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F1: Gp Austria, Pagelle “Sottovalutati, Predestinati e Miracolati” di Giornale Motori

Se volessimo fare un’analisi fredda e razionale, potremmo dire che Mattina Binotto, Team Principal Ferrari ha più culo che anima!

Quella che si preannunciava come una delle disfatte peggiori del team di Maranello negli ultimi anni, si è trasformata in un miracolo che salva, per adesso, la poltrona della Banda Binotto. Una volta passata l’ubriacatura per le imprese di Carletto Leclerc, resta il fatto che i tecnici Ferrari hanno letteralmente toppato la macchina. Non si tratta solo di una questione aerodinamica o telaistica. Ciò che non va è anche il motore paurosamente scarso di potenza.

Inutile girarci intorno l’intervento della FIA sui motori di Maranello ha prodotto un danno che in Ferrari hanno sottovalutato troppo. La monoposto gira anche benino ma perde una eternità sul dritto. Il rischio è che il buon Mattia, possa assumersi il merito del secondo posto sulla base del fatto che ha scelto di rinnovare per cinque anni Leclerc. La verità è che si sapeva da Barcellona a febbraio che la macchina era sbagliata. Non è possibile che in un era di smart working, non si potesse intervenire in nessun modo durante la chiusura per il Covid – 19.

Dalla riapertura alla prima gara a Maranello non si è fatto praticamente nulla pur sapendo la situazione. Gli sviluppi arriveranno in Ungheria. Ma un mezzo ci sarà un’altra gara terrificante al Red Bull Ring e senza motore. Pensare che gli avversari vengano ancora una volta presi di sorpresa dal caldo è un mero sogno. Insomma, c’è gente che è stata messa alla porta per molto meno, gente che aveva dimostrato di essere molto più competente della gestione attuale.

Valtteri Bottas 10: Il sottovalutato, costruisce gran parte della sua vittoria nelle qualifiche del sabato. In gara approfitta al meglio della penalizzazione di Hamilton. Gestisce bene la partenza, poi il vantaggio, poi il ritorno di Hamilton, poi rallenta quanto basta per  far scendere il rivale dal podio. Viene via dall’Austria con 13 punti che valgono il doppio.

Charles Leclerc 9: Nel marasma di m***a rossa che è venuto fuori dall’Austria ci sono due diamanti che brillano. I due sorpassi di Carletto a Norris all’esterno curva 4 e quello di Perez in frenata. Un miracolo! Questo non fa altro che aggravare le responsabilità della gestione sportiva Ferrari.

Lando Norris 8 1/2: Il fatto di essere partito terzo, quindi di aver fatto una spettacolare qualifica ne inficia in parte il voto per la gara. Alla fine la sua McLaren non è in grado di confermare per prestazione la sua posizione di partenza. Allora se le inventa tutte per restare sul podio. Lotta con tutti, a denti stretti. Perde un duello con l’altro predestinato che ne differenzia il voto. La sua felicità contagia tutti.

Pierre Gasly 8: Nell’ incertezza dovute alle due safety car nel finale, con una monoposto che sembra reggere le temperature meglio delle Red Bull raccoglie un ottimo risultato, punti importantissimi. Un altro piccola frecciatina a Marko e la sua bella Red Bull.

Esteban Ocon 8: La Renault che non si rompe riesce a raggiungere i punti anche partendo da lontano. Un merito sia per la gestione del team sia per la capacità del giovane francese di stare tranquillo fuori dai guai approfittando dei guai altrui. Concreto come non ti aspetti!

Carlos Sainz 7: Una gara concreta. Il contrasto con il compagno è evidente. Lo spagnolo, ha perso quasi tutti i duelli in cui è stato coinvolto. Tatticamente è venuto meno per una serie di errori del team. Deve imparare ad allargare le spalle se non vuole soccombere contro avversari come Leclerc. Il team guarda altrove anche se deve a lui il secondo posto nel mondiale costruttori.

Antonio Giovinazzi 7: Il muretto Alfa Romeo si è messo d’impegno per fargli perdere i punti. Ma alla fine la forza e la costanza lo premiano. I primi punti li porta l’italiano al team, una cosa che deve far riflettere chi decide le tattiche di gara.

Max Verstappen 6: Quando fai proclami di vendetta e vittoria poi devi fare i conti con l’affidabilità della macchina. La strategia differenziata non sembrava essere corretta. Per come è andata nel finale poteva essere il protagonista. Appunto, poteva ma non è stato!

Alexander Albon 6: Mentre si girava nella ghiaia si è visto un fumetto dalla macchina che recitava “ E allora dillo che ce l’hai con me!” più una serie di beep per le imprecazioni che sono scese contro il campione del mondo in carica.

Sergio Perez 6: Una copia sputata della Mercedes che non rende come si dovrebbe. Una copia talmente ben fatta che si porta appresso i problemi di gomme della monoposto della passata stagione. A questo si aggiunge un suicidio tattico del team. Il vecchio Perez avrebbe influenzato le tattiche sulle gomme. L’idea di avere una buona macchina gli ha leggermente annebbiato la visione tattica!

Lance Stroll 6: La copia Mercede è delicata. Soffre la temperatura e lo lascia a piedi. Delle due monoposto comprate da papà Stroll,  al rampollo di famiglia è capitata quella più difettosa. Da qualche parte ci deve ancora essere uno scontrino per la garanzia! Ma i punti sono persi.

Daniel Ricciardo 6: La macchina lo molla. Poco male,  stava comunque facendo una gara anonima. Rimane la magra consolazione di una monoposto che ha del potenziale, se dura!

Sebastian Vettel 6: Non è colpa sua se la macchina non va manco a spingerla. Ma è colpa sua, l’ennesima, se si gira toccando un avversario. Un sei politico per le condizioni difficili della guida. Ma se vuole correre ancora deve smetterla di mettere la coda dal lato sbagliato della pista.

Lewis Hamilton 5: Ha predicato l’uguaglianza e la Formula 1 lo ha accontentato. E’ stato trattato come gli altri. Se manchi una bandiera gialla prendi una penalità, se butti fuori qualcuno prendi una penalità. Insomma, dove una volta se la cavava chiudendo secondo o vincendo addirittura ora ne fa le spese. Maestà mangia fagioli come gli altri, e quando fa le scorregge puzzano anche di più!

Safety car 10: Ha rianimato una gara che stava diventando soporifera. Ha salvato il mondiale di chi era impreparato. Ha sparigliato le carte quel tanto che basta per avere un mondiale più corto ma iniziato in modo avvincente.

Banda Binotto -1: La passata stagione siamo arrivati a -8 nel computo generale dei cattivi voti alla gestione Ferrari. Un disastro! Senza “se” e senza “ma”, se ci fosse stato un presidente diverso da Elkan, avremmo già da tempo un diverso direttore tecnico. Non si può arrivare alla prima gara sapendo di avere una monoposto sbagliata senza aver mosso un solo dito. Il Covid-19 in corso non è una giustificazione per questo disastro. Un meteorite sul reparto sportivo, quella poteva essere una valida scusante ma non troppo!

I motorizzati Ferrari 10: Nemmeno in uno dei film più fantasiosi di James Bond si poteva immaginare che i motorizzati Ferrari della Haas e Alfa Romeo potessero causare le due safety car che hanno consentito a Leclerc di completare il suo miracolo. Un complotto perfettamente riuscito per salvare Binotto!

I motori Mercedes 5: Per essere vincenti si deve arrivare al traguardo. Se ne sono resi conto nel finale quando hanno abbassato il ritmo quel tanto che bastava per far rientrare in gioco una Ferrari in ginocchio.

Red Bull 4: Hemlut Marko voleva correre con il Codiv – 19 per la famosa immunità di gregge. Voleva fortemente correre due GP in casa. Ha fatto la guerra alla Mercedes vincendo a fasi alterne. Ma per vincere le guerre vanno vinte le battaglie decisive, non ritirarsi con entrambe le auto.

Daniele Amore

Si ringrazia gli amici del gruppo Andare a pesca con un’Audi R18 per la foto di apertura 

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