Quando una regola non è scientifica e non si basa sulla matematica certezza, può essere soggetta ad interpretazioni.
Succede a maggior ragione se ci sono diverse giurie composte da diversi umani. Ma quando nello stesso evento, si giudica diversamente la stessa norma, allora ci si trova in un chiaro esempio di incompetenza, oppure c’è la volontà di raddrizzare la norma in funzione degli attori che ne sono protagonisti ed il peso politico di piloti e team. Se non una di queste due allora non resta altro che la follia.
L’eccesso di zelo, nei confronti di Norris su Perez, ha poi fatto il paio con la penalizzazione del messicano. Tutto corretto se non fosse che poi Perez doveva essere fermato alla seconda su Leclerc, come ogni atto recidivo. Ma la vera gravità sta nel fatto che all’ultimo giro, con due bandiere gialle a sventolare, nessuno ha alzato il piede. Prendere provvedimenti, avrebbe scombussolato tutto l’ordine del Gp, forse si. I piloti erano talmente tanti, quelli coinvolti che sarebbe rimasto tutto presumibilmente uguale, almeno nelle prime posizioni. Ma dare una punizione anche minima avrebbe consentito di assegnare la sanzione accessoria dei punti sulla super-licenza.
In questo modo, forse, i piloti avrebbero preso atto che una condizione di pericolo costringe a rallentare. Se vale per l’ultimo giro delle qualifiche deve valere anche per le fasi concitate della gara. Non ci serve un altro caso Bianchi. Tornando alla Gara Verstappen saluta tutti, e con saluta si intende che prende il largo nel mondiale. Ormai la speranza che la Mercedes inverta la tendenza è vana e misera.
Norris conferma tutto il suo valore e continua la sua opera di demolizione mattone su mattone della Rossa. Un pilota che da solo ha messo in seria difficoltà ed in imbarazzo il team più titolato della storia della F1. Ormai le scuse di Binotto sono peggiori dei risultati. Le cose che non vanno in gara sono talmente evidenti che potrebbe sincerarsi dietro un laconico silenzio stampa di calcistica natura. Ne uscirebbe con una figura migliore.
Max Verstappen 10: Parte bene, saluta tutti e mette un’ipoteca sul mondiale. Non lo fermano più. Ormai corre da solo, nessuno ci prova a tenere il passo.
Carlos Sainz 9: Una gara intelligente, come ci si aspetta da un pilota come Sainz. Non da spettacolo. Compie un solo sorpasso, quello più importante per la Ferrari. Un quinto posto che lo pone sullo stesso livello del compagno. Ormai seconda guida gli sta davvero stretto come ruolo.
Valtteri Bottas 8: Comincia la gara sornione. Poi si rende conto che forse restare lontano dalla lotta, lontano dai guai, dalla scia altrui può essere in investimento per il finale di gara. Passa alla cassa a riscuotere il credito sul capitano e prende punti importanti per il team così come deve essere il suo ruolo di seconda guida.
Daniel Ricciardo 8: Buona prestazione. Riesce a portare un passo discreto. Lotta con forza a centro gruppo. Difende bene la posizione. Cede solo nel finale a Sainz, ma il suo lavoro lo ha portato a compito nel miglior modo possibile.
Lando Norris 7: Il voto non altissimo non deve trarre in inganno. La classe del giovane britannico non è in discussione. Ma dopo una qualifica come quella spettacolare del sabato ci si aspettava che confermasse il risultato alla domenica. L’ingiusta penalizzazione lo ha messo in difficoltà, ma sta dimostrando gara dopo gara di diventare un pilota completo.
Charles Leclerc 7: Ancora una volta da sfoggio di grandissima tecnica. Pensare anche soltanto di passare all’esterno una monoposto più performante come la RedBull è già segno di personalità, con Perez al volante poi anche di grande coraggio. Il controllo con le ruote nella terra è superlativo, la classe è cristallina, ma la concretezza disarmante del compagno è più efficace dello spettacolo.
Lewis Hamilton 6: Una gara senza infamia e senza lode. Un tentativo iniziale, timido di andare a prendere almeno una seconda posizione che gli consentiva di limitare i danni. Purtroppo, la sua irruenza ed una macchina difficile creano un danno irrecuperabile al fondo piatto. Deve cedere i galloni di capitano, non poteva andare peggio la seconda sul RedBull Ring.
Fernando Alonso 6: Gli viene rovinata la qualifica al Sabato. In gara prova a recuperare e ci riesce. Alla fine, vince un bel duello con un osso duro come Russell e conquista almeno un punto che fa bene al team.
George Russell 6: Una bella qualifica, una buona gara. Prova a reggere con un buon ritmo. Ci riesce quasi fino alla fine. Ne viene fuori con l’onore delle armi dopo una bella battaglia con un veterano campione come Alonso.
Pierre Galsy 5: Questa volta nessuno lo tocca. Ma nonostante questo e nonostante una buona qualifica si spegne in gara. A dire la verità almeno lui una pezza c’è la mette conquistando punti rispetto al compagno che naufraga a centro gruppo.
Lance Stroll 5: Una gara opaca. Non riesce a fare la differenza in nessun modo. Lontano dalla lotta, dalle posizioni che contano. Almeno il suo compagno ci ha provato fino alla fine. Eppure il vigore della gioventù dovrebbe averlo lui.
Yuki Tsunoda 4: L’Alfa Tauri non così male almeno in qualifica. In gara la monoposto si perde alle prese con il consumo eccessivo delle gomme. A differenza del compagno non riesce ad arginare il problema retrocedendo a centro gruppo.
Sergio Perez 4: Che sia un pilota cattivo in pista lo si sapeva, che si faccia beffa e barba delle regole, questo non può essergli consentito. Resta una gara opaca. Con la stessa Redbull che vince con Verstappen, alla fine annaspa tra duelli, lotte tutte inutili. Una Redbull non può stare in mezzo al gruppone, non è il suo posto.
I bibitari 10: Dominano, almeno con una monoposto e non lo fanno soltanto in pista. Si sente già odore di quello che nel calcio si chiama “sudditanza psicologica”. Se nemmeno le nuove gomme Pirelli li fermeranno, il mondiale è praticamente finito.
I crucchi 5: La mossa migliore che potessero fare è dare i gradi di capitano a Bottas. Ma se non cambia qualcosa per Silverstone, nonostante sia una pista a favole potrebbe non essere sufficiente per tornare al livello della RedBull.
La Banda Binotto 5: Le scuse sono peggiori dei problemi che si riscontrano in pista. Partire a centro gruppo con le gomme giuste può essere una buona tattica. Bisogna capire se anche gli avversari che ci sono nel mezzo sono d’accordo a farsi passare. Forse seguire una RedBull che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato ma con la forza di recuperare, avrebbe trainato le due rosse a ridosso del podio.
Kimi Raikkonen 3: Volva chiaramente prendere la scia di Vettel appena passato. Un errore di valutazione. Il secondo quest’anno. Speriamo non diventino troppi, sentiremmo la mancanza di Kimi.
Sebastian Vettel 6: Poveretto!
I giudici dell’Austria 0: Dare penalità a cappero non ha senso. La F1 perde credibilità, ammesso che ci sia ancora qualcosa da perdere da questo punto di vista.
Daniele Amore
