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F1: Gp Stiria: Pagelle “Non lo fermano più!” di GM

Max Verstappen non ha solo vinto il Gp di Stiria, ha umiliato la Mercedes e Lewis Hamilton. Basta guardare la virgola di esultanza del giovane olandese alla fine della corsa.

Un’esultanza che pone l’accento sulla potenza del motorone Honda, sul fatto che nonostante provino a usare il peso politico e regolamentare per limitare la forza della RedBull questi continuano a vincere. La verità è che Toto Wolf e la Mercedes ,come accade spesso ai tedeschi, quando vincono troppo, catalizzano l’antipatia di tutti. Nessuno è scontento se a dominare le gare è la RedBull, meglio i bibitari che i crucchi in sostanza. Quindi gli attacchi bassi di Wolff appaiono anche stucchevoli dopo anni in cui si è perdonato di tutto alla Mercedes ed i suoi piloti.

IL vero problema sta nel prematuro congelamento dello sviluppo per il dirottamento delle risorse verso la prossima stagione non consente di sperare in un recupero a breve termine. A guardare la classifica nulla è perso, anzi c’è ancora margine ma manca la forza che Mercedes ha messo in campo nelle passate stagioni per contrastare gli avversari.

Qualcuno che passa distratto e vede il risultato della Ferrari nel gran premio di Stiria, pensa alla solita corsa opaca nelle posizioni di rincalzo, ad annaspare nel gruppo per raccogliere le briciole. Il guaio è che è vero! Si può dire tutto quello che si vuole sul passo gara di Leclerc, ma resta il fatto che c’è stato l’ennesimo errore che ha compromesso la gara.

Anche il sesto posto di Sainz è figlio di una politica che ha sacrificato la qualifica per privilegiare la gara. In sostanza o si parte sesti e si arriva tredicesimi, o si parte tredicesimi e si arriva al massimo sesti. Dei due mali il secondo è migliore, anche la McLaren continua a rosicchiare punti.

Max Verstappen 10: Prende la pole position, parte bene e saluta tutti. Non c’è stato appello. Nessuno lo prendeva e la settimana prossima si replica.

Carlos Sainz Jr 9: Parte a centro gruppo, evita i guai, si trova in mezzo ai piloti che contano ed ha il passo per fare bene. Alla fine raccoglie il testimone lasciato da Leclerc e limita i danni rispetto alla McLaren. Una perfetta seconda guida che diventa sempre meno tale.

Sergio Perez 7: Il team gli confeziona la tattica di attacco per puntare al terzo posto. Sarebbe nelle corde del messicano, poteva farlo, avrebbe eseguito il compito alla lettera potendo contare sulla pochezza di Bottas come avversario. Ma lo stesso team sbaglia l’unica cosa che doveva fare bene il pit stop. Forse volevano dimostrare che non c’è bisogno di regole per rallentare i cambi gomme.

Lance Stroll 7: In forma fin dal venerdi. In gara ha concretizzato il buon passo gara. Il risultato finale è la conferma che c’è sempre un’Aston Martin in zona punti che sia la sua piuttosto quella di Vettel.

Yuki Tsunoda 7: Una volta che non combina guai, riesce sostituire il capitano andando almeno a punti. Sta crescendo un passo alla volta i punti saranno una costante.

Lewis Hamilton 6: Ci ha provato, ha ribadito più volte attraverso il team radio che non è colpa sua se Verstappen è imprendibile, ma del motore Mercedes o del motorone Honda. Non è ancora finita ma se non trova una soluzione con il team, manca poco.

Valtteri Bottas 6 : Dopo la figura meschina del testacoda nei box al venerdi poteva solo provare ad arrivare davanti a Perez. La RedBull gli da una mano, un altro paio di giri e falliva pure questa.

Charles Leclerc 6: Parte male, rompe l’ala e si rovina la gara. Il passo che lo ha portato a rimontare fino alla settima posizione finale è poca cosa. Il talento lo si conosce già, magari potrebbe concentrarsi sulla costanza e la concretezza.

George Russel 6: Se c’è la Jella, questa ha una particolare predilezione per George Russell. Non ne va bene una.

Fernando Alonso 6: Regge da solo il peso della mancanza di competitività dell’Alpine. In un modo o nell’altro riesce a confermare la posizione di partenza che gli consente di prendere punti importanti. Sta giustificando lo stipendio e la sua classe.

Pierre Gasly 6: Questa volta è incolpevole. Gli finiscono addosso e gli rovinano la gara. Peccato per come stava andando la monoposto si potevano raccogliere punti importanti a ridosso del podio.

Lando Norris 5: Un ottimo risultato. Punti pesanti per il team. Ma lasciare la lotta ancora prima di iniziarla perché i suoi avversari non erano i ferraristi è come venire meno al credo basilare per il pilota. Cresce in fretta, comprende anche il concetto di ragione di stato. Solo che snatura la sua guida. Peccato.

I bibitari 10: Non importa quanto si tenta di fermarli, ormai sono lanciati, e questi non sono di Maranello, sono di Milton Keynes, le sanno fare bene le furbate almeno al pari della Mercedes. Difficile stanarli.

La Banda Binotto 5: Essere davanti nello schieramento al sabato, o essere e metà schieramento alla domenica? Questo è il dilemma. Forse partire 5° e 6° senza pretese confermando sempre le posizioni alla lunga dovendo lottare solo contro Norris si potrebbe conquistare il terzo posto.

I crucchi 5: Si stanno appellando a tutto, anche all’esultazione fuori posto. Ma del resto se hai deciso di non sviluppare l’auto, non restano altro che modificare leggi e regolamenti per rallentare gli avversari. Più che una partita di scacchi sembra una brutta partita di poker.

Daniele Amore

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