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Dopo il fattaccio tra Hamilton e Verstappen, subito si è fatto riferimento agli eventi occorsi nel lontano 1990 a Suzuka tra Senna e Prost. No! Assolutamente no! Quello fu l’evento culmine di un odio agonistico che stava montando da tanto, troppo tempo. Una vendetta per uno sgarbo che nella testa di Ayrton non poteva passare impunito.

Gli eventi successi alla Copse, sono il culmine di una rivalità in pista che stava maturando da tempo ma non di odio agonistico. Una situazione di contatto, troppo spesso sfiorata ed evitata per il fatto che uno dei due, più spesso Hamilton, ha sollevato il piede per evitare contatti.

In questo caso però le cose sono andate diversamente. Questo perchè la situazione è diversa, la posizione dei contendenti è diversa. Hamilton non è più il leader. Per la prima volta si trova nella condizione di chi attacca senza vere nulla da perdere. Verstappen, invece, ricopre il ruolo inedito di colui che in un eventuale contatto potrebbe avere tutto da perdere.

Si può discutere fino all’infinito se fosse stato il caso di provare un attacco così duro in una delle curve più veloci del mondiale. Ma come abbiamo detto più volte, un sorpasso come ogni rapporto, si consuma in due. Hamilton poteva evitare di entrare all’interno? Si certo. Poteva frenare di più? Si certo. Poteva stare più sul cordolo? Si certo. Ma Max poteva dare quel poco di strada in più come più avanti avrebbe fatto Leclerc? Si certo. Poteva stare più esterno considerando che la RedBull ha un livello di tenuta superiore alla Ferrari e soprattutto con gomme gialle fresche con appena un giro alle spalle? Si certo.

Quindi si può additare ad Hamilton di essere colpevole, ma senza togliere parte della colpa a Verstappen. Il vero problema resta l’ospedale. Saranno i due a doversi rendere conto che tutto ha un limite. L’agonismo non deve spegnere il cervello ne dall’una parte ne dall’altra.

Le penalizzazioni non servono, forse i punti sulla super-licenza potrebbero essere un mero palliativo. Dopo aver beccato 10 secondi, Hamilton ha provato la stessa manovra su Leclerc come se nulla fosse accaduto al primo giro. I piloti non capiscono, non comprendono altro giudizio che una penalizzazione che gli toglie la vittoria dalle mani. Vale per Hamilton come per Perez in Austria, ed altri per i Gran Premi che verranno.

Lewis Hamilton 10: Doveva mettere un freno all’avanzata di Verstappen alla corona di campione. Ormai era all’ultima spiaggia, non poteva perdere il Gp di Gran Bretagna. I punti di distacco erano troppi per consentire di perderne altri. Alla luce di quando successo nella sprint race, doveva finire il primo giro davanti. Ha fatto capire all’avversario che non sarà facile, che lui è il sette volte campione del mondo, e non sarà facile detronizzarlo.

Charles Leclerc 9: Ha regalato un sogno durato quasi tutta la gara. Mancavano due giri, ma soprattutto mancava una monoposto che fosse costante nelle prestazioni. Invece l’altalena della gestione gomme lo ha riportato bruscamente con i piedi per terra. Resta una seconda posizione che consacra il suo talento. Ha retto il passo, ha mostrato velocità, è stato determinato a restare davanti nonostante il mezzo in modo corretto. Solo applausi.

Max Verstappen 8: Hamilton è stato chiaro nel dopo gara. “Fino ad oggi tutti hanno alzato il piede nei duelli contro Max”. Fino ad oggi, appunto, ma Hamilton non è uno qualunque. Meglio che prenda atto nelle sue azioni di difesa in funzione della determinazione del suo avversario. Rischia di finire in questo modo spesso compromettendo anche la corsa al titolo oltre che la sua salute.

Lando Norris 8: Fa il suo dovere assecondando una monoposto che pare non essere in perfetta forma sulla pista di Silverstone. Però riesce a portare un buon passo. Torna ad essere remissivo nei confronti dei grandi per ragion di stato. La visione di gara lo porta a ridosso della Ferrari perdendo meno punti possibili. Diventare troppo saggio non deve succedere a scapito del talento.

Carlos Sainz 8: Sfortunato. Prima lo manda fuori Russell rovinandogli la gara che vale per le qualifiche della domenica. Poi ci pensa il box a mettere in difficoltà lo spagnolo. Nonostante tutto si rimbocca le maniche e recupera finchè può. Un pilota coriaceo ed intelligente. Manca ancora un pochino di velocità pura.

Fernando Alonso 8: Un week end da grande campione. Un pilota che va oltre la macchina, che riesce a tirare fuori una prestazione superba potendo contare sulla sua esperienza e grande talento nel saper leggere bene la gara. Un valore immenso per l’Alpine.

Daniel Ricciardo 7: Una bella prestazione nel suo complesso. Un buon passo. Riesce a tenere dietro una delle Ferrari, un compito importante svolto in modo egregio. Cresce anche se in modo altalenante.

Lance Stroll 7: Manca il capitano per un suo errore. La sua occasione per subentrare e fare i punti che necessitano al team. Lo fa senza fare errori, senza mostrare particolare talento, ma consistenza. Quello che serviva per la gara di Gran Bretagna.

Yuki Tsunoda 7: Anche per lui una gara concreta. Non commette più errori. Non è velocissimo, ma riesce a stare sempre li dove l’azione conta. Ne esce con la possibilità di prendere punti importanti dove il suo capitano ha mancato. Una crescita importante in seno al team e per la sua carriera.

Vallteri Bottas 6: Il maggiordomo ha fatto il suo. Nelle qualifiche, nella gara del sabato. Ha steso il tappeto rosso al momento giusto ed ha portato i punti al team quando è stato necessario. Un buon gregario. Non è detto che sia completamente persa la speranza di tenersi il sedile.

George Russell 6: Sulla pista di casa finalmente può far valere il suo talento con una monoposto che non si rompe ma soprattutto che rende meglio. Purtroppo, un eccesso di foga al sabato gli rovina la gara della domenica. Resta ancora una volta fuori dai punti, ma questa volta la prestazione c’è ed è concreta.

Sebastian Vettel 6: Poteva essere una bella giornata dove si potevano raccogliere punti importanti. Ma un errore come non accadeva più da tempo gli ha rovinato la gara. Speriamo che sia solo un caso e non un nuovo inizio di disastri.

Esteban Ocon 6: Finalmente riesce a mettere insieme un week end senza errori. La macchina lo asseconda, raccogliendo punti importanti, ma il capitano è su un altro livello. Almeno per adesso.

Pierre Gasly 5: Una buona prestazione al sabato che non riesce ad essere confermata alla domenica. Non ha il passo, qualche errore lo commette e lascia il posto al compagno più giovane. Una cosa che si sta ripetendo spesso.

Sergio Perez 4: Un disastro il suo week end. Perde la macchina nella gara del sabato, da solo. Non riesce a sfruttare al meglio la prestazione della sua RedBull alla domenica. Recupera il giro veloce ma è una magra consolazione per una prestazione veramente scarsa!

I crucchi 10: Non mollano mai. Non sono mai domati. Anche quando sono al tappeto trovano sempre il modo di rialzarsi. Se hanno la possibilità, come un gigante tramortito, sferrano il colpo micidiale che manda Ko il rivale con un colo colpo.

I bibitari 5: Devono ricostruire tutto daccapo. Dopo mesi passati a prendere punti e consolidare il vantaggio mandano tutto al secchio per non aver fatto capire al suo pilota che anche perdere un duello è importante per il titolo. Ora rischiano di aver un avversario che si rialza con il morale alle stelle.

La Banda Binotto 6: Hanno sognato, ma ancora non si riesce a capire perché è andata bene la monoposto su una pista che doveva essere un disastro. Diciamo che come al solito, se davanti si complicano la vita da soli, ed il culo aiuta il muretto Ferrari nelle scelte tecniche allora il talento di Leclerc fa il resto. Ma per quanto? Le sirene ammaliatrici cantano, ed il pilota e visibilmente stanco di arrivare secondo. Se tutto va bene!

I tifosi Orange 10: Sono rimasti per tutta la gara anche se il loro pupillo era finito fuori al primo giro. Hanno applaudito Hamilton alla vittoria, ed hanno lasciato l’autodromo dopo la premiazione. Questi si che sono sportivi

I tifosi Britannici 0: Applaudire ed esultare mentre il rivale esce a 290km/h in una delle curve più difficili del mondiale è una cosa che forse non si vedeva dal peggior tifo della Tosa ad Imola anni 80, ed è testimonianza diretta, meglio la più sportiva Rivazza. Dopo la figura meschina alla finale degli europei, non è andata meglio a Silverstone.

Daniele Amore

Si ringrazia per la foto il gruppo “Andare a Pesca con un Audi R18 Reparto Corse”

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