Il Gp dell’Austria ha messo ancora una volta in evidenza come i piloti fanno fatica a rispettare la semplice regola di stare internamente alla pista quando corrono. Un problema che ha coinvolto molti ma non tutti. Questo consente alla federazione ed agli organizzatori del Gp di avere ragione. Un problema è oggettivamente insuperabile quando coinvolge tutti non soltanto una parte dello schieramento di partenza. Quindi bastava semplicemente stare attenti e correre con un pizzico di attenzione in più.
Il vero problema resta nella gestione dei commissari di gara che continuano ad influenzare la classifica finale dopo la gara piuttosto che intervenire al momento in modo tempestivo. In pista ci corrono piloti che rischiano la pelle, e non è giusto avere questo atteggiamento. Soprattutto quando ci si dimentica di Perez una Red Bull guarda caso!
Detto questo, ciò che emerge dalla gara sul tracciato del Red Bull Ring è una Ferrari in ripresa. Una Rossa che ha rovinato la festa alla Red Bull che voleva una doppietta sul tracciato di casa. Una recupero che potrebbe essere figlio degli aggiornamenti come di un migliore adattamento della monoposto ad un tracciato amico come quello austriaco. La Rossa, quindi, viene chiamata alla conferma con un tracciato veloce e impegnativo come Silverstone.
Max Verstappen 10: Parte bene, si mette al comando dopo due curve, poi cede lo scettro solo per un breve periodo per poi tornare a comandare. Era talmente forte e talmente sicuro da fermarsi al penultimo giro, contro il volere del team per avere anche il giro veloce. Inarrestabile.
Sergio Perez 7: La Red Bull voleva festeggiare con una doppietta; invece, il messicano con una serie di errori fatti nelle qualifiche ed in tutto il week end ha rovinato la festa. Se anche Leclerc avesse fatto errori nel superare il limite della pista avrebbe comunque portato a termine il suo compito ma è andata male. La sua stime internamente al team, non migliora.
Fernando Alonso 7: In una gara dove tutti commettono errori, anche se la monoposto non è al massimo, gli è bastato stare dentro la pista per tutta la gara. Esperienza da vendere che serve anche quando le cose non vanno benissimo.
George Russell 7: A differenza di Hamilton non è andato fuori pista. Una condotta prudenziale che ha funzionato. Quando serve essere efficienti lui c’è.
Lance Stroll 7: Una gara fotocopia del suo capitano, pochi errori, o almeno quanto basta per non compromettere una prestazione discreta.
Charles Leclerc 6: Ha ammesso candidamente di non capirci una cippa lippa di assetti. Ma questo non è molto diverso dalla maggior parte dei piloti, campioni compresi. Il vero problema è alla Ferrari che non gli fa capire quando la strada è sbagliata e le possibili alternative all’unico modo di intendere la monoposto. Un talento, ma conferma che deve ancora crescere in carisma ed in esperienza.
Lando Norris 6: La sua McLaren con gli aggiornamenti va decisamente meglio e finalmente si torna a vedere il pilota di classe che è. Una bella gara consistente, senza errori ed anche in battaglia come una volta.
Pierre Gasly 6: Nel trambusto causato dai track limits riesce ad entrare nella zona punti. Un risultato importante per il team.
Nico Hulkenberg 6: Una prestazione sul giro secco buona, ma poi in gara si perde con una monoposto che ha ancora gravi problemi di set up sul passo gara. La sua esperienza deve aiutare il team a risolvere questo problema, ha le carte per farlo.
Alexander Albon 6: La Williams migliora sul giro secco, ma come succede a molte monoposto perde qualcosa poi nel passo gara. Per raccogliere punti necessita equilibrio. Il pilota non manca.
Carlos Sainz 5: Una prestazione spettacolare rovinata da una serie di errori commessi nell’andare oltre il limite della pista. Ha ragione a lamentarsi del fatto di essere stato relegato a seconda guida, ma è frutto della sua qualifica, ed ha anche ragione a lamentarsi del suo pit stop, ma poi troppi fuoripista hanno amplificato i problemi. A poco serve il bel duello con Perez se il risultato è deludente.
Lewis Hamilton 5: Lamentarsi non ha senso, ciò che ha senso è il fatto che gli avversari hanno rispettato le regole, per quanto assurde.
La pista dell’A1 Ring 3: Gli organizzatori hanno trovato una serie di scusanti assurde per la questione del limite della pista. Basta avere la ghiaia è il problema si risolve da solo.
