Da qualche stagione i motori di Formula 1, e le sue componenti, sono contingentati durante la stagione: se un pilota dovesse sforare il limite massimo di motori o di componenti, scatterebbe una penalità da scontare sulla griglia di partenza.
Queste penalità influiscono nella gara del pilota e se si tratta di un top driver che lotta per il mondiale, come ad esempio Hamilton o Verstappen in questa stagione, possono anche determinare l’esito del Titolo Piloti.
Entrambi i contendenti al titolo 2021 hanno già sforato i tre motori concessi a stagione montando una quarta unità ed entrambi hanno rimediato una penalità sulla griglia di partenza. E mancano ancora 5 gare da disputare e un’altra sostituzione potrebbe essere determinante per la lotta iridata.
Molte volte ci siamo chiesti il senso di queste regole, iniziando dal numero esiguo di propulsori e sistemi ibridi da usare in una stagione che, dati alla mano, dovrebbero durare almeno 7 gare e macinare oltre 5000 km (la stessa percorrenza di una 24 ore di Le Mans) prima di essere cambiati senza dover montare una quarta unità.
Ma è pura utopia pensare di affrontare una stagione con solamente 3 motori e quando si sfora scatta la penalità, con il pilota costretto ad indietreggiare sulla griglia e costretto ad una rimonta dal centro gruppo se non dal fondo. Perchè allora non penalizzare solo il team e non l’incolpevole pilota? E’ una domanda che spesso ci siamo posti e che è arrivata ai team manager di F1 attraverso il sito Autosport.
Per Toto Wolff sarebbe difficile avere un sistema che penalizzi solamente il team e non il pilota e si corre il rischio di vedere un pilota in lotta per il mondiale, sempre con dei motori nuovi. Wolff capisce che è complicato per un tifoso capire come mai un pilota dovrà partire con delle posizioni di penalità sulla griglia dopo aver cambiato delle componenti, ma ammette che al momento questo è l’unica soluzione possibile.
Come Wolff, anche il team principal della McLaren Andreas Seidl ha avvertito che l’innalzamento del limite dei motori a stagione incoraggerebbe i costruttori a spingersi ulteriormente oltre i limiti.
“Ovviamente capisco il punto che non è l’ideale avere tutte queste penalità”, ha detto quando è stato interrogato sull’argomento da Autosport.
“Ma ad essere onesti, non vedo davvero una soluzione semplice a questo perché, ad esempio, se deciderai di avere quattro motori invece di tre, finiremo tutti a montare cinque motori entro la fine della stagione”.
Il team principal della Red Bull Christian Horner è del parere opposto e ritiene che il limite attuale sia troppo basso.
“Non sono mai stato un fan di due motori o tre motori a stagione”, ha aggiunto Horner. “Se ne usano tranquillamente quattro a stagione e questo è un dato che dobbiamo tenere in considerazione per il futuro. Si parla di scendere addirittura a due motori a stagione e questo, per me, sarebbe un grosso errore. Bisogna ritrovare un equilibrio ragionevole”.
Limitare le power unit è una cosa sensata ma non bisogna esagerare troppo e come dice Horner, bisogna trovare il giusto equilibrio. La F1 non è il Mondiale Endurance.
