Dire che dopo il semaforo a destra si possono fare prove di partenza non significa che in ogni punto del tracciato di Sochi a destra dopo il semaforo si possano fare.
Da sempre, o almeno da quando si è inserita questa regola della piazzola dedicata per le prove di partenza, si parte nella zona immediatamente dopo la linea di fine box dopo il semaforo di uscita, salvo diversa segnalazione della direzione gara che non rappresentava il caso di Sochi.
Hamilton può solo rimproverare se stesso ed un po il team che poteva indicargli l’errore ed evitare di commetterne un altro a giro dopo. Un atteggiamento polemico e remissivo del campione del mondo che non ha tentato nemmeno una rimonta al primo posto. Una sorta di polemica sul fatto che se lui non si impegna lo spettacolo non c’è. Forse dovrebbe leggersi il regolamento visto che non gode più di quella immunità scontata fino a poche gare orsono.
Valtteri Bottas 10: Hamilton gli ha servito la vittoria su un piatto d’argento e lui se la prende senza sforzo. Un’affermazione che non cambia di molto le cose in campionato visto il distacco. Ma potrebbe dare fiducia per rivedere la sua posizione di gregario designato.
Charles Leclerc 9: Si arrabbia al sabato per un evidente e grave errore del team che lo estromette dal Q3. Ma alla fine non tutti i mali vengono per nuocere. Parte bene, butta fuori Stroll e la passa liscia. Un segno che è la giornata giusta per raccogliere qualche segnale positivo in termini di prestazione e punti.
Danijl Kvyat 8: Una gran bella gara. Parte a centro gruppo ma arriva davanti al compagno di team. Un risultato non di poco conto per chi sta dimostrando miglioramenti continui soprattutto concreti.
Max Verstappen 6: Parte non benissimo. Poi alla prima curva pensa alla furbata della gara tagliando di netto in pieno la variante sfruttando gli ostacoli messi dalla Fia. Una mossa che gli vale la seconda posizione una volta che viene meno Hamilton. Resta una certa impotenza nell’opporre resistenza a Bottas davanti.
Sergio Perez 6: Raccoglie ancora una volta il testimone lasciato per strada da Lance Stroll. Nonostante una macchina inferiore per sviluppi, conserva il suo quarto posto in partenza. Il team gli deve maggiore riconoscenza, e chi lo farà correre la prossima stagione fa un affare.
Daniel Ricciardo 6: Gli concedono la posizione, fa un errore che ne vanifica la strategia. Una gara normale senza brillare più di tanto. La differenza tra la qualifica ed il passo gara è evidente ed è una situazione a cui si deve porre rimedio.
Esteban Ocon 6: Obbedisce ad un ordine di squadra che alla fine lo penalizza eccessivamente. Poteva stare più avanti, finire dietro Leclerc con questa Ferrari non è il massimo in termini di risultato assoluto.
Pierre Gasly 6: Una prestazione che sarebbe anche da 7 se non fosse che chi gli è partito dietro con la stessa macchina gli arriva davanti. Sono un paio di corse che non riesce più a fare la differenza. Una frenata nella crescita che potrebbe mettere in dubbio il futuro in RedBull.
Alexander Albon 5: Una gara passata ad annaspare nelle retrovie. Becca un minuto dal compagno. Per quanto provi a dare segnali positivi, poi una gara come quella di Sochi lo fa ripiombare nell’oblio,
Lewis Hamilton 5: Fa un errore enorme, ma l’ingenuità più grande e ricommetterlo al giro successivo. Un tipico atteggiamento di è convinto di essere intoccabile. Il vento sta cambiando quindi è meglio se legge il regolamento bene e lo applica alla lettera. Il titolo è al sicuro ma non è mai detto.
Lando Norris 5: La sua McLaren si spegne. Sembra l’ombra della monoposto di qualche gara scorsa. Non riesce ad avere passo, probabilmente per un danno alla partenza.
Carlos Sainz 5: La differenza tra un grande campione ed un normale pilota sta nei dettagli. Uno per esempio è il muro preso nell’evitare la variante come ha fatto benissimo Verstappen.
I commissari di Sochi 7: Hanno dimostrato di non avere nessuna sudditanza psicologica. Magari una maggiore tempestività non sarebbe stata male.
Il tracciato di Sochi 3: Brutto, orrendo, lo è ancora di più dopo aver corso al Mugello. Tra curve strane, vie di fuga assurde e finte varianti da psicopatici non se ne può più ogni anno di sta pista.
La Banda Binotto SV: All’elenco degli errori, o degli orrori, c’è anche il tempo residuo di Leclerc era clamorosamente sbagliato. Ovviamente nel segno della continuità, chi ha fatto la cappellata resterà al suo posto come chi dirige questa banda di musica che si trova tutti i week end al muretto box.
Si ringrazia per la foro il gruppo di Andare a pesca con un Audi R18 reparto corse
Daniele Amore
