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F1: GP Giappone, pagelle “ritorno all’amara realtà!” di GM

Come volevasi dimostrare, tutti i cronisti, rinomati opinionisti, influencer, blogger, insomma tutta gente si è risvegliata dopo la sbornia Ferrari di Singapore con l’amara realtà che la direttiva tecnica TD018 non è servita ad una cippa lippa. La Red Bull, come avevamo anticipato, da queste pagine su una pista seria, non ha fatto il semplice errore di assetto commesso a Singapore.

La diretta conseguenza è stata una dimostrazione di potenza da parte di Max Verstappen che ha annichilito ancora una volta la concorrenza regalando il sesto titolo costruttori della sua storia alla Red Bull. Ora i grandi esperti, per giustificare una supremazia imbarazzante dell’olandese accusano il team austriaco di aver costruito due monoposto, una per il campione del mondo ed una più scarsa per il messicano Perez, ma è soltanto incompetenza da parte del messicano.

Ovviamente orde di tifosi che si aggrappano alla speranza, seguendo condottieri social che ordiranno tesi complottistiche sulla irregolarità della Red Bull. Ma c’è solo da fare i complimenti a chi ha saputo progettare e costruire una macchina quasi perfetta.

Nella prossima gara le cose cambieranno ancora. In un campionato dove la tipologia di pista tende ad enfatizzare una monoposto piuttosto che un’altra ci sarà un risultato diverso alle spalle della RedBull. Agli avversari non resta che sperare in un momento di appannamento dovuto alla mancanza di pressione per il titolo, con gli acchiappa-click che avranno altro materiale su cui fare ipotesi strampalate.

Max Vertappen 10: Ha ribadito fin dal giovedi che il week end del Giappone sarebbe stata l’occasione che far capire che Singapore è stato solo un inciampo che non si potrà ripetere. Ha smontato tutti, dai cronisti agli avversari. Non ha lasciato nemmeno le briciole regalando il sesto titolo al team

Lando Norris 7: Ci ha provato, e tanto gli era dovuto. Poi ha portato un passo tale per cui si è preso la ribalta riservata al giovane compagno. Un secondo posto che lo consacra. Forte, intelligente e veloce.

Charles Leclerc 7: Dove la monoposto è tornata ad avere una certa instabilità di comportamento si è ripreso la scena rispetto a Sainz. Il passo non era eccezionale ma si sono rivisti barlumi del vecchio Charles.

Lewis Hamilton 7: Ha dovuto ribadire con forza il suo ruolo di capitano in pista. Ha fatto ingoiare un brutto rospo a Russell, il controsorpasso ha fatto rivedere che il vecchio leone non è ancora in pensione.

Oscar Piastri 6: Poteva essere la sua giornata, ma non è ancora al livello di Norris. Deve ancora crescere e macinare chilometri per raggiungere il talento e la sagacia tattica del compagno, ma le basi ci sono. Il primo podio è un inizio.

Carlos Sainz 6: Si lamenta per essere stato sacrificato, ma partendo dietro non poteva essere diversamente. Per evitare questa presa di posizione del team doveva stare più avanti in lotta con Leclerc. Invece non aveva passo.

George Russell 6: Poteva semplicemente obbedire al team per la tattica diversa scelta. Provare a restare davanti al capitano per ribadire la sua forza ha sortito l’effetto opposto, danneggiando il team.

Fernando Alonso 6: Poveretto, si è difeso con i denti, ma la monoposto non andava ed ha dovuto subire troppo. Alla fine ha conquistato punti, ma non sono serviti. La McLaren è vicina ed ha due punte molto forti, da solo non sarebbe sufficiente nemmeno con un’Aston Martin

Pierre Gasly 6: Gli hanno ordinato di cedere ingiustamente la posizione. La rabbia nel finale è sacrosanta, ma usare certi toni o certi gesti non ha senso nei confronti del muretto. Se non era d’accordo poteva semplicemente decidere di non farlo e tenersi la posizione. Il resto è solo stucchevole polemica inutile.

Esteban Ocon 5: Conoscendolo non sarà pentito di aver conquistato la posizione con un imposizione verso il compagno. Il francese non va molto per il sottile se deve prendere la posizione di qualcuno, sportivamente oppure con metodi alternativi.

Sergio Perez 3: Ha confezionato tutti i disastri possibili. Dovrebbe aver finito di fare scemenze in pista. Forse ora senza l’ossessione del titolo potrebbe correre più sereno.

Red Bull 10: Sono antipatici, ma ‘è innegabile che hanno meritato il loro sesto titolo. Non è colpa loro se gli avversari sono troppo, ma veramente troppo scarsi!

Adrian Newey 10: Nel giorno in cui la sua monoposto vince il titolo mondiale per la sesta volta, lui se ne va a festeggiare in terra emiliana su una Ferrari storica. Stava tremando dalla paura per la direttiva TD018, alla faccia di tutti gli opinionisti social Ferraristi.

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