Ci sono due tipi di piloti. Ci sono in ragionieri quelli come Jackie Stewart che vincono tre titoli imparando a perdere quando è il momento di raccogliere più punti possibili. Poi ci sono gli attaccanti indefessi come Nigel Mansell, gente che non molla mai neanche quando sono soli al volante e perdono un mondiale per un singolo errore che si poteva evitare.

L’errore commesso da parte di Charles Leclerc era evitabile, ed un rischio non necessario né utile al risultato. Il monegasco ha fatto ancora una volta la differenza, come nelle prime tre gare, ma in negativo. Sono bastate le condizioni della pista variabili per mettere in crisi un dominio che sembrava consolidato.

La RedBull non molla, i bibitari hanno una monoposto bilanciata, la stanno sviluppando, e non si rompe. Non si possono commettere errori che gli danno via libera. Semplicemente non ne hanno bisogno. Per la Ferrari la giornata negativa di Imola, in casa, fa il paio con almeno una delle due capitate alla Redbull per affidabilità. La pista cittadina di Miami è sconosciuta ed è un incognita per tutti ed il risultato di Imola potrebbe diventare più pesante.

Max Verstappen 10: Una gara perfetta, in condizioni imperfette. Max ha dimostrato che non molla un centimetro e che se gli viene lasciato spazio non lascia nemmeno le briciole agli avversari. Un recupero in campionato che annulla quasi completamente uno dei due zero in classifica. Se riesce un’altra gara come questa con gli avversari in difficoltà rimette in carreggiata un mondiale che si era fatto difficile.

George Russell 8: Con una Mercedes disastrosa, riesce a fare la differenza. Spicca in modo evidente l’impegno ed il risultato rispetto al compagno blasonato. Regge in confronto diretto con Bottas alla guida di una monoposto più veloce. Non era così scontato, poteva anche finire come nella passata stagione con un brutto incidente. Ma i punti servono come oro in questo momento.

Yuki Tsunoda 8: Una bella prestazione su una pista difficile in condizioni variabili. Il giapponesino mostra talento e capacità di adattamento da pilota maturo. E’ veloce, sa attaccare e porta a casa punti importantissimi dopo un in week end cominciato veramente male.

Lando Norris 7: Una gara ancora una volta pragmatica. Parte bene, molla il sorpasso su Leclerc quasi senza lottare, poi raccoglie la possibilità di recuperare un podio insperato regalata dal ferrarista. La McLaren è in crescita e di podi potrebbero essercene altri.

Valtteri Bottas 7: Una seconda vita che porta grandi soddisfazioni. Potrebbe sembrare la solita gara melliflua del pilota finlandese che non riesce a sopravanzare l’avversario in difficoltà. Ma si è comportato in modo intelligente, i punti per l’Alfa Romeo sono importantissimi, e non mancheranno occasioni per andare più avanti.

Sebastian Vettel 7: Un ritorno nelle posizioni che contano. Un’Aston Martin in ripresa che consente al quattro volte campione del mondo di far valere il suo talento e la sua intelligenza al volante. Una crescita che gli potrebbe far tornare la voglia di lottare per i punti in tutte le gare.

Sergio Perez 6: Una gara tipicamente da scudiero. Non aveva il passo di Verstappen ma era abbastanza veloce da poter completare una doppietta che serviva come l’acqua la team. Un pilota su cui si può contare se la macchina non si rompe sa fare il suo dovere al meglio.

Kevin Magnussen 6: Dopo la bella prestazione nella sprint race ci si aspettava una conferma da parte del pilota danese. Invece ha fatto un po di fatica a tenere la posizione. Perdere un posto comunque porta punti importanti al team e considerando che riesce nell’impresa solo lui, è comunque un buon risultato.

Lace Stroll 6: L’Aston Martin è migliorata e la sua prestazione ne è la dimostrazione. Non riesce a portare il passo del compagno anche se le condizioni variabili gli sono più congeniali, ma si smuove la classifica anche grazie alla sua decima posizione ed è un bene.

Carlos Sainz Jr 6: Parte bene, porta una manovra di sorpasso all’esterno della prima curva, rischiosa ma nemmeno troppo. Questo finche Ricciardo non manca la corda della curva andando sul cordolo bagnato e mandando lo spagnolo nella ghiaia. Un’altra battuta di arresto. La situazione si fa pensante, ed il ruolo di seconda guida sempre più vicino.

Charles Leclerc 5: Un errore grave. Non tanto per come è avvenuto. Ci sta che un pilota attacchi anche quando sembra improbabile la riuscita dal sorpasso. Ma perdere punti in questo modo non porta al mondiale. Prima di imparare a vincere si deve prima imparare a perdere.

Daniel Ricciardo 5: Un errore stupido che ha rovinato la sua gara e quella di Sainz. Poteva evitarlo ormai la posizione era persa. Il compagno fa punti, fa podi, lui fa errori.

I bibitari 8: Non hanno sbagliato nulla. Hanno evoluto la macchina quanto basta per renderla più forte. Non si è rotta il che ha consentito di dimostrare il potenziale che non si era visto nelle tre gare precedenti. Se questo è l’inizio della rimonta, c’è da essere ottimisti già per Barcellona altro che la fine di campionato.

I crucchi 6: Pur con una monoposto disastrosa, riescono a stare a galla grazie al talento di Russell. I problemi sono tanti evidenti. Il doppiaggio da parte di Verstappen su Hamilton dovrebbe far suonare un pauroso campanello di allarme ed alimentare una reazione di orgoglio.

La banda Binotto 5: Sono arrivati ad Imola con il vento in poppa. Una condizione mentale che gli ha fatto perdere per un attimo la bussola. La RedBull non è morta, anzi non gli si può concedere nulla. Non è un avversario che si può trascurare nessun dettaglio. A Miami non solo le condizioni della pista saranno anomale ma anche la pista sarà completamente diversa.

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