Il direttore globale di Ford Motorsport, Mark Rushbrook, afferma che la Casa di Detroit non sarebbe ritornata in Formula 1 senza le nuove regole per i motori previste per il 2026.
La Ford ha annunciato il suo ritorno in F1 durante la presentazione della livrea Red Bull di quest’anno, annunciando la fornitura delle power unit alla scuderia austriaca a partire dalla stagione 2026, ovvero da quando i propulsori subiranno un importante rinnovamento tecnico.
Audi aveva già annunciato il suo ingresso assieme a Sauber a partire, sempre, dal 2026 e anche General Motors è molto interessata ad un ingresso in Formula 1 subentrando come motorista di Andretti Autosport.
Quando la Ford ritornerà sulla griglia della stagione 2026, sarà la prima volta dal 2004 che vedremo una monoposto spinta dal propulsore di Detroit quando all’epoca forniva la Jaguar, team che da li a breve sarebbe diventato, manco farlo apposta, Red Bull Racing.
E Rushbrook ritiene che le nuove regole dei motori per il 2026 corrispondano esattamente a ciò che Ford sta cercando.
Le nuove regole del motore soddisfano gli obiettivi Ford
La generazione 2026 di propulsori è destinata ad aumentare la potenza elettrica con una MGU-K potenziata. La MGU-H verrà eliminata e si prevede che i livelli di potenza si aggireranno intorno ai 350 kW.
Inoltre, continuerà la spinta verso i carburanti sostenibili, grazie all’introduzione dei carburanti sintetici E10.
Sei produttori hanno aderito a queste nuove regole, inclusi tutti gli attuali fornitori, Audi e Honda Racing Company, sebbene HRC non abbia attualmente un team partner.
Questo rinnovamento delle regole è stato fondamentale per convincere Ford a tornare a specializzarsi nei rally e nelle auto sportive.
Dopo la conferma della partnership di Ford con la Red Bull, a Rushbrook è stato chiesto se Ford avrebbe preso in considerazione un passaggio alla Formula 1 senza le modifiche al regolamento del 2026.
“No, non credo che lo avremmo fatto”, ha risposto Rushbrook ai media.
Ford è inoltre pronta a fornire propulsori al team gemello della Red Bull, l’AlphaTauri , come parte dell’accordo in cui lavoreranno con la divisione Red Bull Powertrains formata a Milton Keynes.
