Dopo quasi sette anni senza vittoria, Antonio Giovinazzi è tornato sul gradino più alto del podio con la Ferrari alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans di domenica. È una svolta alla sua carriera notevole rispetto ai suoi giorni travagliati in F1.
Giovinazzi ha scritto il suo nome nell’albo d’oro Ferrari insieme a James Calado e Alessando Pier Guidi, che hanno portato la Scuderia del Cavallino alla loro prima vittoria alla 24 Ore di Le Mans dal 1965.
Il successo della Ferrari 499P è stato importante per una serie di motivi, in primis il ritorno del Cavallino nel Campionato Endurance come concorrente della nuova classe Hypercar, poi perchè la Ferrari ha interrotto l’egemonia Toyota che abbiamo visto negli ultimi anni.
Piangeva Antonio alla fine della 24 Ore di Le Mans, ma erano lacrime di felicità che hanno spazzato via questi ultimi anni difficili, dove il pilota di Martina Franca è stato spesso messo alla gogna per le sue scarse prestazioni. E, a dire il vero, anche noi come Antonio abbiamo pianto di gioia, felici per una Ferrari vittoriosa a Le Mans ma soprattutto, felici per lui, perchè in fondo questa vittoria se la merita tutta.
Da quando Giovinazzi ha fatto il suo debutto in F1 nel 2017 con la Sauber, non è stato facile per lui mettersi in mostra. Tornando indietro di un anno, la sua stagione in GP2 Series a Prema al fianco di Pierre Gasly invece era stata eccezionale. Nel suo anno da rookie, Giovinazzi ha avuto la meglio su Gasly, che aveva molta più esperienza in GP2 alle spalle, fino ad ottenere il titolo a fine stagione.
Dopo l’infortunio di Pascal Wehrlein, Giovinazzi esordisce in Formula 1 nel Gran Premio di Cina, anche se in gara è costretto al ritiro a causa di un incidente. La promozione di Leclerc in Ferrari nel 2019, libera un sedile in Sauber destinato proprio a Giovinazzi.
L’italiano si trova come compagno di squadra Kimi Raikkonen, Campione del Mondo con la Ferrari nel 2007 ed i due rimarranno assieme fino al 2021. Data l’inesperienza, la stagione di Giovinazzi non è brillante nel 2019 rispetto a Raikkonen, che ritorna nel team elvetico dopo l’addio alla Ferrari.
Nel 2020, Giovinazzi aveva un chiaro vantaggio in qualifica sul finlandese, anche se non è mai riuscito a sfruttarlo al meglio in termini di conversione in risultati di gara. Nonostante un anno deludente nel ’20, Giovinazzi ottenne una terza stagione con la squadra, rimanendo al fianco di Raikkonen ma anche se le prestazioni sono migliori delle stagioni precedenti, per il 2022 l’Alfa Romeo ha optato per Valtteri Bottas e Zhou Guanyu, scaricando il pilota italiano.
Le possibilità di Giovinazzi di guidare la Haas per la F1 2023 svaniscono definitivamente nelle FP1 del Gran Premio degli Stati Uniti, mettendo la parola fine alle sue possibilità di rimanere sulla griglia.
Durante questo periodo, l’obiettivo dell’italiano non era solo sul ritorno in F1, anche se è rimasto parte della famiglia Ferrari come terzo pilota.
La sua unica stagione in Formula E è stata difficile, ma la sua carriera nel motorsport ha ricevuto nuova vita quando la Ferrari ha annunciato nel novembre 2022 che sarebbero tornati nella classe élite del World Endurance Championship con l’hypercar 499P.
Giovinazzi ha fatto squadra con altri due piloti esperti come James Calado e Alessandro Pier Guidi, volti molto noti nell’ambiente GT e piloti, fino allo scorso anno, della Ferrari 488 GT3.
In quella che è stata un’emozionante edizione numero 100 della 24 Ore di Le Mans, la Ferrari #51 ha battuto la Toyota #8 guidata dagli ex piloti di F1 Sebastien Buemi e Brendon Hartley, oltre a Ryo Hirakawa.
Nonostante Pier Guidi abbia avuto un inciampo nella ghiaia, Hirakawa ha commesso un errore nelle ultime due ore dando alla Ferrari un distacco cruciale per conquistare la vittoria finale.
Dopo la gara, Giovinazzi ha descritto la vittoria come un “sogno diventato realtà.” Il successo di Giovinazzi è un altro promemoria che c’è vita dopo la F1 e la fine della tua carriera in una categoria non significa che non puoi vincere altrove.
Ed ora tutti a Monza per la 6H del WEC, a dare la giusta spinta alla Ferrari, sia mai che Giovinazzi riesca nell’impresa di trionfare anche sul tracciato di casa.
Credito fotografico: Ferrari

