Il Gran Premio di Gran Bretagna del 1998 rimarrà l’unico evento dove il vincitore ha tagliato il traguardo passando dai box. Quel vincitore si chiama Michael Schumacher, l’artefice di questo gesto Ross Brawn. Un pilota e il suo stratega che non si sono mai fermati di fronte a niente, capaci di rovesciarti l’esito di una gara sfoderando una strategia minimamente impensabile o, come in questo caso, trovare un buco regolamentare che permettesse a Schumacher di scontare lo stop&go all’ultimo giro tagliando il traguardo dai box.
Ma facciamo un piccolo passo indietro. La stagione 1998 vede la sfida Hakkinen e Schumacher per la conquista del titolo iridato. Il finlandese vince le prime due gare in Australia e Brasile mentre Schumacher si riscatta in Argentina. Ad Imola trionfa Coulthard, compagno di Hakkinen che invece vince in Spagna e Monaco.
Schumacher risponde con due vittorie consecutive in Canada e Francia e a Silverstone vuole a tutti i costi mettere a segno una tripletta per avvicinarsi ancora di più ad Hakkinen in classifica.
A Silverstone i due arrivano con sei punti di distacco e con Hakkinen a guidare la classifica iridata. Lo stesso finlandese ottiene la pole al sabato e Schumacher deve accontentarsi della seconda posizione, incalzato dal Campione del Mondo in carica Villeneuve.
Il giorno della gara è condizionato da una forte pioggia che smette prima dell’inizio del Gran Premio, lasciando l’asfalto in condizioni miste tra asciutto e bagnato. Hakkinen tiene la testa e inizia a costruire un buon margine su Schumacher che non riesce a tenere il ritmo del finlandese.
Al sedicesimo giro la svolta: ritorna a piovere in modo intenso e questo ha stravolto tutti i piani dei team. Hakkinen rimane in testa e il suo margine sale fino a 49 secondi su Schumacher. Al 44° giro altro colpo di scena: Hakkinen va in testacoda rovinando l’ala anteriore nella ghiaia e questo errore gli costa ben 10 secondi di vantaggio. Il finlandese continua ma le condizioni meteo peggiorano sempre più e la direzione gara decide allora di schierare la Safety Car.
Hakkinen vede svanire il margine che aveva costruito sul tedesco. Al 50° giro la gara riparte e due giri dopo Schumacher supera Hakkinen quando il pilota finlandese commette un errore andando nuovamente in testacoda. Il tedesco prende margine e la gara è ormai nelle sue mani mentre Hakkinen cerca di controllare la corsa per portare a casa almeno il secondo posto.
Al 58° giro altro colpo di scena: Schumacher viene penalizzato con uno Stop&Go per aver superato Alex Wurz sotto regime di Safety Car. La penalità viene scritta a mano, e in maniera confusionaria, su un foglio di carta (no, all’epoca non c’erano gli stessi ausili informatici di ora….) e consegnato al muretto Ferrari che non sapeva se al tedesco venissero aggiunti 10 secondi al tempo finale o se doveva fermarsi a scontarla ai box con uno stop&go.
Per precauzione, la Ferrari decide di chiamare Schumacher ai box nel corso dell’ultimo giro, costringendo gli addetti ai lavori di spostare le transenne che vengono messe in pit lane per ospitare i primi tre classificati.
Il tedesco ha tagliato il traguardo passando per la pit lane sollevando una disputa sul fatto che avesse effettivamente scontato la pena oppure no. Schumacher viene dichiarato vincitore ma a Silverstone regnava il caos più totale.
La Ferrari ha sostenuto che la sanzione avrebbe dovuto essere emessa entro 25 minuti dall’incidente, ma invece è stata informata dopo 31 minuti. Hanno anche affermato che la notifica scritta a mano non era chiara su quale penalità fosse effettivamente stata emessa: uno stop-and-go o un’aggiunta di 10 secondi al tempo di gara di Schumacher.
La Corte d’Appello Internazionale della FIA ha poi chiarito che si trattava di quest’ultima. I commissari hanno quindi deciso di applicare comunque l’aggiunta di 10 secondi, dopo la gara. Tuttavia, la penalità del tempo aggiunto può essere utilizzata solo per punire un’infrazione negli ultimi 12 giri di un Gran Premio, e quindi non poteva essere applicata dopo la gara. Gli steward alla fine hanno annullato del tutto la penalità.
Ma la questione non finisce qui. La McLaren presenta una protesta formale ritenendo che la Ferrari ha imbrogliato per non aver scontato la penalità di Schumacher, ma questa è stata respinta dalla FIA.
All’udienza per la protesta, la Corte d’Appello Internazionale ha confermato che gli steward hanno commesso diversi errori nell’infliggere una penalità di 10 secondi per un incidente avvenuto al di fuori degli ultimi 12 giri di una gara. Hanno inoltre superato il termine previsto per la notifica dell’irrogazione della sanzione.
I tre steward coinvolti nell’incidente hanno consegnato le loro licenze in una riunione del Consiglio Mondiale della FIA. L’indiano Nazir Hoosein, il canadese Roger Peart e il britannico Howard Lapsley erano gli steward coinvolti. Hoosein è stato una figura importante nella politica della FIA, come capo di una delle organizzazioni regionali della FIA, vicepresidente della FIA e membro del Consiglio mondiale.
Silverstone 1998 rimane una delle vittorie più controversie di Schumacher ma anche una delle più belle, arrivata grazie anche al genio astuto di Ross Brawn che ha sfruttato una falla regolamentare e gli errori dei commissari sportivi per permettere al tedesco di vincere la gara.
