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Il gambero è quel crostaceo che cammina facendo un passo avanti e due indietro. Purtroppo la disfatta della Ferrari in terra spagnola rappresenta al meglio il passo del gambero. Le modifiche hanno funzionato, non solo per effetto diretto, ma hanno consentito di poter usare assetti che hanno esaltato la guida di Leclerc con un usura gomme più omogenea.

Il monegasco si stava avviando verso una strepitosa vittoria con un dominio assoluto. Ma il motore ha detto no! Uno stop che fa direttamente il paio con i due che ha subito il suo rivale per la corsa al titolo ad inizio stagione. Una sconfitta pesante ma non drammatica. I tifosi e gli addetti ai lavori poco bilanciati, pensavano di aver vinto il titolo mondiale dopo la prima doppietta per poi pensare di averlo perso dopo la gara di Barcellona con pochi punti di svantaggio.

La Ferrari ha dimostrato di avere la forza e la prestazione per tenere il passo fino alla fine combattendo per il mondiale piloti e costruttori. Tutto a patto di non commettere errori. Binotto ha ammesso che c’è stata qualche leggerezza nel calcolo delle previsioni sugli elementi della power unit, senza contare errori tattici, di assetto e di pilotaggio nei Gp dove si sono persi punti importanti come Imola per esempio.

Inoltre, il ritorno della Mercedes. Si pensava che il recupero delle frecce d’argento, potesse dare una mano alla Ferrari invece ha remato contro, un problema con cui dovranno fare i conti a Maranello. Infine, la questione Sainz sta diventando pesante. Se non si trova in fretta un modo per far rendere la meglio lo spagnolo sulla SF-75 rischia di finire surclassato dall’altra seconda guida Perez che invece il suo lavoro lo svolge veramente bene.

Max Verstappen 10: Ha vinto contro tutto e tutti. La fortuna gli ha restituito il maltolto ad inizio stagione. La gara è stata una lotta contro sé stesso, il DRS e la telemetria. Alla fine, l’ha spuntata restando tranquillo quando la situazione era difficile senza commettere gravi errori a parte quello ad inizio gara. Conquista il comando della classifica ora è nelle condizioni migliori per puntare al titolo.

Esteban Ocon 8: Una prestazione passata in sordina, nell’ombra perché non è tra i primi. Ma il francese partiva a mezzo gruppo. Una gara eccellente raccoglie punti importanti, soprattutto ancora una volta davanti al capitano Alonso.

Sergio Perez 7: Il secondo pilota perfetto. Non uno alla Bottas. Sa portare il passo ideale per vincere, sa cedere la vittoria quando è necessario e sa lottare per arrivare secondo quando è indispensabile farlo per aiutare la classifica del titolo mondiale costruttori.

George Russell 7: Si trova sempre al posto giusto al momento giusto. Una lotta impari contro Verstappen ma un duello spettacolare che ha regalato grandi momenti agonistici a questo sport. Un pilota che sa come farsi valere, veloce, un brutto cliente per tutti quando la Mercedes tornerà in modo definitivo.

Lewis Hamilton 7: Un inizio disastroso, lo sconforto. Voleva ritirarsi, ma il suo ingegnere gli ha chiesto di essere Lewis Hamilton. Lui obbedisce, si mette a girare con un ottimo passo, usa al meglio le gomme e con un giro di distacco recupera fino al quinto posto senza safety car. L’inizio del recupero del campione.

Valtteri Bottas 7: Un bel risultato che conferma le buone doti dell’Alfa Romeo. Un passo gara che poteva portarlo a ridosso del podio. Una scelta strategica conservativa che gli ha leggermente rovinato la gara. Ormai il finlandese sta diventando il punto di riferimento del team, deve far valere la sua opinione sulle strategie.

Lando Norris 7: Una gara quasi invisibile. Non ha brillato, ma il risultato è venuto lo stesso. Un buon passo con una monoposto mediocre. Punti importanti, molto meglio del compagno che viene pagato di più che partiva davanti.  

Fernando Alonso 7: L’ Alpine è un animale da gara. Non rende sul giro secco ma in corsa cambia passo. Purtroppo, a trovarne giovamento è sempre il giovane compagno Ocon che regolarmente gli arriva davanti. Lo spagnolo, invece, è costretto sempre a sgomitare nel gruppone che ne rallenta la rimonta.

Yuki Tsunoda 7: Bella corsa da parte del giapponesino che anche nelle difficoltà riesce a fare la differenza. Un talento che cresce lentamente ma passo dopo passo fa vedere la sua pasta.

Charles Leclerc 6: Una battuta di arresto disastrosa. Un ritiro che fa molto più male dei due zeri presi dal rivale Verstappen. Rimane la certezza di poter recuperare fin dalla settimana prossima in casa a Montecarlo.

Carlos Sainz 5: Un’altra gara difficile. Un errore madornale che lo mette fuori gioco. Non riesce ad avere il passo per recuperare. Un secondo pilota che deve prendere il testimone dal compagno quando le cose vanno male invece naufraga senza nemmeno raggiungere il podio.  

Daniel Ricciardo 5: Una qualifica decente poi rovinata dall’ennesima gara mediocre, per non dire pessima. Norris ci mette il suo per provare a salvare il salvabile, Ricciardo non riesce a tenere il passo.  

Mike Schumacher 5: Poteva essere il giorno dei punti. La macchina non lo asseconda, la strategia non è ottimale. Un risultato rimandato perché la crescita anche a poco alla volta c’è

Kevin Magnussen 4: Poteva essere una bella gara a conferma di un ottimo risultato in qualifica. Ma l’errore nel contatto con Hamilton rovina tutto. La Haas non naviga nell’oro deve stare attento, ogni punto è importante.

I bibitari 8: Anche con una monoposto piena di piccoli difetti, in difficoltà di prestazione riescono a portare a casa una doppietta. Una condizione che alimenta ottimismo per la conquista del mondiale.

I crucchi 7: Hanno messo mano alla monoposto in modo efficace. Non è ancora la macchina da guerra delle passate stagioni ma consente ai piloti di lottare con i primi. Non è male per chi si candida a svolgere il ruolo di ago della bilancia nella lotta per i due titoli mondiale.

La Banda Binotto 5: I dettagli, la cura per il dettaglio, è fondamentale per non lasciare nemmeno un punto per strada agli avversari. Dire che la gestione della power ha commesso qualche errore di previsione sulla durata dei componenti non serve a nulla dopo che la macchina è ferma non basta come scusante. I punti persi in un Gp dominato non sono facilmente riconquistabili. I mondiali si vincono con le macchine che arrivano più che con le macchine veloci.

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