Ultimi articoli

Formula 1: Bufera sul manifesto “fascista” di Monza

Potrebbe far sorridere non poche persone il titolo di questo articolo, eppure è così. Uno dei manifesti più belli mai realizzati negli ultimi anni per celebrare un evento famoso in tutto il mondo è al centro di una bufera incredibile. Il motivo? La presunta velata matrice fascio – futurista alle spalle dello stesso manifesto. Andiamo più nello specifico.

Cameratismo automobilistico

Prendendo in analisi grafica il presunto manifesto “fascista”, gli elementi che hanno fatto storcere il naso a Roberto Invernizzi, ex – presidente democratico della Provincia di Monza, sarebbero proprio la celebrazione della velocità. Come riporta anche Gabriele Costa, in un articolo per Il Primato Nazionale, la sopra citata dedizione allo sprint è basilare nell’etica futurista ed, in seguito, anche fascista. Per modo di dire.

Una fiammeggiante Ferrari rossa sfreccia davanti a Villa Reale in diversi toni di bianco mentre, alle spalle, le frecce tricolori dipingono di verde lo sfondo. Un tripudio di italianità, una celebrazione degli elementi più belli e veloci che la nostra nazione abbia mai creato, realizzato e mostrato al mondo intero. Un manifesto spettacolare, geniale come la bandina tricolore che, dal musetto della monoposto, si inalza verso il monumento e i velivoli. Celebrare la velocità e la propria nazione, però, sembra essere un’idea sbagliata e pericolosa.

Quando la politica supera il buon senso

Senza entrare nello specifico ed aprire una polemica di stampo politico, la situazione è già di per sé grave senza cercare ulteriori casus belli. Quel che è certo è che la Formula 1, come qualsiasi altro sport, non dovrebbe essere soggetto a pressioni di stampo moralistico di questo genere. E’ giusto combattere contro il razzismo, argomento odierno molto caldo, ma ad ognuno deve essere garantita la massima libertà nello scegliere il modo che più gli aggrada. Allo stesso modo, è giusto che un Paese piegato in due dalla crisi economica e sociale degli ultimi anni come l’Italia possa trovare conforto in qualcosa di esterno dalle parole del politico, dell’esperto o del medico di turno. Per quanto importanti e fondamentali siano, sia chiaro, lungi da me la possibilità di sminuire il ruolo di questi personaggi.

Ci sono, tuttavia, cose più importanti cui pensare che cavarsi il fiato alla ricerca dell’ennesimo rimasuglio di un periodo storico chiuso più di 70 anni fa. In un grave periodo come quello odierno per giunta! Così come nel Dopoguerra venne inventato il Totocalcio per distrarre gli italiani dal tedio e dalla paura della ripresa, così è importante, oggi, ritrovare un briciolo di unità nazionale e di fraternità anche in quello che il motorsport offre. Perché il motorsport è fratellanza, unione, tifo, divertimento e chi ne ha più ne metta. Per questo, in conclusione a questa lunga e noiosa ammenda, mi sento in dovere di dire che questo manifesto, così criticato, è, invece, meraviglioso. E’ meraviglioso perché rappresenta in tre immagini quello che il pubblico italiano ama di più: la propria nazione.

Allo stesso modo, è meravigliosa anche Monza con i suoi spalti satolli di tifosi infiammati di passione rossa. Tifosi che, quest’anno, saranno costretti a guardare e tifare i propri idoli da casa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui