Quando è stato detto a Veltteri Bottas di dover fare da scudiero ad Hamilton, difendendo il capitano dall’attacco di Verstappen, nessuno immaginava che lo facesse così bene ed in modo tanto preciso e certosino.
Intendiamoci, nessuno accusa Bottas di aver messo fuori mezza griglia di partenza apposta, anche perché a voler fare apposta una cosa del genere, con quella dinamica, non devi essere un pilota di Formula 1 ma il genio del male!
La verità è che ancora una volta, sono bastato pochi minuti di pioggia, caduta giusto per sparigliare le carte e mandare in confusione la F1. I piloti non si sono adattati, almeno Bottas e Stroll. Il canadese ha dichiarato di essersi buttato sull’erba per evitare un incidente al centro della curva. Bisogna capire dove ha studiato, se mai abbia studiato, la fisica Lance Stroll per pensare che l’erba bagnata potesse anche solo minimamente rallentarlo meglio dell’asfalto bagnato provando a fare la curva normalmente.
Resta la grande giornata dell’Alpine. Il primo team a vincere non Mercedes e RedBull. Una rifondazione voluta da un Italiano Luca De Meo, e gestita da un altro Italiano Davide Brivio. A Maranello, dove c’è anche qualche italiano, devono capire, una volta tanto lo diciamo anche noi, che se c’è un occasione la devi cogliere. Non si può andare troppo per il sottile. Fare uscire Sainz dalla piazzola appena messa giù dopo il cambio gomme, forse avrebbe consentito di lottare per la vittoria, una vittoria che ormai manca da troppo tempo. E se proprio si vogliono fare le cose secondo le regole, che si vada in direzione gara a sbattere i pugni per farle rispettare. Ma c’è bisogno di un diverso spessore politico ed umano di chi comanda!
Esteban Ocon 10: La partenza più importante della sua carriera. La curva che cambia la sua vita agonistica. Uscire bene da quel casino creato da chi fortunato guida una Mercedes è stato fondamentale. Il resto è stato un passo concreto, resistendo bene agli attacchi, restando calmo. Una parte della vittoria la deve ad un maestro come Alonso a cui restituisce il giusto tributo a fine gara.
Fernando Alonso 9: Una gara spettacolare, bella come una vittoria. Un duello all’arma bianca come un tempo. Uno spettacolo che riconcilia i tifosi con la Formula 1. Quando la sua resistenza ad Hamilton sia dovuta la suo orgoglio di campione e quando sia per dovere di lavoro di team non lo sappiamo. Vederlo lottare in condizioni di inferiorità tecnica, in svantaggio di gomme è stato un evento che racconteremo ai nipoti.
Sebastian Vettel 8: Da grande uomo di esperienza esce bene dalla prima curva. Per tutta la gara marca stretto Ocon. Ci prova a passarlo ma con l’intelligenza di chi sa che in quella domenica in ballo c’è qualcosa di più grosso della semplice vittoria. C’è una reputazione da consolidare. Deve dimostrare che senza di lui l’Aston Martin scivola miseramente sull’erba della scelleratezza del figlio di papà.
Carlos Sainz 8: Poteva essere il suo giorno. Se non una vittoria almeno il podio. La definizione di seconda guida non è più applicabile. Per quanto sia più lento sul giro secco rispetto a Leclerc, in campionato ha confezionato comunque gli stessi punti. Se manca la punta di classe, lui da buon lavoratore indefesso, sopperisce e lo fa veramente bene.
Nicholas Latifi 8: Parte male, ma si trova lontano anche dal macello alla prima curva. Ne esce bene, anzi incredibilmente bene. Non può tenere la posizione. La pista si asciuga e la Williams non ha il passo. Sfrutta comunque bene il credito iniziale per recuperare i primi punti ad in team che ne aveva bisogno come un malato terminale di ossigeno. Da pilota pagante a salvatore della Patria è un attimo.
Yuki Tsunoda 7: Non commette errori alla partenza. Una cosa non del tutto scontata considerando la poca esperienza in questo genere di condizioni. In gara sembra più veloce di Gasly. Poi la tattica del team lo rimette dietro al compagno. Non crediamo siano giochi di team, non avrebbe senso, ma non toglie nulla alla sua bella performance che limita i danni al team nei confronti del successo di Alpine.
George Russel 7: In un momento in cui tutto è confuso come la seconda partenza prova a fare la furbata del secolo passando tutti come farebbe il pendolare in autostrada che deve raggiungere assolutamente la sua spiaggia preferita. Non gli viene bene. Il team lo ferma. Se sia stato stoppato per evitare sanzioni, o per ridare la posizione a Latifi non è dato capirlo, ma certo non sarebbe stato corretto lasciarlo primo!
Kimi Raikkonen 7: IL volpone ancora una volta viene fuori nella gara pazza dove l’esperienza fa la differenza. Parte alla garibaldina dalla piazzole fregandosene di precedenze e regole di bon ton sportivo. Paga una penalizzazione ma non si ferma. L’ultimo punto è suo, quanta basta per salvare la gara dell’Alfa Romeo. Considerando che il suo posto dovrebbe essere preso dalla palla da bowling Bottas, potrebbe anche aver messo un dubbio sulla prossima stagione.
Pierre Gasly 6: Una prestazione normale. In una giornata dove poteva fare la differenza ha fatto fatica a contenere l’esuberanza del giovane compagno. Una buona tattica di gara lo mette davanti a Tsunoda ma poteva fare decisamente meglio sulla base della sua esperienza.
Max Verstappen 6: E sono due. Questa volta ci pensa Bottas a rovinargli la gara e fargli perdere la testa del mondiale. Riesce a rimanere in pista prende due punti che potrebbero essere oro in un mondiale senza esclusione di colpi e combattuto come quello del 2021.
Sergio Perez 6: Doveva difendere e dare una mano a Max Verstappen. Ma la seconda guida di Mercedes ha deciso di fare il suo lavoro andando oltre le sue possibilità buttando fuori con un solo colpo scudiero e capitano. Cosa puoi fare davanti a tanta scellerata “sfiga”
Lando Norris 6: Si trasforma suo malgrado nell’arma che affossa Verstappen. Bottas lo spinge senza che potesse fare nulla contro la RedBull. Prova a ripartire ma i danni sono evidenti si deve ritirare.
Charles Leclerc 6: Incolpevole. Si pregustava già la pista libera dietro Hamilton che era in fuga, fino a quando Stroll in stile “pessimo giocatore di Play station” decide provare un passaggio improbabile sull’erba finendo la sua corsa sul monegasco. Nella realtà le macchine non rimbalzano si distruggono e gara finita per Leclerc.
Lewis Hamilton 5:Parte bene alla prima partenza. Alla seconda cerca di convincere il team che le gomme sono sbagliate. Sono tedeschi e non lo ascoltano, sono convinti che stia piovendo! Parte da solo, unico nella storia della F1, e prova rimontare dopo la prima sosta. Alonso non è Tsunoda. Quando la sua furia si abbatte sul muro spagnolo, perde la vittoria, ma conquista la testa del mondiale. Ne esce sfiancato, ci vorrebbero 10 Alonso quando parte per rimontare da dietro.
Valtteri Bottas 3: Non c’è altro commento da aggiungere. Nel bene o nel male, ha fatto un grosso favore ad Hamilton. Il posto è già perso, ma i ripensamenti non sono un’anomalia in F1. Certo che questo atteggiamento non aiuta a trovare un altro posto per l’anno prossimo.
La determinazione politica di Vettel 10: La determinazione del tedesco nel portare avanti la sua battaglia contro la politica del governo ungherese merita un voto a parte. Non è il nostro compito entrare in questioni politiche, ma non possiamo non segnalare e non dare un plauso alla determinazione di Vettel. Era pronto a perdere il podio per difendere le sue idee. Forse il paladino dei diritti delle minoranze come Hamilton dovrebbe imparare come si fa a far rispettare le proprie idee.
Il figlio di papà 0: Poi ci spiega meglio dove volesse andare e se conosce la base delle leggi fisiche che si studiano alle scuole elementari. Rovina la gara a mezza griglia, prende una punizione relativamente banale. La vera punizione è rosicare nel vedere il vecchio volpone un secondo posto oro per il team del papà.
La banda degli onesti 5: Nella seconda ripartenza sono piovute a cappero le penalizzazioni. Solo Kimi Raikkonen ha beccato una penalizzazione per essere uscito dalla piazzola prendendo in pieno Mazepin. Quindi si poteva tentare il colpaccio almeno per restare attaccato ai primi fin dalle prime fasi. Dare la precedenza come previsto dal regolamento per far ripartire la macchina va bene ma si deve andare in direzione gara a fare la voce grossa per far rispettare le regole. Ma chi ci va? Al team di Maranello non c’è Toto Wolff ma una brava persona come Mattia Binotto
La direzione gara 3: Cambia il collegio dei giudici, ma continuano a fioccare le penalizzazioni letteralmente a capocchia. Non c’è una logica interpretativa non c’è chiarezza, non c’è preparazione ad affrontare situazioni impreviste con la giusta competenza.
Daniele Amore
