L’Aston Martin Valkyrie ha messo le ruote i strada per i collaudi in vista della commercializzazione.

La powertrain è un mild hybrid composto da un motore benzina V12 da 6.5 litri, sviluppato in collaborazione con Cosworth abbinato ad un motore elettrico. La potenza complessiva è di 1160cv ad un regime di 10.500 giri/minuto, praticamente come un’auto da corsa per per 900Nm di coppia a 6000 giri/mintuto.

Nel dettaglio il motore endotermico sprigiona 1000cv e 740Nm mentre altri 160cv e 280Nm arrivano dal motore elettrico. La scelta della Cosworth non è casuale. La factory produce da sempre motori da corsa,  il partner ideale per la RedBull per dare vita anche alla versione da corsa della Valkyrie AMR Pro.

La Cosworth,  infatti,  dichiara che il suo poderoso V12 nella versione di serie non ha ancora raggiunto tutte le sue potenzialità potendo portare il numero di giri a quota 11.100 giri/minuto. Per raggiungere tale risultato ogni componente interno è stato sviluppato per offrire le massime prestazioni. Giusto per fare un esempio i pistoni sono progettati e realizzati con specifiche per la Formula 1.

Il sistema di iniezione è di tipo indiretto. Una scelta contro corrente rispetto alla maggioranza dei motori moderni.  Questa soluzione,  pare abbia consentito alla Valkyrie di rispettare le norme antinquinamento senza usare filtri antiparticolato. Un propulsore leggero dal peso complessivo di 204kg con una durata prevista di 100.000km garantiti.

Come nelle vetture da corsa il propulsore è direttamente imbullonato al telaio in fibra di carbonio diventando anche sostengo per la geometria della sospensione posteriore. Il motore elettrico viene montato tra motore e cambio. Quest’ultimo è una unità a sette rapporti con azionamento a palette sviluppato in collaborazione con lo specialista Ricardo.

Il sistema di recupero energia ricalca quando usato per le monoposto di Formula 1. L’energia viene raccolta in fase di frenata per ricaricare alla svelta la batteria agli ioni di litio. Il pacco batteria fornisce energia aggiuntiva a quella del motore endotermico, riducendo i tempi morti tra una cambiata e l’altra per un’accelerazione più rapida, costante e lineare.

Il telaio della Valkyrie è di tipo monoscocca in fibra di carbonio. Bosch si è occupata di tutto il comparto della gestione elettronica del motore, compreso il controllo della trazione e stabilità. L’impianto frenante è composto da dischi in carbonio e pinze con pattini dedicati. Resta da vedere come hanno adattato all’uso stradale un impianto che rimane tipicamente adatto alle competizioni in difficoltà senza i forti stress di una pista.

L’Aston Martin non nasconde la sua ambizione di entrare nel mondo delle Ipercar da protagonista. La Valkyrie dovà essere in punto di riferimento per il segmento dedicato ai super ricchi paperoni del pianeta. Il costo infatti avrà un prezzo prossimo ai 3 milioni di euro con le prime consegne, collaudi permettendo verso la fine del 2020. In ogni caso questo tipo di vetture ad altissime prestazioni rappresentano un ottima base con quanto previsto per il  nuovo regolamento WEC e Le Mans.

Daniele Amore