La Formula 1 si sposta ad Imola dopo la gara inziale del Bahrain e la storica pista del Santerno rinnoverà la sfida tra Hamilton e Verstappen, ma con una differenza: questa è una pista vera e gli errori si pagano a caro prezzo.
1. Hamilton contro Verstappen, secondo round
Il Bahrain ci ha offerto una vera battaglia corpo a corpo tra Hamilton e Verstappen ed è strano affermare che la vittoria di Lewis è stata una sorpresa. Ma Verstappen non è stato in grado di superare il rivale nei giri finali, dato che la coppia ha chiuso a meno di un secondo di distanza, e l’opportunità per il pilota della Red Bull di iniziare la stagione con il massimo dei punti è scivolata via.
La Red Bull ha lasciato il Bahrain delusa di non aver vinto la gara ma incoraggiata dalle prestazioni che avevano dimostrato. Hanno avuto la macchina più veloce per tutto il fine settimana e anche un problema differenziale non ha permesso ad Hamilton di essere più veloce di Verstappen. Quindi la sconfitta è meno amara di quello che sembra.
Imola ci fornirà la prossima puntata di quella che potrebbe diventare una lotta stagionale per il campionato tra due talenti enormi, e i segnali sono buoni vedendo la gara dello scorso anno su questa pista. Verstappen era una minaccia ma ha perso tempo dietro a Valtteri Bottas e quando lo ha superato, il distacco da Hamilton era troppo grande per essere colmato.
Questa volta, però, la Red Bull arriva con un’auto che ritengono possa prendere ancora una volta la pole position e la Mercedes teme di non avere punti di forza rispetto ai rivali. Se ciò dovesse rivelarsi vero, un weekend più fluido per Sergio Perez potrebbe anche dare un ulteriore mal di testa alla Mercedes, dopo l’impressionante recupero dalla pit lane al quinto posto nel turno di apertura.
2. Un test molto diverso
Un po’ insolitamente rispetto agli ultimi anni, il paddock di F1 arriva alla seconda gara avendo corso con le nuove auto solo in un circuito. I test e la prima gara si sono entrambe svolte nella stessa sede, il che significa che dobbiamo ancora vedere come le diverse auto reagiscono a una sfida diversa.
Imola è un circuito della vecchia scuola, più stretto del Bahrain e con delle vie di fuga in ghiaia e sabbia e non lunghe distese di asfalto. Rispetto al Bahrain, qui non troviamo lunghi rettilinei spezzati da curve lente e questo potrebbe cambiare le forze in campo, soprattutto a metà schieramento dove la lotta per il podio è riservata a 4/5 team.
Inoltre c’è la variabile meteo: per ora è prevista pioggia per il giorno della gara, ma se anche non si materializzasse l’acqua, avremmo comunque delle temperature fresche, in contrasto col caldo visto in Bahrain. E anche questo potrebbe influire sulle prestazioni in campo.
3. Il potenziale di AlphaTauri
Abbiamo citato i segnali promettenti per la Red Bull dalla visita dello scorso anno a Imola, ma se c’è un’altra squadra che può essere ancora più ottimista è AlphaTauri. L’anno scorso ha visto una prestazione estremamente forte sulla pista di casa di AlphaTauri e Pierre Gasly si qualificava quarto.
Anche se è stato costretto a ritirarsi a causa di un problema di affidabilità, Daniil Kvyat ha rimontato sul finale di gara fino al quarto posto e quasi sta strappando il podio a Daniel Ricciardo.
La gara dello scorso anno è arrivata alla fine della stagione, in un momento in cui AlphaTauri era all’apice della forma e quest’anno si sono ulteriormente migliorati e hanno tra le mani una monoposto estremamente competitiva. Gasly era di nuovo in qualifica tra i primi cinque in Bahrain, ma il contatto iniziale con Ricciardo ha rovinato la sua gara, mentre Yuki Tsunoda è stata una delle stelle del fine settimana con un’ottima prestazione in Q1 e terminando al nono posto al suo debutto in F1.
4. Aggiornamenti per quasi tutti i team
Arriviamo solo alla seconda gara della stagione ma ci sarà già un focus su come saranno le auto quando lasceranno il garage venerdì mattina per le prime prove. Di solito le prime gare si disputavano fuori dall’Europa ma il calendario di quest’anno impone le squadre un rientro nel vecchio continente dopo tre settimane dalla prima gara, consentendo loro di preparare già gli aggiornamenti.
Per alcuni si tratta solo di introdurre parti più piccole che non erano pronte in tempo per il Bahrain, come la Haas, ma altri hanno qualcosa di più significativo in cantiere dopo aver appreso di più sulle nuove normative nelle ultime settimane.
I grandi team di solito hanno programmi di sviluppo significativi e probabilmente saranno più attivi nelle prime gare prima che l’attenzione passi al 2022, mentre Marcin Budkowski di Alpine ammette che il suo team ha un pacchetto di aggiornamento interessante in arrivo per Imola che dovrebbe produrre più prestazioni.
5. Grandi cambiamenti in Mercedes
Mentre i team tecnici stanno lavorando agli aggiornamenti e alla prossima generazione di auto, la grande novità dalla prima gara è venuta fuori dalla Mercedes, dove è stato annunciato che James Allison lascerà il ruolo di Direttore Tecnico e assumerà invece una nuova posizione di Chief Technical Officer del team.
Allison è direttore tecnico dal 2017 e ha aiutato Mercedes a continuare il suo dominio sulla F1 in quel periodo, ma gli succederà l’attuale direttore tecnologico ed ex capo dell’aerodinamica Mike Elliott.
Il cambiamento avviene il 1° luglio, con Allison incaricato di aiutare Mercedes ad affrontare le sfide strategiche della prossima era dello sport mentre fa un passo indietro rispetto alla gestione quotidiana delle operazioni tecniche di F1.
È una mossa importante per i campioni in carica, ma non insolita. Mercedes ha dimostrato negli ultimi sette anni di essere in grado di modificare la propria struttura di leadership e pianificare i cambiamenti futuri in modo efficace, senza che la loro competitività non diminuisca.
