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Aston Martin continua a inseguire le proprie affermazioni ed in questa stagione il massimo che possono portare a casa è un modestissimo settimo posto nella classifica riservata ai costruttori. A Singapore il team inglese porterà un aggiornamento significativo per dare uno scossone alla competitività dell’Aston Martin soprattutto in ottica 2023.

La scuderia di Silverstone non ha segnato punti a doppia cifra in nessuna gara, vale a dire che non sono mai arrivati nei primi cinque sotto la bandiera a scacchi segnando solo un punto in sei occasioni. Nell’ultima gara a Monza c’è stata la disfatta di Caporetto: entrambe le auto fuori in Q1 e doppio ritiro in gara dopo 39 giri. Vettel è stato fermato per un problema all’ERS mentre Stroll si è ritirato sempre per un problema tecnico.

Le peggiori paure si sono materializzate. L’Aston Martin AMR22 odia le piste che richiedono bassi livelli di carico aerodinamico. Baku è stata un’eccezione poiché la monposto inglese ha gestito abbastanza bene i saltellamenti del tracciato stradale. A Monza si guide con un’ala posteriore molto piccola, cosa assai unica in questa Formula 1 odierna (almeno una volta c’era Hockenheim ad essere veloce tanto quanto Monza…). Una nuova ala posteriore della AMR22 è stata provata a Spa ma l’Aston Martin è risultata ancora lenta, tanto da spingere il team ad estremizzare il concetto scaricando ancora di più l’alettone posteriore, recuperando qualcosa di velocità ma rendendo la vettura instabile in curva.

L’unica consolazione è che nessuno dei restanti sei circuiti richiede un basso carico aerodinamico e la vettura non sarà più penalizzata per l’eccessiva resistenza dell’aria, come quella creata dall’AMR22. In casa Aston Martin promettono un finale di stagione con risultati soddisfacenti ed il settimo posto in classifica costruttori è ancora alla portata di mano.

Attacco ad Alpine e McLaren

L’Aston Martin porterà, per la terza volta nella stagione, un upgrade tecnico dopo quello visto in Spagna e in Inghilterra. Lo vedremo in pista a Singapore e speriamo che, finalmente, questo aggiornamento dia i suoi frutti. Si tratterà dell’ultimo step evolutivo per il team, visto che i fondi per quest’anno saranno esauriti. O la va, o la spacca. E sempre con la speranza che non accadano incidenti, altrimenti c’è il rischio di dover sforare il budget.

Per il 2023 è previsto un salto di qualità prestazionale. L’Aston Martin non può permettersi una terza stagione lontana da obiettivi ambiziosi. Nel 2020 la squadra di Silverstone, ancora nominata Racing Point, aveva ottenuto quattro podi e una vittoria. Risultati che si sono visti col binocolo nelle due stagioni successive.

Se il verde vuole ritornare a luccicare, c’è bisogno di un bel salto in avanti, che permetta al team di lottare assieme ad Alpine e McLaren. Ma tutto dipende da come evolverà la vettura in queste ultime gare, anche se si spera che la vettura 2023 non sia un diretta evoluzione di quella di quest’anno dove il progetto è stato sbagliato fin dall’origine.

Alonso può fare la differenza

Grandi speranze sono riposte sui nuovi ​​tecnici, che per la prima volta contribuiranno pienamente con le loro idee per l’auto 2023. Dan Fallows e Andrew Alessi arrivano dalla Red Bull, Eric Blandin dalla Mercedes e Luca Furbatto dall’Alfa Romeo. Persone esperte che uniscono le forze con un team tecnico che storicamente ha guadagnato molto poco.

Fernando Alonso dovrebbe essere una grande pedina nel 2023. Lo spagnolo è ancora considerato uno dei migliori piloti in campo. L'”ingegnere di guida” è probabilmente il più completo di tutti. A Silverstone non riescono ancora a credere alla fortuna di aver ingaggiato Alonso. Il team si pone la domanda: “Come potrebbe Alpine lasciare andare un pilota del genere?” Doppia gioia: l’Aston Martin si è rafforzata e ha indebolito una delle avversarie.

Foto: Aston Martin F1

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