La RedBull e Verstappen nella giornata del Gran Premio del Brasile 2021, hanno capito, forse, che ad uno come Lewis Hamilton non puoi concedere nulla.
La vittoria del sette volte campione del mondo ad Interlagos, non può essere paragonata a nessun evento del motorsport del passato, ed anche i paragoni con Ayrton Senna servono per attirare click e vendere qualche copia un più. Se proprio vogliamo fare un paragone, allora bisogna scomodare Diego Armando Maradona ed il suo gol leggenda contro l’Inghilterra nei mondiali del 1986. Chi non ha avuto la fortuna di vederlo lo recuperasse ma chi lo ha visto sa che quell’azione da centrocampo, in cui scartava tutti o quasi i giocatori britannici, era un gol di rivincita contro le avversità, contro la politica. Ecco la vittoria di Hamilton è contro la politica.
Proprio quest’ultima, intesa come Fia ed organi di controllo, sono entrati a gamba tesa in una disputa che non gli riguardava. Hanno tentato di rovinare un duello che sta infiammando le folle come non succedeva da tempo, solo per avvantaggiare una parte delle parti in causa. Intendiamoci, da sempre funziona così in Formula 1, ma in un era digitale dove se starnutisce una farfalla in Italia, l’America ha il raffreddore, non poi permetterti giochi di palazzo così palesi e plateali.
Alla fine, Hamilton ha festeggiato in modo eclatante giusto per far capire all’avversario che la marea non è tutta orange. C’è ancora sostegno per il Re Nero, un sostegno che viene enfatizzato dalle imprese come quella del Brasile. Verstappen ha ancora vantaggio. Un numero di punti tale da non avere preoccupazioni. Almeno che il suo motore non ceda, o si decida di copiare la Mercedes in ritardo nella sostituzione preventiva della power unit. Un mondiale che l’olandese poteva solo perdere dopo il Messico potrebbe anche non essere ancora finito.
Lewis Hamiltin 10 Lode: Eh sì, non si può fare altro che aggiungere una Lode al voto massimo per il campione del mondo. Non lo avrebbe fermato nessuno. La voglia di rivincita, di riaffermare il suo ruolo dopo aver fatto da comprimario per mesi era troppo grande per essere fermata. Ha fatto tutto da solo, la Mercedes ha corso i suoi rischi ed ha commesso i suoi errori, ma Hamilton è il campione inarrestabile.
Charles Leclerc 7: Un’altra delle sue partenze al top rimediano ad una pessima gara sprint del sabato. Vince un bel duello con il compagno. Il monegasco ha compreso che non può lasciare spazio a Sainz e deve mettere in chiaro la differenza di classe quando può farlo. Il resto è stata la solita gara di gestione.
Ferando Alonso 7: Partiva nel gruppone a causa di una brutta gara del sabato. Ma la pista di interlagos gli è particolarmente congeniale. Sfrutta bene le safety car, riesce a stare in mezzo al gruppo che conta e recuperare posizioni importanti. Soffre quando è necessario per dare la sua zampata tattica quando serve. Solo sue punti, ma fondamentali per la classifica costruttori.
Max Verstappen 6: Onore al merito allo sconfitto della gara del Brasile. L’olandese in evidente condizione di inferiorità sia tecnica che mentale, ha dato il massimo. E’ andato spesso oltre le righe senza passare per la tagliola delle penalizzazioni. Ma non può andare sempre bene. Deve trovare un modo per arginare la potenza Mercedes in pista non ci sono sempre vie di fuga chilometriche, ed Hamilton ha imparato la lezione dopo Monza.
Sergio Perez 6: Una gara anonima, senza la possibilità di aiutare il compagno in lotta per il titolo. Ha provato a fare gioco di team indicando la rotta al muretto box ma non deve essere l’olandese a rallentare ma lui a doverlo seguire da vicino.
Pierre Gasly 6: Il francese aveva un solo compito, fare di tutto per arrivare davanti alle Alpine per restare in lotta con il team francese per il campionato costruttori. Soldi fondamentali per il team che di fatto sta correndo con una sola macchina, quella condotta da Gasly, veloce, consistente ed affidabile.
Esteban Ocon 6: Una gara tranquilla. Doveva stare davanti alla Alfa Tauri, ma non ci è riuscito. Una prestazione senza acuti che porta punti per evitare il peggio con ancora tre gare da disputare. La lotta è aperta ed il suo apporto sarà fondamentale.
Valtteri Bottas 5: Un’altra partenza da schifo. Meno male che gli sono venute in aiuto le safety car sia reale che virtuale. Alla fine, salva la giornata stando davanti a Perez. Se fosse arrivato almeno secondo avrebbe avuto la sufficienza. Deve essere più incisivo per i tre gran premi che restano ad Hamilton serve il suo aiuto.
Carlos Sainz Jr 5: Ancora una partenza disastrosa quando conta alla domenica. Perde il duello con il compagno, si trova intruppato in un contatto con Norris. Un primo giro disastroso che gli rovina la gara. Nel proseguo non trova il passo e non ha l’opportunità di recuperare. Con questa Ferrari non può permettersi errori. Un peccato perché quando ha la sua possibilità di fare bene riesce come nella gara del sabato a conquistare anche un bel podio.
Lando Norris 5: Come ogni pilota che si rispetti, se vede un varco alla partenza ci si infila senza esitazione. Purtroppo, non gli va bene. Il contatto con Sainz di fatto gli rovina la gara. In fondo deve recuperare e riesce ad agguantare un solo punticino. Un errore quello iniziale che è molto pesante per il team che vede allontanarsi il terzo posto nel costruttori.
Sebastian Vettel 5: Aveva guadagnato una buona posizione di partenza alla domenica dopo essere giunto nei primi dieci alla gara del sabato. Poi nella gara che conta non ha mostrato il passo e non è stato in grado di dettare una tattica diversa al team che gli ha fatto perdere posizioni. Un occasione persa per punti importanti.
Toto Wolff 3: La reazione del team principal di Mercedes è apparsa eccessiva. Non è una questione di fair play, in Formula 1 non è mai esistita questa cosa, e chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Ma considerando la storia Mercedes dal 2014 ad oggi, accusare di complotto, Fia direzione gara, che sulla griglia ci sono auto illegali dopo che sei stato trovato con le mani nella marmellata non è corretto moralmente. È come se il lapidatori della meretrice raccontati nella Bibbia, alla richiesta di Gesù si scagliare la pietra solo se non si è peccatori, uscisse dalla folla il buon Toto scagliando un macigno pensando di essere maculato e candido. Il vento è cambiato, ed è brutto stare dalla parte sbagliata del tavolo di chi spinge i bottoni.
I bibitari 5: Probabilmente hanno fatto i conti con i motori pensando di poter gestire il vantaggio. Ma la Mercedes non ci sta a perdere. Se non trovano un modo per risolvere questa faccenda anche gestendo eventuali penalizzazioni rischiano veramente grosso.
La banda Binotto 5: Ah si da qualche parte durante la cavalcata trionfale di Hamilton c’erano due varianti mobili di colore rosso. Imbarazzante è dire poco! Ma se il team Principal è contento così!
I tifosi Brasiliani 5: Gente dalla memoria corta il polo della torsida. Nel 2008 volevano linciare Hamilton al palo del semaforo, oggi lo osannano come il nuovo Senna con tanto di bandiera brasiliana.
La direzione gara 3: Lottare è lecito, lasciare liberi i piloti è auspicabile, ma consentire di poter duellare quasi sulle tribune non è normale. Si puniscono due decimi di millimetro ininfluenti e poi si concedono scorrettezze di chilometri!
Daniele Amore
