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A marzo, la prima gara di Melborune è stata annullata poche ore prima delle FP1 di venerdi, 24 ore dopo che un membro della McLaren è risultato positivo al coronavirus. La decisione di annullare la gara è arrivata troppo tardi quando ormai l’autodromo era già pieno di spettatori, ignari su quello che sarebbe accaduto.

Siamo onesti, la decisione di andare a Melbourne nonostante l’avanzare della pandemia, è stata una decisione sciocca e priva di qualsiasi logica e mentre alcuni campionati annullavano o posticipavano gli eventi, la Formula 1 pareva vivere in un’altra dimensione, ignorando il pericolo e mettendo a qualsiasi cosa il profitto, il business.

Da quel 15 marzo, le prime 9 gare della stagione 2020 di Formula 1 sono state posticipate e la stessa sorte toccherebbe anche al Gran Premio di Francia e Belgio.

Subito dopo la tappa belga, in calendario troviamo Monza e l’ACI, che promuove il Gran Premio, afferma che il ripetersi dello scenario di Melbourne sarebbe un disastro per lo sport.

Non possiamo più permetterci di fare errori come in Australia, quando il GP è stato cancellato con il pubblico già in pista”, ha dichiarato il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani alla Gazzetta dello Sport. “È stata una battuta d’arresto per tutti, da Liberty Media alle squadre, agli organizzatori locali. Ripartire e poi essere costretti a fermarsi sarebbe un disastro”.

Monza si trova nella regione settentrionale della Lombardia, che è stata colpita in modo particolarmente duro dalla pandemia di coronavirus e rimane sotto stretta sorveglianza. Senza fine alla crisi in vista, Damiani esorta la Formula 1 a rimanere cauta.

“Stiamo attraversando una situazione di grande incertezza e in questo momento dobbiamo agire con cautela e attenzione”, ha aggiunto. “La priorità è capire cosa succede nei Paesi che ospitano il Gran Premio e in Italia e Gran Bretagna, da dove proviene la maggior parte delle persone nel paddock”.

Quando la Formula 1 decide di iniziare la stagione, Damiani spera che i team possano essere abbastanza flessibili da iniziare a correre entro due mesi. Damiani afferma che le squadre hanno attualmente richiesto un preavviso di 90 giorni, che potrebbe presto diventare fondamentale per il Gran Premio d’Italia di inizio settembre.

“I team hanno chiesto un preavviso di 90 giorni per ricominciare e se pensiamo a luglio saremmo già in ritardo”, ha detto Damiani. “Forse ci sarà un ripensamento e 60 saranno sufficienti.”

 

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