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Mattia Binotto ha elogiato il team di strategia della Ferrari per il ruolo svolto nell’aiutare Charles Leclerc a battere Sergio Perez ad Abu Dhabi al culmine di un anno difficile per la Ferrari.

Mattia Binotto ha elogiato il “fantastico” team di strategia della Ferrari dopo aver progettato una chiamata radio tattica “fittizia” per attivare un pit stop di Sergio Perez nel Gran Premio di Abu Dhabi.

Charles Leclerc e Sergio Perez stavano lottando per il secondo posto in campionato entrando nella gara finale a pari punti, ma il ferrarista era dietro dopo il primo giro di pit-stop.

Leclerc si stava avvicinando a Perez e al 34esimo giro gli è stato detto di rientrare ai box.

Perez e Red Bull sono caduti nella trappola Ferrari lasciando scoperto Leclerc, che è poi passato a una strategia a una fermata, creando un inseguimento elettrizzante nel finale, con il messicano che è arrivato a soli 1,3 secondi da ferrarista.

In un anno disseminato di molteplici errori strategici della Ferrari – tra cui Monaco, Gran Bretagna, Ungheria, Belgio e Brasile per Leclerc – il capo squadra Binotto si è affrettato a elogiare il reparto sotto tiro.

Binotto elogia la strategia Ferrari

“Siamo stati flessibili con entrambi i piloti perché sapevamo che sarebbe stata una gara tra uno o due soste”, ha spiegato Binotto ai media nel dopo gara.

“Charles aveva un po’ più di margine sulle vetture dietro e poteva risparmiare di più sulle gomme, il che gli ha dato il vantaggio di fare una unica sosta.”

“È stato fantastico vedere la squadra essere flessibile nella scelta di un pilota per andare su una sosta e il secondo su due per ottimizzare i risultati della gara.”

“La chiamata fittizia alla Red Bull è stata fantastica.”

“Sicuramente abbiamo fatto un buon lavoro e, nel complesso, l’abbiamo fatto bene, quindi sono felice per la squadra.”

“Quando la Ferrari ha commesso degli errori, ci sono sempre molte critiche, ma so che questi ragazzi possono fare molto bene”.

Peccato, aggiungiamo noi, che questa svegliata da parte del muretto sia arrivata solo all’ultima gara, dopo aver passato una intera stagione a combinarne di tutti i colori. Avessero tenuto questa professionalità fin dall’inizio, probabilmente il mondiale avrebbe preso un’altra piega o, per lo meno, non si sarebbe chiuso anzitempo a favore di Verstappen lasciando la Ferrari con un pugno di mosche in mano.

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