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Gli azzardi, quelli tattici, si addicono più ai team che non hanno nulla da perdere. Quei team che non hanno opportunità di competere con i mezzi tecnici e devono affidarsi all’astuzia dei loro strateghi per riuscire a sfruttare al meglio le occasioni che si presentano. La Mercedes non è uno di questi team, e né tantomeno la Ferrari dopo aver introdotto le modifiche alla parte ibrida della power unit.

Per entrambi i team bastava affidarsi al talento indiscusso dei suoi piloti adottando la strategia canonica piuttosto che andare a cercare un rischio tattico che non ha pagato. Esteban Ocon ha dimostrato che la teoria di Hamilton sulla durata delle gomme per tutta la gara era corretta, ma la prestazione sarebbe calata al punto da non poter conservare comunque il podio alle spalle di Verstappen.

Resta il fatto che se in Russia Hamilton ha trovato alle sue spalle Verstappen che ha azzerato la penalizzazione per la sostituzione della power unit, lo stesso non è accaduto quanto il campione del mondo si è trovato nella stessa condizione. Pur partendo undicesimo e non ultimo, Hamilton non è riuscito nella rimonta. La fortuna non lo ha aiutato, ma il campione britannico non è apparso forte abbastanza da fare la differenza sulle condizioni di gara si sono verificate. Se in Ungheria l’ostacolo ostico si chiamava Alonso, in Turchia è stato Perez. Due volponi della Formula 1, due che non si chiamano Tsunoda.

In casa Ferrari si accenna un sorriso per la prestazione incoraggiante della parte ibrida della power unit introdotta in Russia. Lo stesso materiale messo a disposizione di Sainz ha consentito di recuperare dalle ultime posizioni di forza a suon di sorpassi. Una differenza sostanziale. La Rossa nelle gare della prima parte della stagione quando si è trovata nelle posizioni di centro gruppo non riusciva a passare di forza gli avversari sulla carta più lenti. Resta l’errore tattico che ha vanificato la gara di Leclerc.

Toro Wolff ha dichiarato che l’affidabilità sarà l’ago della bilancia nella lotta al titolo. Nessuno dei team rischierà uno zero il gara che sarebbe disastroso. Forse dovrebbe allargare il concetto anche alla tattica. Commettere errori di strategia che fanno perdere anche una sola posizione potrebbe rivelarsi disastroso come uno zero per un motore rotto.

Alle spalle dei due contendenti, McLaren e Ferrari che potrebbero approfittare del rallentamento del duo di testa per non compromettere l’affidabilità. Non si può lottare per il mondiale, ma come ha dimostrato il team di Woking ci si può togliere qualche soddisfazione e puntare al terzo posto con maggiore forza.

Valtteri Bottas 10: Ha svolto il compito che gli veniva chiesto alla grande. Dopo gare dove era apparso mellifluo ed incapace di svolgere il ruolo di stopper, in Turchia è riuscito a fermare Verstappen nell’attesa dell’arrivo del capitano che non è avvenuta. Non ha concesso nulla, non ha commesso errori. Se viene messo nelle migliori condizioni riesce a dimostrare un’ottima consistenza. Fondamentale per la corsa al mondiale costruttore ed un ottimo alleato per Hamilton.

Sergio Perez 8: Come Alonso in Ungheria, anche Perez rende la vita veramente difficile ad Hamilton in Turchia. La difesa del messicano è epica, anche oltre le regole, ma ci stava. Doveva fare la differenza, doveva giustificare la sua riconferma dando una mano concreta a Verstappen. Al pari di Bottas, il messicano svolgerà un ruolo fondamentale per la lotta la titolo tra i due di testa.

Lewis Hamilton 8: Prende una pole position sacrosanta ma la deve cedere per il cambio di alcune parti della power unit. Deve rimontare, nessuno gli fa sconti soprattutto i motorizzati Honda. Poi al momento della verità non si comprende con il team e perde il podio, ma soprattutto punti importanti. Resta comunque il sorpasso più bello della gara su Tsunoda. Resta la contraddizione con la lentezza di superare vecchi volponi come Perez o Alonso.

Pierre Gasly 8: Parte bene, ma si becca una penalità tardiva e forse ingiustificata per aver buttato fuori Alonso alla prima curva. Recupera, ha il passo ed il team non fa errori. Punti pesantissimi nella lotta per le posizioni di rincalzo nel mondiale costruttori per Alfa Tauri.

Carlos Sainz 8: Cambia la power unit. La Ferrari sembra reagire meglio, pare si possa adattare più facilmente alle condizioni di umido. Lo spagnolo può attaccare, una delle rare volte in cui può farlo dimostrando che sa anche sorpassare e duellare a muso duro con tutti. Poteva andare meglio se non avessero fatto un errore ai box durante il cambio gomme. Ma resta una prestazione che lo tiene davanti al compagno predestinato di mezzo punto in campionato.

Max Verstappen 7: L’olandese si è trasformato nel perfetto ragioniere. Non aveva la competitività per battere le Mercedes ed ha limitato i danni. Con il secondo posto si porta al comando e mette Hamilton nella condizione di dover rischiare. La tattica della formichina pragmatica potrebbe pagare alla lunga.

Esteban Ocon 7: La Pirelli diceva che non si poteva fare tutta la gara con una sola gomma intermedia. Ocon e la Alpine non erano d’accordo. Come detto in apertura di queste pagelle, tale tattica paga se non hai nulla da perdere. In questo caso il francese prende un punto molto importante nella lotta alle posizioni nel campionato costruttori.

Charles Leclerc 6: Poteva puntare al podio. Aveva il passo, aveva il ritmo e la classe per stare con i primi. Il muretto non si è fidato di queste caratteristiche ed ha provato un azzardo che non ha pagato. Per quanto sia considerato la prima guida di fatto è mezzo punto dietro alla seconda! Una condizione che gli starà sempre più stretta in seno al team.

Lando Norris 6: La McLaren non al suo agio sul tracciato di Istanbul nelle condizioni di umido. Nonostante questo, senza fare errori e con una buona tattica fa valere il suo talento e riesce a prendere punti mentre Ricciardo affoga in una pozzanghera!

Lance Stroll 6: Una gara che salva il team da un errore madornale commesso con la macchina del capitano Vettel. Porta a casa qualche punto, meno di quanto si potesse sperare e si poteva prendere con la prestazione dimostrata dalla monoposto.  Forse l’esperimento delle gomme slick andava fatta proprio con il canadese per la sua naturale propensione a gestire condizioni da bagnato.

Yuki Tsunoda 6: Tiene a basa Hamilton come Bottas non ha mai fatto con Verstappen. Ha retto qualche giro, ma poi ha imparato la lezione dal più forte su come si sorpassa uno ostico alle prime armi. La differenza di esperienza tra lui e Perez, per esempio, è disarmante. Essere giovani rampanti è bello, ma essere vecchi volponi paga di più!

Fernando Alonso 5: Parte bene ma azzarda troppo volendo andare all’esterno della prima curva già occupata dal altre due monoposto. Sarebbe stato un bel sorpasso, me nelle condizioni di umido un campione come lui, della sua esperienza deve mettere in conto che si può scivolare e la toccata è un attimo che ti rovina la gara. Ha rischiato ed è andata male, peccato!

Sebastian Vettel 5: Poteva essere una bella gara dove la sua esperienza avrebbe portato punti importanti al team, ma ancora una volta il suo muretto compie un errore tattico, il più disastroso in assoluto. Non un azzardo ma una scommessa che sapeva più di roulette russa che di rischio calcolato!

I crucchi 6: Hanno preso una vittoria che serve al mondiale costruttori, ma hanno perso la battaglia più importante quella per tenere in testa Hamilton in quello piloti. Il muretto box deli tedeschi è venuto meno ad uno dei suoi capisaldi. Non rischiare quando non c’è bisogno. Secondo Toto Wolff non sarebbe cambiata la posizione di Hamilton, ma sarà dura convincere il britannico.

I bibitari 7: Zitti, zitti, tomo, tomo, a furia di piazzamenti, tengono Verstappen sempre in prima linea ed è il favorito per il titolo piloti. Resta una certa difficoltà a fermare l’emorragia di punti in direzione Mercedes per il campionato costruttori. Una politica strada di sacrificio del titolo per atipica per i team britannici, anche se RedBull marca bandiera austriaca.

La Banda Binotto 6: La parte ibrida della power unit funziona. Si riescono a superare le monoposto di centro classifica. Resta un muretto che ancora non ha chiaro in mente come gestire macchina e piloti in funzione delle condizioni. La lotta contro la McLaren per la magra consolazione di finire terzi nel mondiale costruttori si può vincere solo ottimizzando il lavoro di tutti senza commettere errori.

Aston Martin 3: Sebastian Vettel non è James Bond, non ha la capacità di aggirare le leggi della fisica per gestire le gomme slick in una palude come quella di Istanbul!

Pirelli 8: Nonostante i timori, ed il sudore freddo di Mario Isola, il costruttore italiano ha concepito una semislick che diventa slick ed in grado di correre ancora in modo efficiente anche sulle tele…un biglietto da visita eccellente per chi sceglie il costruttore italiano per le coperture sulle auto di serie per le strade di tutti i giorni!

Daniele Amore

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