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F1: Gp Qatar, Pagelle “Ormai sei mio!” di GM

C’è una teoria che da sempre applichiamo in redazione quando si tratta di lottare o competere contro un avversario forte. “Se lo hai battuto, assicurati di avere il cadavere, di incendiarlo per bene e di spargere le sue ceneri ai quattro venti!” Questo per far capire che uno come Lewis Hamilton, o la Mercedes, non la si può dare battuta fino a che la matematica non ha decretato che sia così.

Un errore che all’indomani del Gp del Messico abbiamo commesso in tanti, compreso chi scrive queste pagelle. Nonostante i proclami di un team concentrato sul 2022, che non avrebbe sviluppato più la monoposto di quest’anno a metà stagione, quando si è trattato di tirare fuori l’orgoglio hanno introdotto tutta la loro potenza tecnologica e di ricerca.

Prima hanno fatto fare prove tecniche di affidabilità a Bottas, poi hanno dato ad Hamilton, nel suo momento di maggiore difficoltà, l’arma che lo ha fatto risorgere come l’Araba Fenice, e sarà proprio in terra araba che ci sarà il momento cruciale per il titolo 2021.

Dopo la batosta del Qatar, la RedBull non ha alternative. Deve smarcare un’altra power unit. Lo deve fare perché è ancora in tempo e perché deve mettere Verstappen nelle condizioni di poter lottare al massimo del potenziale su una pista già nota per le difficoltà di sorpasso con la scelta delle gomme da parte di Pirelli in teoria a favore della RedBull.

La luce dei riflettori del podio di Losail è stata condivisa con il ritorno di Alonso. Il campione spagnolo ha fatto crescere l’Alpine. La vittoria in Ungheria meritava un sigillo anche da parte di Alonso. Senza il suo apporto fondamentale non ci sarebbe stata l’affermazione di Ocon. In Qatar, Fernando Alonso ha confezionato in piccolo capolavoro. Ha fruttato al meglio la condizione favorevole di partenza, ed ha gestito la gara come solo lui sa fare.

La Ferrari? Si dice che chi si contenta gode. Il terzo posto nel mondiale costruttori è una formalità, quindi meglio lasciare spazio a chi ancora crede nel mondiale 2021 come Alpha Tauri, Alpine ed anche Aston Martin…se poi si vuole accomodare qualcun altro c’è ancora posto.

Lewis Hamilton 10: Mai domo, il campione è ancora vivo più che mai ed è determinato a vendere cara la pelle. Non sarà facile, ma renderà dura la vita a Verstappen fino all’ultimo metro di questo mondiale. Una gara condotta in modo autoritario senza esitazioni o errori.

Fernando Alonso 9: Il ritorno del campione sul podio dopo sette anni. Alonso ne ha dovuti mandare giù parecchi di rospi, non ultimo, la vittoria del suo compagno in Ungheria. Una macchina che pesava come un macigno sulla bella stagione che il campione spagnolo stava svolgendo. Il podio di Losail restituisce il giusto all’impegno profuso per far crescere l’Alpine.

Esteban Ocon 8: Che l’Alpine fosse cresciuta e che fosse particolarmente in forma sul tracciato del Qatar è stato confermato con la bella prestazione del francese. Ha condotto una ottima gara, con un buon passo, ed ha frenato quanto basta con la cattiveria che da sempre riesce a metterci nei duelli, il suo vecchio compagno Perez.

Lance Stroll 8: Una gara che recupera una stagione opaca e grigia. Il figlio di papà, si prende la sua rivincita confezionando una bella prestazione. Non commette errori, guida bene, ha un ottimo passo ed è veloce sfruttando al meglio la buona forma dell’Aston Martin.

Sergio Perez 7: La sua gara è stata rovinata dalla pessima qualifica. Come spesso è accaduto in questa stagione è stato chiamato a rimontare dalle retrovie. Questa volta l’impresa del podio non riesce, ma conquista punti importanti per il campionato costruttori.

Sebastian Vettel 7: Aveva già dimostrato di poter fare una bella gara al sabato entrando nei primi dieci in qualifica. Nella gara di domenica ha confermato quanto di buono si era visto con un buon passo. Nulla di eclatante, solo tanta consistenza ed un punto in più che non guasta.

Max Verstappen 6: Si dice “se sei incerto tieni aperto!” Max non ha fatto altro che vedere due cartelli uno verde e le doppie bandiere. Chi dice che in quella condizione avrebbe alzato il piede mente! In questo caso però si lascia all’interpretazione della direzione gara il proprio destino. Per come è andata in gara, anche partendo secondo forse le cose non sarebbero cambiate, ma è arrivato il momento di non fare errori. I dettagli contano più delle vittorie.

Carlos Sainz 6: La sua gara la costruisce bene in qualifica ed a differenza del solito stavolta parte bene. Non si è dovuto preoccupare dell’attacco del compagno rivale nel team ma va bene solo ora che la monoposto è scarsa!

Charles Leclerc 6: Il duello lo perde in qualifica, suo terreno di caccia. In gara vorrebbe ingaggiare duello ma deve obbedire al team. Ma per quanto ancora?

Lando Norris 5: Nella gare del Qatar nessuno lo tocca in partenza, ma la McLaren sembra l’ombra della monoposto che ha vinto Monza. I soldi sono finiti, la vittoria ha riempito la pancia, ed il povero Lando campa alla giornata in attesa della fine della stagione.

Pierre Gasly 5: Un lampo al sabato, poi sgonfiatosi nei primi metri dopo la partenza. Indipendentemente dei problemi di gestione gomma, il passo non era buono. Poteva essere il suo giorno, alla fine si è perso nella mediocrità delle posizioni a centro gruppo.

Valtteri Bottas 5: Lo retrocedono per problemi tecnici, poi come al solito parte male. Spinto dal muretto box riesce a recuperare qualche posizione, per poi perdere tutto a causa di una foratura che avrà ripercussioni sulla monoposto fino al ritiro. Pure jellato!

Yuki Tsunoda 5: Se non è andata bene al suo capitano Galsy difficile che potesse fare meglio partendo più dietro.

I crucchi 8: Ormai per Toto Wolff il mondiale 2021 è una questione del tutto personale con Chris Horner. Dovesse vendersi un rene di Bottas, non la darà mai vinta al rivale antipatico della RedBull. Ha un arma potente, Lewis Hamilton ed il suo orgoglio di campione, quanto basta per non far dormire sonni tranquilli i bibitari fino all’ultimo metro.

I bibitari 6: Forse pensavano di avere abbastanza peso politico da far pendere la bilancia della decisione sulla penalizzazione a favore di Verstappen. In effetti, il fatto che ci abbiano messo cinque ore da atto che il vento sta cambiando. Ma Horner non deve commettere l’errore di sputare nel piatto dove mangia, la Fia ha memoria corta, è volubile, e cosa peggiore, è vendicativa!

La banda binotto 5: Un’apatia totale. Si aspetta la fine passando inosservati.

I meccanici Ferrari 10: Gente che cambia un telaio alla velocità del suono, che cambia gomme a due monoposto nello stesso giro senza errori. Il materiale umano non manca, almeno al livello operativo.

I commissari Fia 5: Si vocifera che i due commissari sventolatori folli stiano vagando nel deserto per pentirsi dei loro peccati! La verità è che i commissari a bordo pista non erano sprovveduti. Hanno fatto questo lavoro per anni con la MotoGp. Devono solo capire che la F1 è diversa, non puoi fare le cose con buon senso, ma devi aspettare che sia dato il mandato a sventolare, perché la politica detta la sicurezza.

Horner vs Wolff 10: Chi ha avuto la geniale idea della conferenza stampa dopo le FP1 tra i due team principal è un genio. Un regista che ha mostrato tutto l’odio che provano quei due uno per l’altro. Come dice un noto cronista “Questa è F1!” un posto dove chi prova Fair Play è emarginato come un appestato!

Daniele Amore

Si ringrazia per la foto il gruppo facebook “Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni” @lecordialigufate 

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