Mattia Binotto aveva visto lungo. Dopo le dichiarazioni roboanti circa i problemi di affidabilità risolti, ed il motore bomba, ha pensato bene di filarsela prima del disastro della prima gara. Il team principal ha lasciato a Vasseur letteralmente un pacco! Il francese ha trovato all’interno del pacchetto denominato SF-23 letteralmente un mattone al posto di una monoposto competitiva.

Dopo dieci giorni passati quasi tutti a girare sulla pista del Bahrain, la Rossa era lenta, impacciata, ma soprattutto fragile molto di più di quanto non lo fosse nel 2022. Alcuni tentano di guardare il bicchiere mezzo pieno dicendo che si tratta della prima gara, che anche Verstappen l’anno scorso ha cominciato con uno zero. Ma la diversamente dal monegasco, il due volte campione del mondo aveva una monoposto vincente che aveva mostrato qualche problema di gioventù, non un paracarro dai piedi di argilla!

Ormai è chiaro come dal punto di vista tecnico il paddok si è diviso in due fazioni. Coloro che hanno capito che per vincere o essere veloci si doveva seguire in qualche modo la via tracciata dalla Red Bull ed altri che hanno preferito perseguire il proprio credo tecnico. L’Aston Martin è la chiara dimostrazione di quanto sia sbagliata questa strada. Pur essendo per il 50% una Mercedes, è bastato copiare….ops…pardon, prendere liberamente spunto dalla Red Bull per l’altro 50% per recuperare due secondi netti che consentono ad Alonso di essere un uomo felice.

La via è ancora lunga, ma se non si interviene adesso ed in modo tempestivo dovremo dire addio al mondiale 2023 già a Giugno. Se la Mercedes ha le forze per provarci, ciò che desta seria preoccupazione è l’immobilismo tecnico che ha anni attanaglia Maranello ad ogni mondiale. La speranza sta nella capacità di Vasseur di invertire questa tendenza.

Max Verstappen 10: Parte davanti e non lo vedono più. L’unico modo per essere di nuovo inquadrato è quello di inventarsi un problema di bilanciamento in frenata che non c’è. Il mondiale è cominciato in discesa. Se non si sveglia Perez diventa una passeggiata.

Fernando Alonso 9: Una gara come ci aveva abituato ai tempi d’oro. Il vecchietto ha potuto dimostrare che avendo una monoposto discreta può fare la differenza. La sua lungimiranza tattica nel tenere duro nelle fasi inziali lo mettono nella migliore condizione a metà gara quando le sue gomme rendono al meglio. Il sorpasso ad Hamilton è una perla da inserire nei libri di scuola di pilotaggio.

Valtteri Bottas 8: Non una bella qualifica, ma in gara si dimostra consistente e tatticamente perfetto. Un passo veloce quanto basta per stare in pianta stabile nei primi 10. Un debutto che porta punti importanti al team che era partito leggermente sottotono nel primo week end del mondiale.

Pierre Gasly 8: Parte ultimo dopo un errore madornale in qualifica. Poi recupera in gara sfruttando un buon passo. La prestazione non è mancata, la sua capacità di stare lontano dai guai è migliorata abbastanza da recuperare punti importanti.  

Lewis Hamilton 7: Il campione britannico riesce a sfruttare al meglio la sua buona partenza. Avere Russell alle spalle ha costretto il team a puntare su di lui sacrificando il compagno. Purtroppo non riesce a fermare l’arrembante Alonso, e non riesce nemmeno a passare un Sainz in difficoltà. C’è ancora tanto da lavorare.

Lance Stroll 7: L’Aston Martin è competitiva e nonostante un infortunio piuttosto serio riesce a non stare troppo lontano dal capitano. Porta punti importanti e si candida a diventare un buon out-syder per il resto del mondiale.  

Alexander Albon 7: La Williams è in recupero rispetto alla passata stagione. Ad Albon non era chiesto altro che confermare le capacità di gestione facendo una gara pulita. La zona punti è arrivata quasi in automatico. Un punto di partenza per una presenza stabile nei primi dieci.

Sergio Perez 6: Per dare fastidio al suo capitano doveva solo partire bene. Invece parte male e deve aggrapparsi alla strategia per conquistare un secondo posto sacrosanto. Per impensierire Verstappen ci vuole ben altro.

Carlos Sainz 6: Non aveva passo, quando ha provato a fermare Alonso ha rischiato di rovinare talmente tanto le sue gomme da perdere anche la posizione su Hamilton. Ha raccolto punti importanti ma non è riuscito a fare la differenza mentre il suo compagno puntava dritto al podio.

Charles Leclerc 6: Una tristezza. Cominciare un mondiale come lo ha cominciato il monegasco è quasi da lacrime. Speriamo che sia una falsa partenza ed uno zero da cui la classe di Leclerc possa solo recuperare.

George Russell 5: Non parte benissimo. Si mette alle spalle del compagno. Cerca di indicare al team di essere più veloce, e per tutta risposta il muretto Mercedes adotta una strategia che lo sacrifica per agevolare Hamilton. Forse alla prossima sarebbe meglio agire direttamente in pista.  

Niko Hulkenberg 5: Una buona qualifica. Poi in gara si perde leggermente, complice il pessimo passo della sua monoposto. Un problema condiviso con la Ferrari. Non si poteva fare di più se non far valere la sua esperienza per tentare di restare vicino alla zona punti.  

Esteban Ocon 4: Ha collezionato più penalità in una gara di tutta la sua carriera. Un disastro. Il ritiro è stato quasi un sollievo.

I Bibitari 8: Hanno fatto ciò che volevano fin dal venerdi. Hanno evoluto la loro monoposto quel tanto che basta per staccare e rischiare di uccidere un campionato alla prima gara.

Aston Martin 8: Hanno copiato mezza macchina. Non è la prima volta che succede, già in passato avevano copiato la Mercedes verniciandola di rosa. Oggi lo hanno fatto con la Red Bull. Il risultato è evidente, e forse qualcuno di blasonato dovrebbe fare un bagno di umiltà.

I crucchi 5: Hanno venduto mezza macchina all’Aston Martin per poi arrivare alle spalle dei britannici. Una figura meschina per un team che vanta il reparto ricerche più avanzato e completo del mondo.

Frederic Vasseur 6: Nelle dichiarazioni post gara ai microfoni di Sky, ha detto di avere chiaro il quadro della situazione. In effetti è talmente evidente che sarebbe stato impossibile non capire come è andata la gara. Detto questo il team principal ha anche detto chiaramente che non si tratta di adottare nuovi aggiornamenti visto che la prestazione sul giro secco c’è. Ma piuttosto di modificare gli assetti per far lavorare le gomme. Senza togliere nulla all’esperienza di Vasseur, ma la SF-23 non è una monoposto uguale alle altre dove si può semplicemente lavorare di set up come si farebbe con 23 Dallara in pista. Per modificare l’assetto devi avere il margine per farlo e le competenze per leggere i dati a capire dove mettere mano al meglio. Non è una cosa così scontata come soluzione. Soprattutto dopo che i tecnici Ferrari hanno passato una sessione di test ed una di prove senza capirci una cippa!

Mattia Binotto 10: Il capo della banda omonima ha capito tutto ed è scappato prima che tutta venisse a galla!

Si ringrazia per la foto di copertina il gruppo Andare a pesca con un’Audi R18 Reparto Corse