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Quando si parla di auto dell’anno, in redazione, c’è una politica diversa rispetto alla concorrenza. Spesso si giudica una serie di modelli non sono in concorrenza tra loro appartenendo a segmenti molto differenti. Inoltre, per una questione di legame con il motorsport, il pensiero generale è che non basta essere l’ultimo arrivato per essere il migliore. La new entry del 2022 deve soddisfare requisiti migliori della produzione pari o superiore alla leader fino al 2021.

Partiamo dal segmento delle piccole, da sempre al primo posto nelle vendite del mercato italiano. In effetti, la crescita delle dotazioni, pur restando abbondantemente sotto i quattro metri, ha portato una crescita costante del segmento “A”. Le vendite vedono risultati a due cifre in termini di percentuali di vendita. Molti automobilisti, infatti, hanno preferito rinunciare a qualcosa in termini di spazio andando a sostituire la propria utilitaria segmento “B” scendendo nel segmento più basso.  

L’esperienza di Fiat in un segmento difficile

Per quanto il mercato italiano non rappresenti la punta di diamante in Europa, resta comunque il terzo per dimensioni, cosa che costringe i grandi costruttori ripensare alla presenza in questo segmento. Anche le vetture più piccole devono aumentare le dotazioni. Bisogna migliorare il comfort, la sicurezza e rispettare le severe norme ambientali. Aggiornamenti che costano tanto. Investimenti che non hanno un ritorno sufficiente per il piccolo margine di guadagno che questo tipo di vetture garantiscono. Quindi molti produttori stanno ripensando alla loro presenza nel segmento. Ci si ritrova con modelli che hanno variato l’offerta limitando la possibilità di scelta. Spesso ci si rivolge solo al mercato elettrificato, più idoneo alle caratteristica urbana. Ma c’è chi come Fiat, prova a riappropriarsi di una leadership che aveva perso da tempo, aggiornando la Panda in modo intelligente con costi contenuti vista la longevità del prodotto.

Fiat Panda scansa dal vertice la Volkswagen Up! La piccola tedesca segna il passo proprio per un assottigliamento dell’offerta che lasciando il campo all’italiana che può vantare più offerta nelle motorizzazioni. Inoltre è disponibile su due configurazioni di carrozzeria per finire può sfruttare la presenza della trazione integrale.

Fiat Panda la più equilibrata

In definitiva, La Panda dopo il suo ultimo lifting conferma la sua vocazione di piccola multi-spazio. Design dai volumi squadrati ma allo stesso tempo con profili tondeggianti che le danno un aspetto muscoloso ma simpatico. Uno stile che attrae clienti di tutti le età e generi. La nuova variante Cross porta nel segmento “A” due filosofie vincenti. Il baricentro alto trasforma l’utilitaria di Torino in una crossover con trazione anteriore o nel SUV più piccolo del mercato con la trazione integrale permanente.

La vocazione prettamente cittadina e funzionale della Panda viene confermata dalla scelta, anche per la versione berlina, di adottare rinforzi in plastica per paraurti e fiancate. Elementi, che oltre a proteggere l’auto dai piccoli urti della giungla cittadina, consentono di riparare l’auto con piccolo esborsi economici.

Interni funzionali ed ergonomici

Anche gli interni conservano uno stile squadrato dall’aspetto ben integrato e funzionale. Dalla forma della strumentazione, alla disposizione dei comandi come la grande tasca davanti al passeggero, sono elementi studiati per essere facilmente accessibili ed utilizzabili. Mancano dettagli come i rivestimenti interni ai vani porta oggetti che limiterebbero meglio la rumorosità dovuta al movimento delle cose stipate.

Per il resto, come in tutte le vetture di questa categoria i materiali per gli interni sono di plastica rigida. Nonostante questo, si nota un certo passo avanti nel migliorare la finitura superficiale, gli accostamenti donando una una certa vivacità latina agli arredi grazie ai diversi accostamenti cromatici degli inserti.

Spazio in abbondanza per quattro, cinque optional

La linea squadrata consente di avere una buona quantità di spazio a bordo. La Panda è disponibile sia in configurazione quattro posti che in cinque ma solo a richiesta.  Ci sono, comunque, soluzioni funzionali, come il sedile posteriore frazionato. Un optional indispensabile per sfruttare al meglio lo spazio interno all’abitacolo. Molto utile, invece, il sedile anteriore passeggero ripiegabile per ottenere un unico vano di carico di 870 litri che consente di stipare oggetti lunghi due metri.

Su strada si apprezza il buon comfort e l’ottimo assorbimento delle asperità delle cattive strade delle città italiane. I montanti sottili e la terza luce posteriore consentono di avere una buona visibilità potendo contare anche sui sensori si parcheggio. La vocazione cittadina della Panda viene confermata dall’immancabile presenza dello sterzo con doppia modalità City. Una funzione che rende il comando particolarmente leggero e comodo in ambito urbano. Grazie alla doppia natura dello sterzo, la Panda può avventurarsi senza grossi limiti anche su percorsi extraurbani come percorsi pendolari o gite fuoriporta. La piccola di Fiat conserva una buona dote di controllo e sicurezza in ogni condizione.  

Motori per una gamma completa

La gamma di motori è molto variegata per ogni tipo di esigenza. Si parte dal piccolo motore 1.0 tre cilindri di ultima generazione della famiglia FireFly con tecnologia Micro-Ibrida. Un propulsore che non vanta certo prestazioni sportive ma si adatta bene ad ogni i utilizzo e rispetta le norme che limitano la circolazione disponendo di tecnologia ibrida. In alternativa, per chi ha una particolare attenzione ai costi è ancora presente in gamma l’inossidabile quattro cilindri 1.2 a Gpl da 69cv o ancora la bicilindrica 0.9 litri a metano, Natural Power, da 71 CV. Tutte le motorizzazioni sono disponibili anche con assetto rialzato City Cross e Cross per finire alla Panda 4×4 con trazione integrale permanente. Manca, di fatto, una versione elettrica per completare la gamma. Una scelta strana da parte di Stellantis che vanta già la tecnologia elettrificata sulla sorella premium Fiat 500 Elettrica.

Il nostro consiglio cade sulle versioni Natural Power o GPL. La differenza tra le due alimentazioni, sta tutta nella possibilità di rifornimento e la presenza di pompe con metano nelle zone di residenza e durante il percorso che si svolge durante la giornata. Per coloro che invece percorrono meno di 10.000 chilometri annui e vivono nel centro delle grandi città italiane, l’ 1.0 miro-ibrido è la scelta ottimale. Per quanto la tecnologia ibrida sia poco influente sui consumi, il motore endotermico di base fa registrare consumi bassi nel percorso misto. Dove la Panda mostra una certa anzianità del progetto, è nella possibilità di avere dotazioni ADAS di ultima generazione. Sono comunque disponibili la frenata di emergenza ed un a batteria di airbag compresi quelli laterali. Il minimo di questi tempi.

Versioni ed allestimenti, anche Cross e 4×4

La Fiat Panda è disponibile in tre allestimenti: Life, City Life, e Wild 4×4. I prezzi partono dai 14.300 euro per la Life ai 18.100 euro per la Wild 4×4. La versione City Cross di parte dai 16.700 euro per arrivare ai 20.300 euro della Cross 4×4.

Daniele Amore 

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