La Toyota Mirai giunge alla sua seconda generazione. La berlina ad idrogeno con tecnologia Fuel Cell si rinnova.

Mentre nel nostro paese ancora si discute se è il caso o meno di abbandonare la vecchia cara alimentazione a combustibile fossile il mercato giapponese fa un ulteriore balzo in avanti abbracciando la nuova generazione di Mirai. La berlina a trazione posteriore ad idrogeno viene venduta ad un ad un prezzo tutto sommato accessibile.
La Mirai infatti verrà venduta ad un prezzo convertito in euro che va dai 56.000 ai 64.000 Euro. Prezzo a cui vanno sottoratti gli incentivi che il governo giapponese fornisce alla clientela che acquista questo tipo di vetture.

La berlina ad idrogeno di Toyota unisce concetti di stile aerodinamici con una coda sfuggente ad un muso lungo e basso tipico delle vetture con muscoli ed emozioni.
Il merito va al cambio della piattaforma tecnica. Adottando la base GA-L ospita la cella combustibile nella parte anteriore. I serbatoi dell’idrogeno sono istallati sia nella zona centrale che in quella posteriore del telaio.

Lo scopo era quello di ottenere un perfetto bilanciamento dei pesi 50 e 50 sui due assali. Lo schema sospensivo è molto raffinato. All’anteriore è stato adottato uno schema a quadrilatero alto a braccio oscillante, mentre al posteriore uno schema multilink di ultima generazione.
L’obiettivo è quello di non rinunciare a dettagli come comfort senza sacrificare nulla in termini di piacere di guida tipico delle trazioni posteriori con motore endotermico.

La riprogettazione della scocca ha permesso di avere una maggiore rigidità torsionale ed un lavoro certosino sulla progettazione delle componenti del sistema fuel cell soprattutto per il peso e l’ingombro dei serbatoi del 30%.
Il power train è formato da un motore elettrico sincrono a magneti permanenti con un livello di potenza massimo di 182cv. La cella a combustibile invece genera da sola 174cv. La vettura parte in elettrico potendo sfruttare la batteria che viene caricata dalla cella combustibile. Quest’ultima si comporta come un motore endotermico nei sistemi ibridi in serie. Fornisce energia alla batteria per la propulsione ed interviene unendo la sua potenza a quella del motore elettrico solo quando si richiede la massima prestazione.

Purtroppo al momento non si riesce ad avere maggiori dettagli tecnici sulla composizione del sistema nel suo dettaglio ed il tipo di funzionamento in funzione anche delle prestazioni. Si sa che la velocità massima sarà limitata a 175km/h.
L’autonomia si basa su uno stoccaggio di 5,6kg di idrogeno che garantisce secondo il ciclo di omologazione WLTP 650km. Il rifornimento richiede pochi minuti rispetto ad una classica ricarica da colonnina elettrica. In ogni caso la Mirai avendo una batteria può anche essere alimentata da presa esterna come una normale auto elettrica per un massimo di 9kW nel momento in cui non si dovesse avere a disposizione un distributore per l’idrogeno nelle vicinanze.

La nuova generazione della Mirai aggiorna anche i sistemi di assistenza alla guida e l’infotaiment di bordo. In particolare il Toyota Safety Sense sfrutta al meglio l’Advanced Driving Assist utilizzando la nuova interfaccia di intelligenza artificiale per intervenire sui comandi per la guida autonoma.
Attraverso il Deep Learning riesce a rilevare in anticipo le condizioni di guida che si verificheranno sul percorso scelto agendo di conseguenza. La guida autonoma di livello 2 permette di controllare sterzo, acceleratore, e freni per condurre in modo autonomo la Mirai sui percorsi di tipo autostradale.

Con ogni probabilità la Mirai Fuel Cell seconda generazione arriverà anche in Europa. In italia in particolare la sua diffusione sarà vincolata alla presenza delle infrastrutture per il rifornimento di idrogeno. In una nazione dove si fa fatica a dotarsi di colonnine per la ricarica elettrica capillare pensare di avere a breve una rete per l’idrogeno è impensabile. Ma questa vettura spingerà altri costruttori ad affrettarsi su questa tecnologia.
Daniele Amore
