina, non passa inosservata, alta da terra, linee muscolose. Insomma, una cittadina che attira il potenziale cliente prima per l’aspetto che per i contenuti funzionali.
Gli interni sono piuttosto semplici, votati alla funzionalità. Le plastiche sono di materiale piuttosto duro. Gli accostamenti e le finiture superficiali riescono, comunque, a limitare la sensazione di economia percepibile al tatto. Al centro della plancia il display del sistema infotainment. Un impianto semplice, funzionale, senza fronzoli perfetto per chi deve sfruttare al meglio le funzioni dello smartphone unite a quelle di navigazione.

Il posto guida è comodo. Ci si aspetterebbe di assumere una posizione di guida seduta tipica delle piccole a baricentro alto, ma grazie alla numerose regolazioni riesce ad adattarsi al meglio a corporature medio grandi consentendo anche con un certa distensione delle gambe.
Lo spazio è abbondante per quattro. Un eventuale quinto passeggero non è nemmeno preso in considerazione essendo omologata per quattro. Il bagagliaio è sufficiente con i suoi 260 litri. Molto utile il sistema che permette lo scorrimento anche differenziato del sedile posteriore per aumentare la capienza.
Quando arriva il momento di andare in strada, bastano veramente pochi metri per comprendere come i tecnici Suzuki abbiano scelto un assetto piuttosto rigido per le sospensioni. Più si va avanti con il test, più gli scossoni diventano fastidiosi, soprattutto per in passeggeri posteriori. Un problema non da sottovalutare considerato la natura cittadina della vettura, soprattutto considerando lo stato delle strade nelle città italiane.

Il motore è il classico 1.2 litri Dualjet da 90cv e 120Nm di coppia abbinato al sistema Mild Hybrid SHVS. Nel dettaglio il sistema Smart Hybrid Vehicle Suzuki è molto compatto. Si compone di un generatore integrato da 12v che funge sia da motore elettrico che da motorino di avviamento. Il generatore viene azionato da una cinghia ed ha l’unico compito di aiutare il motore endotermico nelle fasi di partenza ed accelerazione del veicolo. La batteria agli ioni di litio, ad alte prestazioni, è posizionata sotto il sedile del passeggero e si ricarica genera attraverso la frenata rigenerativa molto efficiente
Un sistema che abbiamo già avuto modo di provare con la sorella maggiore Swift. In quella occasione avemmo modo di apprezzare la capacità del propulsore endotermico di rispondere in modo egregio ai bassi regimi per poi allungare fino alla zona rossa in modo brillante, mostrando un carattere tipicamente giapponese.
A dire il vero guidando la Ignis, abbiamo avuto modi di percepire maggiormente l’azione del piccolo motore elettrico quando viene chiamato a dare una mano. In ripresa, con i rapporti alti tipo quarta, l’azione del motore elettrico evita di scalare in terza. Come vedremo, un bel vantaggio per i consumi.

In ogni caso la Ignis resta un’animale cittadino. L’agilità nel traffico è la sua caratteristica migliore. Veloce, agile come una gazzella, sguscia nel caos che una meraviglia. Più la si guida, più viene fuori la sua anima da piccola peste, imprendibile, grazie alla risposta rapida del motore che reagisce alla minima pressione sull’acceleratore.
Qualche incertezza è invece per la frenata su fondi con superfici sdrucciolevoli. La Ignis torna a ricordare della sua vocazione cittadina appena si affrontano percorsi pieni di curve. L’assetto dovrebbe limitare il rollio, ma di fatto il retrotreno tende a saltellare un po troppo. Nulla di grave, la Ignis è sicura, ma il driver deve prendere fiducia nel forzare la mano. Soprattutto considerando il controllo di stabilità tarato per lasciare ampio margine alla guida.
Come accennato il sistema Mild Hybrid della Ignis funziona. Nonostante un uso allegro del motore, abbiamo registrato un sorprendete valore di 5.2 litri/100km, veramente molto basso. La Suzuki Ignis in prova era la 1.2 SHVS Top, quella meglio equipaggiata. In particolare, per quanto riguarda la dotazione di sicurezza, aveva il Cruise Control, la frenata di emergenza assistita con riconoscimento pedone e Avviso di cambio di corsia. Il tutto ad un prezzo non certo economico di 18.450 Euro.

In conclusione, la Suzuki Ignis Hybrid è una vettura agile, scattante, molto divertente da guidare nel traffico e con soluzioni intelligenti che consentono di sfruttare al meglio le dimensioni contenute degli interni. Una dinamica migliorabile magari più in linea con il carattere da piccolo SUV ed un livello di finiture più adeguato al prezzo di listino che rimane da piccola premium. La sua tecnologia Mild Hybrid consente di accedere alla gran parte dei centri abitati italiani senza limitazioni, un valore aggiunto molto efficace per una vettura dall’anima prettamente cittadina.
Daniele Amore
