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Renault Arkana completa la sua gamma con la versione E-Tech con tecnologia full hybrid. La scelta della casa francese è quella di utilizzare il meglio della tecnologia ibrida derivata dall’esperienza nelle corse per dare alla propria clientela una versione che potesse coniugare aspetti sportivi, come il suo design da SUV coupè con prestazioni e consumi contenuti come quelle di una tradizionale versione turbo-diesel.

Sulla bontà della tecnologia e-tech più volte mi sono espresso positivamente. Un sistema, unico nel suo genere, in grado di sommare la potenza della propulsione elettrica a quella endotermica sfruttando alcune chicche di derivazione sportiva come il cambio ad innesti dritti. Lo scopo è lo stesso che da anni si prefiggono i giapponesi, quello di essere prestazionali nella massima efficienza. Nel caso di Renault lo scopo viene raggiunto aggiungendo al sistema ibrido serie/parallelo concepito dal costruttore francese pizzico di inventiva tipicamente europea.

Stile piacevole da SUV coupè sportivo premium

Dal punto di vista estetico l’Arkana rimane una delle poche, ancora per poco, delle SUV di fascia compatta a poter vantare un design da coupè sportiva. Fino ad oggi questa soluzione stilistica era appannaggio solo delle vetture di fascia premium con prezzi e dimensioni molto più consistenti. Rispetto alla prova effettuata qualche tempo fa con la versione 1.3 Tce micro-hybrid, l’Arkana e-Tech oggetto della prova è in look total black.

La mia preoccupazione che lo stile si potesse perdere rispetto alla sgargiante colorazione Orange del primo test è stata subito smentita dalla quantità di fermi che le forze dell’ordine presenti sul territorio hanno effettuato con il solo scopo di poter ammirare meglio lo stile della Arkana in abito scuro.

Strumentazione adeguata alla nuova tecnologia ibrida

I dettagli R.S. Line impreziosiscono gli interni. Il sistema multimediale con monitor da 9,3 pollici a comando vocale è viene completato dalle informazioni per il controllo della tecnologia ibrida. In questo modo il conducente può tenere sempre sotto controllo le funzioni dell’auto migliorando i consumi e prestazioni. Anche la strumentazione davanti al driver assume una grafica specifica, semplice da consultare, completa nelle informazioni e personalizzabile secondo le esigenze.

In basso c’è l’impianto di climatizzazione. Pur avendo la possibilità di sfruttare le bocchette al posteriore non ha la possibilità di avere la regolazione separata dei flussi tra conducente e passeggero. Un piccolo dettaglio, forse di poco conto dovendo gestire un abitacolo unico, ma che si allontana leggermente dall’immagine premium che vuole fornire Renault con l’Arkana.

Buone doti di spazio anche per i bagagli

Il design coupè con montante rastremato non impedisce di avere una buona abitabilità per i passeggeri che trovano posto anche in cinque. La scelta di adottare la tecnologia full hybrid al posto della plug in, è chiara. Con una batteria più piccola ed un piano di seduta più basso, si può ospitare al meglio persone anche più alte e corpulente senza togliere spazio al bagagliaio.

Un vano, quello dell’Arkana, che può arrivare a 513 litri dove trova posto anche un ruotino di scorta, cosa sempre più rara nel mondo delle ibride. La linea inclinata del lunotto non consente di poter sfruttare appieno la capacità in modo funzionale, ma con qualche accorgimento si possono fruttare il sedile sdoppiato per aumentare ulteriormente la capacità.

Tecnologia efficiente derivata dall’esperienza in F1

La tecnologia E-Tech full hybrid si evolve portando la potenza a 145cv. Si tratta di un sistema ibrido Serie/Parallelo unico nel suo genere in grado di sommare algebricamente la potenza endotermica a quella elettrica. Il propulsore benzina è un aspirato tradizionale a quattro cilindri da 1.6 litri che eroga 98cv e 148Nm di coppia. A questo viene abbinato un primo motore elettrico di trazione di 49cv con 205Nm di coppia. Per la ricarica della batteria, da 1.2kW, si occupa un moto-alternatore (HSG) ad alta potenza da 20cv e 50Nm. Questo provvede anche di aggiungere un boost di spinta nelle richieste di massima prestazione e di sincronizzatore per il cambio ad innesti dritti.  

Sulla carta, quindi, le prestazioni dovrebbero essere simili in tutto e per tutto alla versione turbo benzina micro-ibrida da 140cv. In effetti pur avendo una buona spinta dal basso dovuta all’azione del motore elettrico, una volta che questa si esaurisce il motore benzina non riesce a conservare la consistenza di progressione dei primi metri. Questo affievolimento della spinta, più un peso aggravato di 100kg non garantisce le stesse prestazioni della versione turbo benzina perdendo circa un secondo in accelerazione. Meglio in ripresa dove l’azione rapida e veloce del nuovo cambio pareggia le prestazioni.

L’efficienza migliora con i chilometri percorsi

La vettura che avevo in prova aveva percorso circa 7000km. Rispetto alle altre messe a disposizione dalla Renault Italia, tutte con chilometraggio molto basso, mai oltre i 1500km, l’Arkana oggetto della prova sembrava molto più rapida ed efficiente nella gestione della ricarica nelle fasi passive. Utilizzando la funzione di franta rigenerativa aggiuntiva “B” del cambio, la ricarica avveniva in modo molto più veloce che in passato su Clio o Captur. Un aspetto fondamentale che consente di poter disporre sempre di potenza sufficiente per tirarsi via da impacci, come sorpassi o fasi di accelerazione continue un uscita dalle rotatorie. In definitiva, il sistema ibrido di Renault migliora con il tempo, una sorta di rodaggio che consente alla tecnologia francese di lavorare al meglio delle sue possibilità.

In particolare, questa facilità di ricarica, mi ha consentito uno sfruttamento più intenso della modalità Sport senza avere l’assillo di verificare la quantità di carica della batteria prima di una fase di accelerazione. Un dettaglio che ha reso decisamente piacevole il tempo passato al volante dell’Arkana. Avrei solo preferito una gestione più funzionale delle modalità di guida del Multi-Sense. Magari si poteva avere anche la possibilità di intervenire manualmente sulle cambiate variando leggermente la logica del cambio in funzione delle esigenze del driver.

Comportamento dinamico bilanciato e sicuro

Dove, invece, la presenza del peso della batteria non ha influito per niente è nel comportamento stradale. L’Arkana è divertente da guidare, reattiva nello stretto e stabile nelle condizioni di emergenza. La posizione della batteria, posteriore, ma in basso, ha consentito di ottenere un certo miglioramento della distribuzione delle masse. Se la versione benzina mi aveva sorpreso per la dinamica soprattutto del retrotreno, nel caso della e-Tech il movimento della coda è apparso più bilanciato. Una volta trovato l’appoggio un curva, l’Arkana non riesce a generare i “G” laterali come una RS vera, ma il divertimento non manca.

Ora la parte che tutti attendono e la domanda che tutti si pongono. “Come è andata sul fronte consumi?” Il percorso scelto partiva come di consueto dal centro di Roma, per poi andare verso l’esterno simulando il percorso che un pendolare che dalla provincia viene in città anche con elementi di marcia autostradale, tallone di Achille della tecnologia ibrida. In effetti, per questa Arkana E-Tech, per la natura ludica della vettura, ho simulato più la classica gita fuori porta. Il classico week end dove ci si diverte in compagnia o con la famiglia.

Consumi contenuti pari ad una motorizzazione diesel

Quindi direzione Appennino, con una capatine alle zone terremotate di Amatrice e l’Aquila per portare il nostro piccolo contributo all’economia locale divertendosi sulle curve del Gran Sasso d’Italia. Infine, il ritorno con una bella galoppata autostradale fino a Roma. Un percorso di 350km che ha visto l’Arkana comportarsi in modo egregio. Alla fine, il computer di bordo ha fatto registrare un consumo medio di 5.1 litri/100km pari quasi a 20km/litro. Un percorso dove sono state utilizzate tutte le modalità di guida, dall’elettrico puro, EV, nel centro urbano, al veleggiamento in eco-mode, fino allo Sport per le curve del Gran Sasso, Una condizione dove la ricarica più efficiente in fase di inserimento curva ha veramente aiutato tanto a divertirsi utilizzando spesso una guida “One-Pedal”.

L’Arkana nell’allestimento top di gamma aveva in dotazione una nutrita batteria di ADAS di secondo livello. Una guida autonoma molto ben calibrata. Gli interventi, sia per il mantenimento di velocità e distanza, che della traiettoria sono stati puntuali e dolci senza mai diventare invadenti e fastidiosi. Veramente molto utili nel viaggio, anche in condizione di marcia urbana.

Buon rapporto prezzo/dotazione

L’Arkana nella versione R.S. Line è già dotata di tutto ciò che serve. Gli unici optional previsti sulla versione in prova erano l’ottimo impianto Hi Fi Bose e la vernice metallizzata per un totale di 36.500 euro. Si può comunque rinunciare a tali optional e magari optare per la versione Intens per cui prevista un offerta a 26.450 con incentivi Renault che prevede una rata mensile di € 249/mese per 36 Mesi con anticipo € 3.900 con TAN 3.99% e TAEG 4.9%.

Conclusioni

La risposta alla domanda se questa Arkana E-Tech hybrid 145cv potesse sostituire nella gamma una motorizzazione diesel è sì! Le prestazioni ci sono anche se manca quella spinta tipica della coppa generata dal motore a gasolio con turbina. Ma dal punto di vista dei consumi si riesce tranquillamente anche facendo trasferimenti per pendolarismo o gita fuori porta per il week end con qualche centinaio di km autostradali a stare sui valori di consumo simili quelli di una motorizzazione a gasolio di pari potenza.

Daniele Amore

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