La SF-75 è una monoposto vincente, a patto che non si rompa. In effetti non è bello correre con la testa bassa davanti al monitor dei tempi sperando che tutto vada bene ogni volta. La vittoria di Leclerc con un passo superiore ed una capacità di sorpasso su un cliente difficile come Verstappen. Ma questa prestazione apre una serie di interrogativi.

Ma se la sprint race fosse stata gestita in modo diverso, con Sainz relegato a seconda guida? Magari si poteva attaccare Verstappen anche al sabato con una doppietta. Ma soprattutto pesa ancora di più la scelta scellerata del muretto box a Silverstone. Una RedBull in difficoltà va bastonata quanto è possibile, soprattutto quando non hai la certezza di finire la gare.

Resta la ribalta di un pilota che fa la differenza. In gara aveva un passo che il compagno Sainz non poteva sostenere. Leclerc ha passato tre volte Verstappen, mentre lo spagnolo ha avuto la possibilità di attaccare il campione del mondo solo nel finale con un elevata differenza di gomma. In una condizione di insicurezza tecnica per le rotture imminenti che si possono verificare, necessita ancora di più una gestione gerarchica dei piloti in seno al team.

Una vittoria di altri tempi, con un pilota che riesce a correggere con la guida un difetto grosso come quello dell’acceleratore che rimane aperto. Il tutto senza perdere terreno rispetto all’avversario diretto. Binotto deve rendersi conto che Leclerc ha un pilota di classe superiore e deve puntare diretto al titolo.

Charles Leclerc 10: In una domenica quasi normale, ha dimostrato di essere un campione indiscutibile. Passa tre volte il campione del mondo. Il primo sorpasso a parità di caratteristiche di monoposto e di gomme è da incorniciare. Chiude una gara limitando un problema che poteva fermarlo. Una capacità ed una determinazione da pilota di altri tempi.

Lewis Hamilton 8: Un’altra bella prestazione del sette volte campione del mondo. Messo nelle condizioni di portare il suo passo senza essere bloccato nel gruppone fa valere la sua classe. Un altro podio che fa morale. Al momento si può dire che per vincere si devono rompere almeno quattro monoposto, cosa non impossibile ma sicuramente difficile.

Esteban Ocon 7: Una bella prestazione. Il francese aveva un eccellente passo. Ad un certo punto era anche più veloce del pilota di testa Leclerc. Ha sopperito alla mancanza del capitano che partiva dal fondo. Un piazzamento eccellente in ottica campionato.

Mike Schumacher 7: In Austria conferma la bella prestazione di Silverstone e migliora l’ottimo risultato della sprint race del sabato. Si permette il lusso di stare davanti al compagno Magnussen. Si può pensare che ci sia stata la svolta che possa catapultarlo nelle zone che contano del campionato.  

Lando Norris 7: Con una McLaren inguardabile riesce a prendere punti importanti. C’è stata una fase di gara dove c’era una folla assurda alla seconda curva e lui da ultimo del gruppone si è trovato davanti in due curve. La dimostrazione che se ci sono le condizioni riesce ancora a far valere la sua classe.

Fernando Alonso 7: Il due volte campione del mondo partiva dal fondo. Senza la doppia sosta avrebbe sfruttato al meglio sa virtual safety car per arrivare al sesto posto alle spalle del compagno. Una gara da combattente, il mega cazziatone al giovane Tsunoda a 300km/h è da leggenda!

Daniel Ricciardo 6: Una gara normale considerando che la sua McLaren era messa male ma non malissimo. Una prestazione comunque inferiore e di parecchio a quella di Norris. Un problema che sta diventando cronico quello della mancanza di passo in ogni condizione.

Max Verstappen 6: Una gara in difesa. La sua monoposto non era al top. Mancava il bilanciamento, ma dove il rivale Leclerc riesce spesso a mettere una pezza con il talento, al campione del mondo sembra mancare al terra sotto i piedi quando la sua monoposto non è al top.

George Russell 6: Una prestazione discreta ma messa in ombra dal campione che si piazza sul podio. Quando la monoposto va appena meglio della mediocrità poi non riesce a fare la differenza per stare davanti al compagno blasonato. Resta comunque un risultato solido come al solito punti importanti per Mercedes.

Kevin Magnussen 6: Viene messo in ombra dal figlio d’arte Schumacher. Non è la prima volta che succede e non sarà nemmeno l’ultima. Il suo compito di far crescere il team non è ancora compiuto e deve ancora fare la sua parte con la Haas.

Carlos Sainz 6: Non aveva il passo. Dopo l’ottimismo della gara sprint, in gara regolare non era all’altezza di stare con i primi due. Per avere la pretesa di essere il leader di un team dove di fianco c’è uno come Leclerc deve stare al passo del più forte.

Sergio Perez 6: Chi la fa l’aspetti si potrebbe dire. In passato Perez aveva commesso lo stesso errore mandando fuori pista altri piloti. Un danno che non gli ha consentito il recupero. Uno zero che lo allontana da Verstappen.

La Banda Binotto 6: Une bella vittoria. L’ottimismo di Binotto è quasi commovente. Dire che le rotture non sono un problema perché avendo congelato i motori per gli anni a venire c’è modo di correggere per il futuro è lodevole. Ma il presente? In questa fase si guardano le corse dal muretto box a testa bassa e mani giunte in preghiera per far arrivare alla fine la monoposto!

I bibitari 6: Aggiorna qui, aggiorna la, in effetti la monoposto ha perso il suo bilanciamento di inizio anno. Resta comunque un vantaggio importante da gestire. Considerando gli errori degli avversari ed una buona affidabilità si può puntare al titolo anche facilmente.

Mercedes 6: Non si rompe e se si rompono gli altri loro ci sono sempre. Hanno recuperato il campione cosa importantissima. Se la prestazione migliora si può puntare a qualcosa di meglio che un solido terzo posto.

I trak limits 3: Una emerita minkiata. Penalizzazioni a pioggia come coriandoli senza senso. Impedire ai piloti di usare tutta la pista mentre sono il lotta fra loro con dei sensori freddi e insensibili è brutto e rovina la corsa. Le vecchie vie di fuga in erba o ghiaia risolverebbero il problema alla radice.

I commissari di pista 1: La scena del cuor di leone obeso che lascia l’estintore per tornare indietro non è una bella figura per il nobile e fiero popolo austriaco. Soprattutto considerando quando aveva fatto eroicamente il commissario che salvò Grosjean dalle fiamme. Senza contare chi invece ha avuto il coraggio di andare verso la monoposto con l’estintore per poi avere la lungimiranza di un’ameba nel mettere un pezzetto di legno per fermare la vettura mentre andava tutto in fiamme.

La regia della FIA 0: Sbagliare tre nomi su tre dei piloti che si trovano sul podio è davvero un record. Ma davvero c’era gente in regia che aveva esagerato con la birra e le salcicce nell’allegra scampagnata del Gp di Austria.

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