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F1: Gp Monaco, Pagelle “il gioco che non vale la candela” di GM

Ci sono due punti di vista per analizzare il disastro Ferrari a Montecarlo.

  1. Il pilota: Charles Leclerc è veloce, è un campione, ed è un pilota attaccante. Non gli si può chiedere di non correre, di non provare a migliorarsi. Non si può biasimare, anzi guai se si accontentasse. Deve solo maturare punti esperienza. Vivere sulla propria pelle le esperienze negative che ti segnano la carriera per valutare in futuro, quando sia necessario cedere qualcosa all’orgoglio di pilota per la ragion di stato che in futuro potrebbe portare al campionato del mondo.
  2. Il team: Una botta come quella che ha peso Leclerc non può essere presa alla leggera. In un team che ha delle procedure, e ci sono testimonianze illustri che lo confermano, si cambia tutta la parte posteriore per la mancanza di sicurezza nell’effettuare controlli approfonditi. Non è nemmeno una questione di competitività, ma quanto di sicurezza. Un pilota può decidere di rischiare sulla base delle sue capacità di guida. Ciò un pilota teme sempre è il guasto tecnico. Una rottura improvvisa che può mandarti a muro a 300km/h in modo incontrollabile. La storia è piena di esempi che potremmo fare di piloti che hanno chiesto modifiche o hanno accettato di correre con il rischio per non perdere la posizione. Oggi in taluni casi ci sono lapidi al posto dei campioni. Quindi, nel caso fosse stata preso un considerazione, non è giustificabile l’idea di provare a partire primi a Montecarlo sulla base di un rischio calcolato. Se così fosse , e non c’è modo per dimostrare che sia cosi, sarebbe un problema grave di gestione interno al team di Maranello.

Max Vertappen 10: Sfrutta al massimo il disastro della Ferrari. Ma soprattutto mette in cassa un vantaggio importantissimo capitalizzando al meglio la giornata nera di Mercedes e Hamilton. Un vantaggio da capitalizzare bene. Il gigante è ferito ed a Bakù Max dovrà difendersi in modo intelligente.

Sergio Perez 9: Il team si inventa una strategia geniale. La capacità di usare bene le gomme gli consente di poter portare più avanti il suo primo stint al punto da rientrare quarto. Raggiunge Norris, ma non si passa. Punti importantissimi per superare la Merecedes nel campionato costruttori.

Lando Norris 8: Ancora una volta il pilastro portante della McLaren. Quando il pilota britannico funziona il team di Woking riesce a fare ottimi risultati. Salva il Gp di Montecarlo. Il suo podio tiene la McLaren davanti alla Ferrari mentre doppia il compagno un certo Daniel Ricciardo.

Sebastian Vettel 8: Sul tracciato che esalta le doti del pilota di classe, finalmente dimostra tutto il suo valore. Un risultato che lo tira fuori da un momento difficile. Due giri da qualifica su un tracciato che non consente errori. Un punto di riferimento per l’Aston Martin da dove ripartire per migliorare.

Carlos Sainz 7: Esegue il compito di seconda guida in modo impeccabile. Parte bene conserva un buon passo e le gomme. Riesce mettere in crisi il muretto Mercedes costringendoli ad un azione poco redditizia. Sarebbe, in ogni caso arrivato secondo lo stesso. Con il ritiro del suo capitano a soli due punti anche la definizione di seconda guida gli sta stretta. L’apprendistato è finito ora si fa sul serio.

Esteban Ocon 7: Anche la gara del francese trova giovamento da una ottima tattica portando più avanti possibile la sua prima sosta. Una volta passato Giovinazzi deve solo gestire la posizione. Due punti pesantissimi nella soprattutto rispetto al compagno blasonato che annaspa nelle retrovie.

Antonio Giovinazzi 7: Il primo punto dell’Alfa Romeo viene conquistato dall’italiano. Una maturazione che viene a compimento. Non c’è più la differenza iniziale con Kimi Raikkonen. Se il team non fa errori l’Antonio nazionale conquista ottimi risultati.

Pierre Gasly 6: Una bella gara. Una volta tanto non ci sono errori sulla pista che non perdona. Riesce a tenere un passo per non far passare Hamilton. Verstappen deve ringraziare il suo gregario se è primo nel mondiale.

Lewis Hamilton 6: Brutto week end da parte del campione del mondo. Aveva un’idea di come sistemare la macchina per il sabato, ed anche un’idea per una strategia alla domenica. Ma alla Mercedes ci sono ingegneri che non lo ascoltano. Tra campione e campione carismatico c’è una bella differenza.

Cherles Leclerc 6: L’errore è suo. La responsabilità è sua. La differenza tra un grande campione e un pilota veloce sul giro secco sta nella capacità di conquistare la pole e portare a casa la vittoria. La concretezza del compagno Sainz gli mette il fiato sul collo. Non può più permettersi tali errori.

Valtteri Bottas 6: Succedono solo a lui, tutte a lui, anche quando diventa il pilastro su cui regge tutta il week end Mercedes. Da Maggiordomo a Paperino è un attimo.

I bibitari 10: L’avversario è andato in difficoltà. Quando lo hanno capito al muretto box Horner e Newey hanno assestato il colpo più pesante e violento che potevano. Non sarà una semplice protesta sull’ala flessibile a fermare la loro voglia di battere la Mercedes. Quella all’orizzonte che si prefigura è una senza guerra esclusione di colpi anche molto bassi. I punti presi a Montecarlo sono tanto oro che cola.

La Banda Binotto 3: Ingegneri meccanici da Wikipedia: progettano, sviluppano, costruiscono e testano dispositivi meccanici e termici, inclusi strumenti, motori e macchine. Mattia Binotto è un ingegnere, non un politico, non un gestore finanziario, non un banchiere, non venditore di vestiti colorati o un ex navigatore di pilota da rally. Eppure, ai microfoni di Sky ha detto che il danno alla sospensione sinistra potrebbe non essere collegato al botto avvenuto a destra. Ma davvero? Sicuro, Sicuro Ingegnere? Forse, andava sostituito tutto il retrotreno? Forse?

I Crucchi 1: La faccia di Toto Wolff è tutta un programma. Dire ai microfoni di Sky che avrebbe preferito competere direttamente contro la Ferrari che la RedBull rende l’idea dell’antipatica tecnica ed umana che il team principal Mercedes ha nei confronti di Horner e company. Ma davvero credeva che fossero tutti come Binotto?

Daniele Amore

Si ringrazia per la foto Michele Roana

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