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F1: Gp Australia, pagelle “La rossa della discordia!” di GM

I tifosi, soprattutto i ferraristi, ed i cronisti, hanno la memoria corta. Al Monza nel 2022, hanno criticato aspramente la direzione corsa per una bandiera rossa che non è stata esposta facendo finire la gara i regime di bandiere gialle. A Melbourne memore del precedente, la direzione corsa a due giri dalla fine ha esposto la bandiera rossa per cercare di animare uno spettacolo ormai gia molto e sepolto.

Il risultato è stato un disastro. I piloti hanno pensato di risolvere tutti i loro problemi alla prima curva dell’ultimo giro disponibile per raccogliere un podio o punti importanti. Un caos prevedibile vista la natura competitiva dei piloti nella massima serie del motorismo.

Dove si trova la verità non è dato saperlo. In entrambi i casi Monza 2022 e Melbourne 2023 si è commesso un errore, questo perché le condizioni sono diverse e le situazioni sono diverse. Ciò che poteva funzionare nel 2022 non è detto che abbia lo stesso risultato nel 2023. Una cosa è certa, la Fia deve decidere di dare alla massima espressione professionistica del motorsport una commissione degna di questo livello.

Non è più possibile avere una commissione variabile da gara a gara con un giudizio completamente diverso a seconda delle situazioni. Un collegio giudicante, fisso, itinerante con il circus, darebbe credito ed uniformità di giudizio. Un elemento che potrebbe ridare un pelo di credibilità ad un mondo come quello della F1 fortemente in crisi da questo punto di vista.

Max Verstappen 10: Parte male, si complica l’esistenza per due volte, ma alla fine ha una gran macchina, può permettersi di giocare al gatto con il topo e porta a casa la vittoria anche quando la sua monoposto sembra non essere in perfetta forma.

Lando Norris 8: La McLaren migliora sul passo gara. Le condizioni straordinarie dovute alle bandiere rosse gli danno la possibilità di essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Evita guai e prende punti preziosissimi per il team.

Nico Hulkenberg 8: Avrebbe meritato di più. Sarebbe arrivato quarto. Ha evitato un disastro su Albon, ha condotto un ottima gara, intelligente e tatticamente perfetta. Ha comunque conquistato punti importanti anche se mastica amaro. La Roccia è tornata, la sua costanza ed esperienza sarà la forza della Haas

Lewis Hamilton 7: Parte bene due volte. La seconda addirittura prende il comando. Poi si deve arrendere. Sfrutta bene la possibilità offerta dalla seconda bandiera rossa e prende un secondo posto che al momento vale oro per lui e Mercedes.

Fernando Alonso 7: Una gara sornione, tatticamente ineccepibile. Anche quando era fuori pista dovuta al contatto con Sainz ad un giro dalla fine stava pianificando come usare le pieghe del regolamento per tornare sul podio. Esperienza e talento che sono la forza dell’Aston Martin.  

Sergio Perez 7: Viene chiamato ad una difficile rimonta con una Red Bull non in perfetta forma. Il suo compito si complica ma complice le due bandiere rosse riesce ad artigliare un quinto posto che gli consente di non perdere troppo in termini di mondiale.

Osar Piastri 7: Come il compagno sfrutta al meglio il ritrovato passo gara della sua McLaren. Non combina guai, anzi guida veramente bene. I punti conquistati sono importantissimi ed ha fatto un ottima figura davanti al suo pubblico.

Guanyu Zhou 7: Il cinese è diventato l’ancora di salvezza dell’Alfa Romeo. Il suo compito è raccogliere punti quando Bottas latita, se poi cresce abbastanza da fare meglio del capitano non è male per la sua carriera.

Lance Stroll 6: Il figlio di papà aveva rovinato la sua gara, ma il facoltoso genitore ci ha messo una pezza con la sua influenza politica sulla Fia e la commissione gara. Gli ridanno un quarto posto che non meritava ma alla fine ha condotto la sua corsa senza infamia e senza lode. I punti sono sempre importanti e come seconda guida finalmente li porta a casa anche lui.   

Yuki Tsunosa 6: Conquista un punto di incoraggiamento sia per il suo impegno che per la crescita del team in netta difficoltà in questo inizio di stagione.  

Carlos Sainz 5: Un errore madornale per un eccesso di foga dovuto alla consapevolezza che se non passa alla prima curva non prende il podio. La penalizzazione non era giusta. Se la classifica viene ripristinata al giro precedente la bandiera rossa, i 5 secondi non solo validi. Semmai dai una penalità da scontare alla prossima gara. In ogni caso poteva essere più oculato visto che è l’unico a portarsi sulle spalle il destino del team.

Charles Leclerc 5: Un errore alla seconda curva frutto della fretta, della necessità di dover rincorrere il compagno e recuperare una situazione difficile con una macchina che non rende il gara. Il tipico rischio inutile che deve correre chi non ha scelta e non ha speranza di poter recuperare in gara.  

Alexander Albon 5 : Un errore in una zona brutta e difficile della pista che poteva creare un disastro. Una buona prestazione buttata alle ortiche.

Pierre Gasly 5: La seconda bandiera rossa con un solo giro a disposizione era un’occasione troppo ghiotta per essere sprecata. Lui ci si butta con tutta la foga possibile, esce di pista e nel rientrare travolge il compagno incolpevole distruggendo la sue e la gara di Ocon. Per fortuna la politica gli ridà la posizione ma i danni sono un problema per il team.

Red Bull 7: Una macchina vince l’altra arranca. Non sono perfetti, basta che ogni tanto capiti anche a quella di testa qualche sana sventura e tutti sono più felici.

Ferrari 5: La macchina sembra migliorare in gara, ma a ben guardare i tre piloti davanti portavano di proposito un passo lento per evitare di distruggere le gomme. Ad una macchina inguardabile si aggiungono piloti mal gestiti dal punto di vista psicologico.

Papà Stroll 10: Ormai decide il bello ed il cattivo tempo del circus. Lui e Marko cono una coppia inarrivabile dal punto di vista politico. La F1 non ha bisogno della ingombrante, arrogante e sfacciata presenza del patron di Aston Martin. Ma è indubbio che sa come diventare vincente oltre ogni limite.

I commissari Fia 3: Ancora una volta viene fatto uso delle regole, soprattutto quelle della sicurezza per ottenere spettacolo. Una costruzione artificiale che non funziona e che continua a minare gara dopo gara la credibilità della F1.

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