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Spagna 1996: la prima, grande, impresa di Schumacher in Ferrari

Non tutte le storie iniziano con “c’era una volta” e non tutti gli eroi mitologici sono vissuti nell’antica Grecia e quando i nostri figli o nipoti ci chiederanno di raccontare loro una storia emozionante, noi, da malati di Formula 1, apriremo il nostro baule dei ricordi e racconteremo la storia, o meglio, la leggenda di questo giovane pilota tedesco al volante di una macchinina rossa, quella più ambita e desiderata da tutti, ma che nessuno sapeva portarla alla vittoria. Ma non lui.

Barcellona, 2 giugno 1996: l’estate è ormai, le giornate sono lunghe e la Formula 1 arriva in Spagna per la settima prova della stagione. Il 1996 ha visto l’arrivo del Campione del Mondo Michael Schumacher in Ferrari, riportando il numero 1 sul musetto delle vetture di Maranello. Ma Schumacher sa già che sarà una impresa impossibile conservare quel numero anche per l’anno successivo.

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La F310 è una spanna sotto la Williams e anche l’affidabilità non è delle migliori. Nonostante questo Schumacher riesce a ottenere tre arrivi a podio e due pole position, ad Imola e Monaco dove sotto l’acqua la sua gara è durata pochi km per terminare contro il guard rail dopo un errore.

A Barcellona alla domenica piove e le condizioni meteo sono impossibili, con l’acqua che cade copiosa e con l’asfalto zuppo d’acqua. Al giorno d’oggi partirebbero dietro Safety Car o posticiperebbero l’avvio della corsa, nella speranza che il meteo migliori. Venticinque anni fa no, la F1 era ancora un sport per uomini, si correva in ogni condizione meteo, c’erano la ghiaia e la sabbia a castigare gli errori e non c’erano sterili polemiche ad ogni minima manovra.

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La partenza di Schumacher non è delle migliori e dalla terza posizione si ritrova in sesta. Le condizioni sono difficili per tutti ma dopo aver trovato il feeling giusto, il tedesco inizia la rimonta. Prima Irvine, suo compagno di squadra, poi qualche giro dopo anche Berger. Hill esce di pista e regala la terza piazza a Schumacher che si mette alla caccia di Alesi, un pilota che sotto la pioggia è sempre stato una spanna sopra gli altri.

Il divario presto si azzera e il motoscafo rosso n°1 si sbarazza della Benetton del francese. Davanti c’è Villeneuve, figlio del piccolo aviatore Gilles, ma anche lui è costretto ad arrendersi al ritmo forsennato di Schumacher. Da qui in poi l’umiliazione per gli avversari sarà pesante. Il tedesco rifila agli inseguitori 4 secondi ad ogni giro, sotto una pioggia battente, con 4 dita d’acqua sulla pista e con una vettura nettamente inferiore all’armata Williams e Benetton, che in condizioni normali buscava 15 km/h in rettilineo.

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Il ritmo di Schumacher era inavvicinabile per tutti, tanto che il secondo giro più veloce di tutti registrato da Barrichello era due secondi più lento di quello del tedesco. La leadership con questi divari e con quel ritmo non è mai stata messa in discussione e Schumacher raccolse il suo primo successo con la Ferrari, facendo dimenticare l’erroraccio commesso a Monaco due settimane prima.

Il Gran Premio di Spagna del 1996 è stata la prima delle 72 vittorie di Schumacher assieme alla Ferrari, oltre ad essere una delle tante imprese eroiche del tedesco a bordo della monoposto di Maranello.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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