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Test Drive: Mini Elettrica, sempre modaliola, autonomia adatta alla città

La Mini è una di quelle auto che quando pensi che abbia dato tutto, riesce sempre ad inventarsi un modo per restare al passo con i tempi.

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La Mini Cooper SE porta lo stile e la sua tipica dinamica di guida direttamente nel futuro abbracciando la trazione elettrica. La Mini elettrica ha una vocazione cittadina con un’autonomia di circa 260km dichiarati. Lo stile rimane quello di sempre con i dettagli che indicano la propulsione elettrica. Il colore verde spicca su elementi della mascherina, specchietti e cerchi in lega dedicati.

Anche gli interni sono inconfondibilmente Mini. La qualità dei materiali dai sedili, ottimamente rivestiti e l’assemblaggio anche delle parti più nascoste fa respirare aria di piccola premium. La strumentazione si divide in due parti. C’è un primo display di dimensioni contenute davanti la conducente, che sostituisce il contagiri tipico delle Cooper S. La strumentazione consente di tenere sotto controllo in modo agevole tutto ciò che concerne l’utilizzo della vettura elettrica. Il contrasto ai riflessi della luce solare non è il massimo, ma viene coadiuvato dalla presenza dell’Head up display in dotazione con il modello in prova.

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Al centro della plancia c’è il sistema infotainment con schermo circolare da 8,8 pollici.  Nello specifico, la versione taglia “L” in prova è dotata di Connected Navigation Plus. Un sistema completo con connessione internet facile da utilizzare attraverso le funzioni touch e vocali. C’è anche una immancabile app per il controllo in remoto delle funzioni della vettura.

Il sistema di condizionamento è di tipo a bi-Zona, molto potente ed efficace nella gestione dei flussi.  Lo spazio è tipicamente da citycar, cioè dietro si sta un po stretti se si supera la taglia media. Purtroppo rispetto alla rivale giapponese paga la mancanza delle cinque porte che ne faciliterebbe l’accessibilità. Il bagagliaio invece pareggia i conti. I suoi 175 litri sono in linea con la capienza di una citycar elettrica a vocazione urbana.

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Su strada la Mini Cooper SE si guida bene, grazie ad un posto guida che privilegia una posizione bassa a gambe semi-distese con volante verticale. Una posizione tipicamente sportiva che non lascia dubbi sull’obiettivo di confermare le prestazioni tipiche delle Mini a benzina.

La visibilità è accettabile in tutte le direzioni, grazie anche alla presenza della non scontata telecamera posteriore. L’assetto però è decisamente rigido. La vocazione della Mini alle prestazioni si fa sentire soprattutto sullo sconnesso come strade lastricate, o peggio l’attraversamento della sede dei binari del tram presenti spesso nelle città italiane.

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Una scelta di set-up senza troppi compromessi che traferisce qualche sollecitazione di troppo agli occupanti. Buona invece la silenziosità. Non si percepisce la rumorosità di un pneumatico sportivo come il Goodyear F1 Asymmetric 5. Sotto il cofano motore, nella posizione anteriore, canonica, c’è un motore elettrico sincrono a magneti permanenti preso in prestito dalla cugina BMW i3S. Eroga  184cv e 270Nm di coppia.

La Mini elettrica copre i 100km/h partendo da fermo in circa 7,5 secondi. La realtà per ottenere tale prestazione si deve gestire una trazione difficoltosa. Schiacciando senza accortezza interviene il controllo di trazione. Se si stacca l’elettronica potrebbe verificarsi un eccessivo pattinamento vanificando la prestazione. 

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Anche in ripresa, schiacciando in modo eccessivo già da una velocità da 40km/h, la Mini Cooper SE risponde in modo talmente immediato da provocare ancora perdita di trazione. In sostanza la rivale giapponese con la sua trazione elettrica consente un uso dell’acceleratore più disinvolto. Resta il fatto che al volante della piccola elettrica britannica si riesce a fare concorrenza anche alla Cooper S a benzina, quasi in modo imbarazzante. A parte per la velocità limitata a 150km/h.

Le modalità di guida sono quattro. Il pulsante per attivarle si trova nella parte lato passeggero della consolle centrale. Avremmo preferito che il comando fosse posizionato dal lato opposto più vicino al volante.  La Min elettrica ha due modalità ecologiche, Green e Green+ per poi passare alla Normal ed infine la Sport

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Delle quattro le più usare saranno sempre la Normal e la Green di primo livello, garantendo una buona prestazione limitando anche il consumo di energia. Come tutte le auto elettriche non manca la funzione che permette di utilizzare il pedale dell’acceleratore come elemento unico anche per frenare aumentando la rigenera della batteria. Si può regolare solo su due livello di intervento. Il livello più aggressivo necessita di un pochino di assuefazione perchè la frenata è tanta, ma una volta fatta l’abitudine, usare questa funzione per la ricarica aggiuntiva è molto utile.

L’assetto della Mini Cooper SE non mente, la sua intenzione è quella di fornire una vettura divertente così come deve essere una Mini. Il problema resta nel fatto che si tratta di una vettura nata per il percorso prevalentemente cittadino. Ma l’Italia, almeno in gran parte è formata da città piene di colline, e di conseguenza di strade piene di belle curve che ben si adattano alla piccola elettrica britannica.

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Lo sterzo è preciso, un comando rapido e progressivo. La disposizione delle batteria, divisa in due parti, ha permesso di contenere il peso a soli 1440kg. Il posizionamento che sfrutta al massimo lo spazio a disposizione di un telaio nato per l’uso a benzina, ha reso la distribuzione dei pesi più omogenea che nella Mini endotermica.

I freni hanno una certa difficoltà di modulazione e si fa fatica a portare la frenata fin dentro la curva. Non un grande difetto se fosse una vettura diversa. Ma nel caso della Mini una frenata modulabile permette di sfruttare al massimo la caratteristica unica di questa vettura per indurre il retrotreno ad aiutare tanto ruote anteriori a curvare.

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Ciò ha prodotto un miglior bilanciamento del retrotreno della Mini. Una volta entrata in curva la piccola britannica trova il suo appoggio rapidamente grazie al rollio nullo. L’unica cosa a cui il conducente deve prestare attenzione è la pressione sull’acceleratore per evitare pattinamenti in uscita di curva. Cosa che succede anche per curve di medio raggio non solo per i tornantini, generando il classico sottosterzo per perdita di trazione.

In sostanza la Mini è una vettura che conferma la sua dote di essere efficiente e divertente. Resta molto agile nel misto stretto soprattutto cittadino. Il suo vero problema è che la rivale giapponese, la Honda E,  ha posto l’asticella della bella guida ad un livello troppo alto pure per la pur divertente elettrica made in England.

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La Mini elettrica grazie alle quattro modalità di guida varia il livello di consumo dell’energia elettrica. Nella migliore delle ipotesi si possono eguagliare i valori dichiarati di 16.2kwh/100km pari 6,2km/kWh. Un valore che scende a 4,8Km/kWh in modalità più estrema. In termini di percorrenza si va dai 230km dichiarati andando veramente molto piano, fino a 190 km se si sfruttano le prestazioni piuttosto spesso. La media  realistica per un uso normale è di circa 220km. Un’autonomia bassa che la Mini elettrica condivide con tutta la concorrenza nata per essere un elettrica da città.

La ricarica della batteria con capienza da 32,6kWh avviene secondo tre modalità. Con la classica presa domestica con presa da 3,7kW occorrono 10 ore a 7,20 Euro. Optando per la WallBox con potenza da 7,4kWh si dimezza a 5 ore, mentre per una colonnina rapida da 22kw si scende a tre ore e mezza ad un costo di 15,70 Euro. Infine se si attacca ad una presa da 50kW si può fare un pieno in 30 minuti, al costo di 10,20 Euro.

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La Mini Cooper SE viene venduta come se fosse un capo di abbigliamento. Le versioni sono chiamate “S-M-L ed XL” a seconda dell’allestimento. La versione in prova era la “L” dotata di tutto il necessario senza dover aggiungere altro. Un caso unico considerando la politica che di solito applica BMW. La dotazione ADAS per questo all’allestimento è leggermente sottotono con  la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni e poco altro. Il tutto ad un prezzo di 39,650 Euro a cui vanno sottratti gli incentivi statali. Sfruttando al massimo i contributi nazionali e regionali non è difficile portarsi in garage una Mini Cooper SE a 28,000Euro.

In conclusione, la Mini elettrica è una vettura dedicata vuole essere modaiolo pur abbracciando la trazione elettrica. La finiture sono di alto livello ed è agile e maneggevole adattandosi alla perfezione al traffico delle città italiane.  Rimane il solito tallone di Achille delle piccole elettriche dalla vocazione cittadina. Il difficile sfruttamento degli spazi e l’autonomia che non consente di allontanarsi, almeno che non si vive in una zona d’Italia dove la densità di colonnine è alta anche fuori dai centri abitati.

Daniele Amore

 

 

 

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