Non è la prima, e non sarà certo l’ultima volta che i due pretendenti al titolo di campione del mondo di Formula 1 2021 si toccheranno e finiranno male.
Resta da capire quanto male! A Silverstone, Hamilton spedisce all’ospedale Verstappen, a Monza l’olandese sale letteralmente sulla testa del britannico e solo l’Halo ha evitato conseguenze con un altro ricovero in ospedale.
La lotta per il titolo si sta facendo serrata, i due hanno compreso che a differenza del passato, questo mondiale si lotta punto su punto. Quindi nessuno dei due molla un centimetro. Pensare anche soltanto lontanamente che si possa far leva sul buonsenso di un pilota nato per vincere, è semplicemente anacronistico. Per evitare derive pericolose, ci sono legislatori e controllori a cui spetta il compito di calmare gli animi.
Ciò che è successo alla prima variante di Monza può essere tranquillamente archiviato come un incidente di gara. Ma necessitava una sanzione. A Silverstone i giudici hanno deciso per una penalizzazione in termini di secondi perché la monoposto di Hamilton è rimasta in pista. Nel caso di Monza, una volta appurato che Verstappen ha più colpa di Hamilton, l’unico modo per dare una sanzione commisurata al precedente di Silverstone è di tre posizioni in griglia.
Resta il fatto che Verstappen ha imparato alla svelta la lezione, se finiscono fuori in questo momento del mondiale il vantaggio è a favore di ci si trova davanti in classifica. Anche se non c’è guadagno, ci sono meno gare per il recupero da parte dell’avversario.
In tutto ciò stavamo dimenticando la McLaren. A Monza, terra della Ferrari, quando non vincono Mercedes o RedBull, il team che porta a casa la vittoria, addirittura la doppietta è la rivale per il mondiale costruttori della Rossa. In sostanza la Ferrari resta comprimaria, umiliata, anche quando mancano i protagonisti. Non c’è verso di puntare alla vittoria, in nessun modo.
La monoposto è ancora troppo lenta, troppo deficitaria in troppe aree per provare raggiungere il podio, figuriamoci vincere. E’ vero che si lavora per il 2022, ma si potrebbe evitare al tifo che spende soldi per andare a riempire le tribune figure meschine come quelle di ieri!
Daniel Ricciardo 10: Per un intera stagione ha sofferto la concorrenza di Norris. Non si adatta alla monoposto, per certi versi sembra spaesato senza mordente. Poi arriva il gran premio dove riesce a fare tutto bene dimostrando che il talento non si è perso. La prima vittoria della Mclaren porta il nome Ricciardo cosa non da poco.
Valtteri Bottas 9: Vince la gara del sabato. Parte ultimo, ma il week end ha il vento in poppa. Riesce a sfruttare bene la sua Mercedes arrivando a podio. Non gli era chiesto di più, ed ha fatto del suo meglio per consolidare la classifica costruttori ad opera della Mercedes.
Lance Stroll 8: Il figlio del Boss riesce a prendere in mano il team nel momento in cui al compagno prende botte un po’ da tutti. Riesce a non fare errori, prende punti importanti per la sua crescita personale.
Fernando Alonso 8: Ancora una bella prestazione dello spagnolo. Non ci sono particolari acuti, me nemmeno errori. Una prova consistente, punti importanti per il team e consolidamento del ruolo di leader.
Lando Norris 7: Relegato a ruolo di operaio da corsa. Per una intera stagione si danna l’anima per lottare sa solo contro la Ferrari. Poi al momento di raccogliere i frutti della sua fatica, arriva il compagno blasonato e pianta la bandiera sulla collina della vittoria. Anche questo fa parte della crescita di un pilota. Anche queste sono le corse.
Charles Leclerc 7: La macchina è quello che è. Si trova davanti. Prova a restarci ma il sogno dura poco. Non può fare altro che dare il meglio con il mezzo che si ritrova. Troppo poco per il suo talento.
Sergio Perez 7: Una bella gara anche se la furbata della variante alta nei confronti di Leclerc poteva evitarsela. Ha comunque ha perso il podio. Ha portato punti al team ma la sensazione che potesse fare di meglio c’era.
George Russell 7: Parte bene, sfrutta al meglio la buona gara del sabato. Riesce a stare fuori dai guai. Alla fine senza due protagonisti riesce ad entrare nei punti. Un ottimo biglietto da visita per il suo futuro in Mercedes.
Esteban Ocon 7: Raccoglie un punto. La macchina non è così malvagia. La prestazione non esalta, ma non commette errori. Alla fine porta due macchine nei primi dieci cosa importantissima per il team.
Carlos Sainz 6: Opaca la prestazione dello spagnolo. E’ la seconda volta che pianta al muro la sua macchina. Un’involuzione pericolosa in un momento in cui il team ha massimo bisogno di certezze.
Lewis Hamilton 6: Nemmeno la sua prestazione è spettacolare. Fin dal sabato soffre le due McLaren. Riesce per un errore degli avversari a tornare in lotta per la vittoria. Prova a fare il duro, ma il ragazzo gli risponde pan per focaccia! Deve capire che Verstappen ormai non è un ragazzino. Prima lo comprende, prima riesce ad arginare il talento dell’olandese.
Max Verstappen 5: Non brilla per tutto il week end. Il team fa un errore, lo mette in pista in ritardo, si trova ai ferri corti con il rivale Hamilton, ma l’olandese dimostra di aver imparato la lezione. Non molla e finisce addosso al campione del mondo. Tanto chi aveva da perdere era Hamilton. Vedremo a Sochi se la sua tattica pagherà.
Antonio Giovinazzi 5: Aveva la fortuna ed il talento di aver corso una eccellente gara del sabato. Ma un eccesso di foga al primo giro butta tutto alle ortiche. E’ la seconda volta che corre dalle parti dei primi. Forse la parte alta della classifica si soffre di vertigini. Deve trovare la sua dimensione, non ha altri mezzi per restare in F1.
Gli orange della McLaren 10: Fare doppietta alla faccia della Ferrari a Monza non ha prezzo. Non oso immaginare se sul podio ci fosse salito il caro vecchio antisportivo Ros Dennis. Meno male che non c’è più.
I crucchi 6: Hanno consolidato il loro vantaggio. Hamilton fuori è un effetto collaterale sopportabile. Il mondiale è lungo dal loro punto di vista.
I bibitari 5: Questo stato di cose va solo a vantaggio di Verstappen. Una contraddizione in termini per un team che non rispetta più di tanto il lato umano dei piloti. Forse ricordare a Verstappen che non corre da solo sarebbe una soluzione.
La Banda Binotto 3: La peggiore delle sconfitte. La McLaren, la rivale di sempre, decaduta, con un budget inferiore, che vince in casa della Ferrari con una doppietta. Se Binotto trova motivi per essere ottimista anche dopo questa vergognosa batosta, allora a Maranello hanno bisogno di un buono psicologo.
Daniele Amore
