Louis Camilleri, si è dimesso dalla carica di amministratore delegato della Ferrari.
Le dimissioni con effetto immediato sono dovute a motivi strettamente personali. A sostituire la sua carica ci penserà il presidente John Elkann che sarà anche amministratore delegato ad interim.
Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno per i tifosi della rossa, meno traumatica per gli azionisti ed i futuri clienti che avranno ancora forti dividendi e prodotti di altissimo livello.
Gli aspetti sportivi invece non sono andati gran che. La triade Elkann-Camilleri-Binotto, ha subito in modo passivo un deterioramento delle prestazioni in modo inesorabile senza provare un minimo accenno di reazione.
L’unica affermazione che c’è stata è una certa volontà di puntare tutto su un 2022 con nuove regole, partendo da un foglio bianco. Il fatto che non ci sia un sostituto ma che la carica intermedia venga ricoperta dal presidente è una chiara volontà di continuare in quella direzione con un 2021 di transizione e di probabile sofferenza dal punto di vista sportivo.
Gli scenari alternativi sono vari ma tutti improbabili. Un amministratore delegato che dia una sferzata anticipando una reazione sportiva già nel 2021 è improbabile. Più ovvio che ci sia un’altra nomina che provenga da Philip Morris o un altro azionista di grande peso.
In ogni caso sarà ancora un burocrate, difficile pensare che ci possa essere un tecnico. Sarà ancora più probabile che sia ancora John Elkann a coprire entrambe le cariche senza problemi facendo dormire sonni tranquilli a Binotto.
In sostanza per quanto facciamo i nostri migliori auguri a Camilleri per la sua condizione personale, la situazione sportiva in Ferrari non cambierà finche non cambia tutta la filiera. Un solo componente non cambia la politica con cui viene gestita il team corse .
Daniele Amore
