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Test Drive: Dacia Duster 1.0 Tce 100cv GPL Prestige, più prestazioni, più risparmio

La Dacia Duster 1.0 Tce GPL. La motorizzazione che va a sostituire il 1.6 Sce GPL. Per molti il motore che mancava. A costo di rischiare che il lettore finisca di leggere il pezzo già dopo tre righi, devo dire, usando una metafora calcistica,  che il 1.0 Tce Gpl batte il 1.6 aspirato 1-0!

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Non mi soffermerò troppo sugli aspetti generali che contraddistinguono tutta la gamma Duster, visto che abbiamo provato sia la 1.5 Dci 4×4 che la 1.0 Tce benzina. Dal punto di vista estetico la versione Prestige oggetto della prova, anche con il suo colore grigio elegante si è fatta notare. Per scattare foto panoramiche sul Lago Bolsena non è stato facile per le persone che si fermavano ad osservarla.

Gli interni sono come sempre pragmatici ed essenziali. Le plastiche sono piuttosto dure al tatto. La finitura superficiale copre la consistenza del materiale garantendo anche l’usura nel tempo. La strumentazione è non prevede un aggiunta di informazioni per la marcia in GPL, una lacuna che si poteva colmare visto che si tratta di un impianto fornito direttamente a monte dalla casa madre.

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Al centro della consolle, il sistema multimediale. Schermo un po’ piccolo, ma completo e funzionale. Facile da usare anche con le App di Android Auto e Apple Car Play.  Rimane la mancanza di non avere le bocchette per l’areazione per i posti dietro comune e tutte le Duster. Lo spazio è abbondante. Sul divano posteriore trovano posto tre persone senza grossi problemi. Nonostante la presenza del serbatoio, il bagagliaio resta ampio e ben sfruttabile.

Su strada, la visibilità è garantita dalla presenza dei sensori e delle immancabili telecamere, molto utili per limitare la difficoltà dovuta alla presenza dei montanti piuttosto massicci. Il set up delle sospensioni è tipicamente votato la comfort. Molto morbida, la Duster assorbe bene ogni asperità, anche le buche più profonde della Capitale. Non si può dire lo stesso per il filtraggio del rumore.

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Sui fondi tipo pavè e lastricato, le vibrazioni dovute all’azione delle sospensioni penetrano nell’abitacolo, come il sound non propriamente aggraziato del tre cilindri quando sale di giri. Infine c’è qualche fruscio aerodinamico dagli specchietti laterali a velocità autostradali.

Ora veniamo all’annosa questione se il 1.0 litri Tce alimentato a GPL se vale più del 1.6 litri aspirato che va a sostituire. La risposta è inesorabilmente si. Sebbene la potenza sia inferiore con i suoi 100cv, la coppia dovuta all’azione del Turbo è più alta con 160Nm. Soprattutto raggiunge il suo massimo ad un regime di 2700 giri/minuto. Essendo un propulsore da 100cv/litro non può sottrarsi al fenomeno del ritardo del turbo. Sotto i 2000 giri/minuto è un po pigro, ma superata questa soglia diventa piuttosto sveglio.

motore dacia duster

Il contagiri sale con una certa vigoria, per poi affievolire la sua spinta dopo i 4500 giri/minuto per diventare piatta superati i 5000 giri/minuto. Regime oltre il quale è praticamente inutile continuare a tirare. Meglio cambiare marcia in anticipo.

A guardare sulla carta, le prestazioni tra il vecchio aspirato ed il nuovo Turbo non sono molto lontane nei tempi di accelerazione e ripresa. Sta di fatto che quando ho testato il 1.6 litri Sce avevo la sensazione che fosse difficile ottenere i tempi dichiarati dal costruttore, mentre nel caso del piccolo Turbo,  anche se migliora di 0.5s,  si ha la sensazione di avvicinarsi più facilmente ai tempi dichiarati. 

scheda tecnica duster

In ripresa la differenza migliora di netto. Dove il motore aspirato costringeva, soprattutto in salita a scalare due marce, con il 1.0 Tce basta toglierne soltanto una. Peccato solo per la mancanza della sesta marcia che abbasserebbe il regime autostradale con un  netto miglioramento del comfort acustico e dei consumi.

Dal punto di vista tecnico, il piccolo tre cilindri rispetto ai fratelli maggiori frutto dell’alleanza con Daimler eredita le canne dei cilindri con riporto di plasma, mentre dal vecchio 1.6 litri conserva il rivestimento maggiorato per le valvole. L’utilizzo della iniezione indiretta è il vero elemento che lo rendere idoneo per l’alimentazione alternativa. L’impianto a GPL è fornito dalla Landi Renzo, ma è montato in azienda. Si tratta di un impianto classico, senza intervento di iniezione aggiuntiva di benzina nella miscelazione.

Il comportamento stradale della Duster 1.0 Tce Gpl è sicuro e prevedibile. Una vettura votata al comfort che riesce a gestire senza difficoltà ogni situazione grazie alla presenza del controllo di stabilità. Detto questo, chi pensa che la Duster sia l’ultima auto con cui ci si può divertire in curva su una bella strada di tortuosa, può passare avanti direttamente alle considerazioni sui consumi e prezzo/dotazioni.

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Per i curiosi che continuano a leggere, c’è da fare una premessa. Il brand Dacia è considerato low cost. Ma i tecnici francesi non lesinano sulla sicurezza. L’impianto frenante è di alto livello. Potente, resistente alla fatica nonostante il peso della vettura, ma soprattutto con una ottima modulablità dell’azione sul pedale. Un pregio particolarmente apprezzato da chi usa la sensibilità del proprio sedere per gestire il trasferimento di carico in ingresso di curva.

Inoltre,  rispetto alla Duster 1.0 Tce Benzina provata qualche tempo fa, c’è stato un netto miglioramento nella scelta della gommatura di primo equipaggiamento. Pur rimanendo in casa Bridgestone, un gommista premium, si è passati dal Dueler HP specifico per SUV, al Touranza T005 con un netto miglioramento della risposta della Duster.

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Detto questo, procediamo per gradi. L’avantreno: Lo sterzo rimane il solito comando turistico delle altre Duster. Non brilla per precisione. Ricorda i primi servosterzi elettrici anni 90, in più, subisce le problematiche del baricentro alto. La nuova gommatura ha migliorato la prontezza e la progressione. Bisogna ancora anticipare leggermente la sterzata per trovare il punto di corda, ma si può fare con un’azione più dolce e meno secca dello sterzo. In più,  al centro curva, sotto l’azione dell’acceleratore,  l’avantreno resiste meglio e più progressivamente alla coppia limitando il sottosterzo in uscita.

Il retrotreno: Avere una frenata modulabile è fondamentale se si vuole portare la Duster fin dentro la curva utilizzando l’azione del retrotreno per aiutare lo sterzo. Nella prova della 1.0 Tce con la vecchia gommatura questo avveniva troppo repentinamente, chiamando al lavoro straordinario l’ESP prima che il driver potesse intervenire per controllare il fenomeno.

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Nel caso della 1.0 Tce GPL, il retrotreno continua ad avere una certa vivacità, ma lo spostamento verso l’esterno della curva avviene in modo più dolce, più telefonato. Se si esagera c’è sempre l’ESP presente e pronto. Un retrotreno più omogeneo aiuta il driver alle prese con uno sterzo che sarebbe lento nelle correzioni.

In ogni caso,  le curve della Strada Provinciale che porta da Montefiascone nel Lazio ad Orvieto in Umbria, man mano che si fanno impegnative, fanno venire un po di nostalgia per lo schema meccanico a ruote indipendenti che la 1.5 Dci 4×4 adotta per la sospensione posteriore.

Il piccolo 1.0 litri Tce ha una marcia in più in termini di prestazioni, ma in quanto a consumi la differenza non è più così netta. Il computer di bordo, nonostante una guida decisamente allegra ha fatto registrare un buon 13,0 litri/100km.

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Usando bene la funzione Eco e veleggiando di più, soprattutto su un percorso prevalentemente cittadino si possono arrivare a percorre 430km con un pieno di GPL di 33 litri. Lontano dal dichiarato ma comunque meglio di quanto riusciva a fare il 1.6 aspirato anche se di poco.

La Duster 1.0 Tce GPL Prestige costa tutto compreso 18.500 Euro. Non c’è altro da aggiungere alla dotazione visto che c’è tutto. Ad essere pignoli, per una vettura particolarmente attenta alla sicurezza si poteva avere la frenata assistita. Un piccolo sovrapprezzo che non avrebbe limitato il successo della Duster, fuori dalla portata di ogni rivale.

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In conclusione: La Duster GPL è una vettura versatile, spaziosa e funzionale, oltre che economica da ogni punto di vista. Chi possiede una 1.6 Sce Gpl ed è contento delle sue prestazioni può restare fedele alla sua vettura senza problemi, ma coloro che hanno dubbi dopo un test drive potrebbero essere seriamente intenzionati a sfruttare il capitale ancora buono della loro vettura per avere qualcosa più prestante e piacevole da guidare con un piccolo guadagno in termini di costi generali.

Daniele Amore

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