Non è la prima volta, né la seconda, che Bagnaia perde una vittoria che ha a portata di mano, rotolando in testa, a causa di una caduta mentre sente il fiato nel collo del suo più immediato inseguitore. L’anno scorso, il suo primo titolo in MotoGP, lo ha fatto a Le Mans, per la gioia di Bastianini, due anni fa era stato a Misano, a beneficio di Marquez, e ora lo ha fatto ad Austin, dove Rins ha approfittato del regalo per firmare la sua prima vittoria nella classe regina sul retro della Honda.
È la sesta volta che il catalano taglia per primo il traguardo della MotoGP e questa volta è servito a coronare una fantastica tripletta spagnola iniziata con il trionfo di Ortolá in Moto3 e che ha avuto continuità con Acosta in Moto2.
Certo, la gara non è iniziata proprio con molte gioie per i tifosi spagnoli, perché il primo giro è stato caotico, con una caduta congiunta di Martín e Álex Márquez alla curva 3 mentre alla curva 12 è caduto Aleix Espargaro.
Erano tre dei tanti che sono caduti nel circuito di Austin, “copiati” dal già citato Pecco più Miller (quando era terzo), Mir, Binder e Nakagami. Martinator è stata una delle due vittime dell’enorme errore dell’otto volte campione del GP del Portogallo e in seguito è stato molto critico nei suoi confronti. Questa volta è stato lui a far cadere un altro pilota e non il contrario, perché queste cose possono capitare a chiunque. Ciò che lascia qualcuno fuori posto è che non è stato comunicato questa volta che l’incidente è stato indagato, perché a volte lo fanno e a volte no, ma davvero non sai quando tocca.
Tornando al grande protagonista della gara, e del weekend, perché era già stato a sorpresa in Q2 e nella gara sprint, Rins non ha mai gettato la spugna e che si è preoccupato di mettere tutta la pressione possibile sul campione in carica mentre era in pista. Circa mezzo secondo lo separava dalla Ducati quando Bagnaia ha perso la ruota anteriore alla curva 3, all’ottavo giro, e da lì al traguardo la LCR Honda si è dedicata a gestire i due secondi che aveva sui suoi inseguitori.
Il primo a tagliare il traguardo alle spalle di Rins è stato un Marini che ha spazzato la Yamaha di Quartararo nel rettilineo posteriore con la sua Ducati, mentre il francese può ritenersi comunque soddisfatto del terzo posto finale, dopo che non ha visto il traguardo nelle gare precedenti.
Quarto chiude Maverick Vinales, che ha superato un’altra brutta partenza con l’Aprilia che lo ha portato a piazzarsi in decima posizione, quando era ottavo. Dietro il catalano e a chiudere la top ten, Oliveira, Bezzecchi (che mantiene il comando della generale), Zarco, Morbidelli, Di Giannantonio e Augusto Fernández. Bradl, Pirro, Folger e Binder hanno concluso nella zona punti.
Tutti quelli che hanno terminato la gara, 14 esatti, hanno preso punti, ma nessuno è felice come Rins, che ha una delle sue piste talismano sul circuito COTA, perché qui ha ottenuto la sua prima vittoria iridata, in Moto3, e la prima in MotoGP, approfittando della caduta di Márquez e battendo Rossi in un bellissimo duello.
