L’Audi Q3 Sportback 45 TSFI Non nasce per essere un veicolo pensato per fare il record in pista, ma nemmeno per scalare le dune del deserto o azzardare un percorso in off-road impegnativo.

Incarna perfettamente il significato dell’acronimo SUV, infatti unisce i vantaggi della guida più alta ad un comportamento su strada esemplare. Fino a non molto tempo fa ritenevo erroneamente che le auto progettate per fare contemporaneamente tante cose diverse, alla fine facciano tutto male (o quantomeno non così bene), invece questa Q3 Sportback 45 TFSI quattro mi ha sorpreso positivamente!
Il design
Cominciamo dalla linea: decisamente più filante rispetto alla Q3 standard e con una coda appena “spiovente” per fare il verso alle coupé; nel complesso vanta un design moderno ed accattivante ed una grande armonia di forme. Gli interni, caratterizzati da funzionalità e cura del dettaglio, risultano ergonomici e piacevoli da vedere e da toccare. I comandi sono tutti al posto giusto ed il sistema di infotainment ben studiato.

Il virtual cockpit con il doppio schermo, cui ormai Audi ci ha da alcuni anni abituati, rappresenta un ottimo strumento per utilizzare semplicemente e rapidamente i sistemi di navigazione, lo stereo, il drive select con le diverse modalità di guida, e tutte le altre numerose funzioni su cui non mi soffermerò in questa recensione. In queste righe vorrei infatti sottolineare principalmente le doti dinamiche di questa vettura, che sembra una SUV, ma si guida come le migliori berline.
Alla guida
Per quello che ho potuto constatare, ha un comportamento in curva tendenzialmente neutro, l’assetto é piuttosto piatto, non si avvertono rollio o beccheggio eccessivi, nonostante il baricentro alto. Inerzia e sottosterzo sono concetti quasi sconosciuti a questa Q3 Sportback tanto che, anche forzando gli inserimenti in curva, lei si infila rapida ed obbediente rispondendo perfettamente ai desideri del conducente.

Inutile dire che queste mie considerazioni si basano su un utilizzo prettamente stradale, per cui lascio ad una futura ulteriore recensione le doti di handling che può sfoderare, ad esempio, in una strada di montagna oppure in un circuito. In tali frangenti, infatti,qualunque difetto, seppur minimo, viene amplificato man mano che ci si spinge verso i limiti della fisica.
Trazione integrale
Sebbene non sia un’auto piccola (é lunga esattamente 4 metri e 50) rientra ancora nella famiglia delle Audi con motore trasversale, é perciò dotata di un sistema di trazione integrale “quattro” con tecnologia “Haldex”, che si sostanzia in un apparato meccanico con frizione a dischi multipli in bagno d’olio ed a controllo elettronico.

Per semplificare si tratta fondamentalmente di una trazione anteriore che, all’occorrenza, trasferisce parte della coppia alle ruote posteriori, quando vi é necessitá. Tale sistema é montato su Audi A1, A3, Q2, Q3 e TT, mentre il sistema a differenziale meccanico Torsen rimane appannaggio unicamente dei modelli di maggiori dimensioni e con i motori montati longitudinalmente, dunque dalla A4 in su e dalla Q5 a salire, nonché sulla R8.
Ad ogni modo, se si ritiene che il fatto che in gran parte delle situazioni questa Q3 si comporti come una trazione anteriore debba per forza significare sottosterzo a palate, vi stupirete di scoprire che in realtà ha una motricità esemplare nelle curve e non solo, sfruttando ottimamente il buon telaio e, complice la efficace logica di funzionamento del cambio S-tronic a doppia frizione e 7 marce, si riesce ad avere sempre il rapporto corretto in ogni situazione.

Ovviamente selezionando la modalità Dynamic dal Drive Select verranno utilizzate marce più basse e dunque il motore spesso si troverà a frullare a regimi piuttosto alti, uscendo da quel torpore che invece é caratteristico della modalità Efficiency.
Quanto beve?
Alla voce consumi, avendo percorso circa 2500 km (di cui buona parte sulle Autobahn tedesche prive di limiti, dove non risparmiavo certo il motore), posso darvi un riscontro preciso nell’utilizzo autostradale.La media complessiva é stata di 11,3 km con un litro, mentre nella prima parte del viaggio si attestavano sui 13 km con un litro, avendo percorso buona parte del viaggio sulle autostrade svizzere, dove i limiti sono abbastanza bassi e conviene rispettarli fedelmente se non si vuole incorrere in pesanti sanzioni.

Considerando che stiamo parlando di un’auto alta poco meno di 160 cm, lunga 450 cm e dal peso che sfiora i 17 quintali, dotata di trazione 4×4 e con motorizzazione turbo benzina 2.0 litri da 231 cavalli, sono a mio parere risultati positivamente degni di nota. Sicuramente il fatto di avere una coppia di 350 Nm costanti tra 1500 e 4300 giri, aiuta ad ottenere una grande elasticità di marcia, senza mai sforzare il motore e potendo sfruttare anche la parte bassa del contagiri senza avvertire una sensazione di fatica da parte del motore, in nessuna situazione.
Se poi si intende adottare una guida un po’ piú sportiva, la Q3 Sportback non fa una piega e sfodera tutta la “schiena” di cui il 2.0 TFSI é dotato, con un rumore mai invasivo, né dal vano motore né dagli scarichi, cosa che potrebbe far storcere un po’ il naso a chi, come me, non riesce a fare a meno del “sound”, ma a ben guardare, data la tipologia di vettura, forse é stata la scelta più adeguata.

Il prezzo
A listino la Q3 Sportback 45 TFSI S-tronic parte da 48.000 €, che già non sono pochi. Per la versione da me provata, dotata di S-Line esterno ed interno e qualche altro accessorio, si supera il tetto dei 50.000, un prezzo salato se si pensa che parliamo pur sempre di una SUV di media taglia e dotata di un motore a 4 cilindri.
Non dimentichiamoci però che la concorrenza tedesca (e non solo) orbita attorno a cifre similari, offrendo contenuti tecnici non così dissimili. Se poi si vuole davvero esagerare, c’è anche la RS Q3, una belva da 400 cavalli, ma per avere il piacere di rivangare, seppur in chiave moderna, il glorioso passato nei rally di Audi ed il fascino del 5 cilindri turbo, bisogna aggiungere al costo della 45 TFSI altri 20.000 €, ma questo è il prezzo da pagare per mettersi in garage un vero e proprio “atleta in smoking”.
Testo e foto: Alberto Calabrese
