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Indagine FIA su Toto e Susie Wolff: cosa sta succedendo?

E’ da ieri che rimbalza la notizia su una indagine da parte della FIA sui coniugi Wolff, vale a dire Toto e Susie. Per capire perché questa indagine per un presunto conflitto di interessi è così importante, dobbiamo prima tornare alle basi.

Secondo il cosiddetto “modello di franchising” che è diventato la parola d’ordine negli ultimi tempi, i 10 team sulla griglia sono dei fornitori, che forniscono il loro prodotto al detentore dei diritti commerciali (Liberty Media e, per estensione, Formula One Management (FOM)).

Questo prodotto viene poi confezionato e sistemato e consegnato ai consumatori, alle emittenti e ai tifosi.

In questo modo, Toto Wolff fornisce il suo prodotto alla F1 e successivamente lo vende, mantenendo il controllo del prodotto, mentre la Mercedes rimane un’entità separata dalla F1.

Susie Wolff è una dirigente senior della F1 che riporta al Presidente e CEO Stefano Domenicali attraverso il suo lavoro nella gestione della serie interna F1 Academy, lanciata all’inizio di quest’anno.

L’accusa contro Toto Wolff è che in una recente riunione dei Team Principal, ha parlato di questioni di cui gli altri capi non erano a conoscenza, e che potevano provenire solo dall’interno della FOM.

Toto Wolff, in teoria, potrebbe quindi utilizzare tutte le informazioni in suo possesso, cosa che non dovrebbe, a vantaggio suo e della Mercedes sui rivali.

I capi dei team forniscono informazioni vantaggiose per la FOM a Susie Wolff, che è a conoscenza di tali informazioni. La FOM è un’entità separata dai fornitori e dai team. La FOM è un’entità separata dai fornitori e dai team.

Susie Wolff, Mercedes e F1 hanno rilasciato delle dichiarazioni martedì sera dopo la breve dichiarazione della FIA che conferma un’indagine di conformità da parte della Federazione sul presunto conflitto di interessi.

Le accuse sono state categoricamente negate, con la Wolff che ha scritto di essere stata “profondamente offesa” dalle affermazioni prima di dichiarare la sua innocenza.

Mercoledì sera, tutte e nove le altre squadre hanno rilasciato delle dichiarazioni univoche negando il loro coinvolgimento nell’informare la FIA.

Chiaramente, la Mercedes non ha intenzione di deferire il proprio capo e sua moglie per un’indagine…

Va anche notato che nella dichiarazione originale della FIA, è stato affermato che l’informazione proveniva da un “membro del personale FOM”.

C’è qualcosa di vero in queste affermazioni?

E’ difficile rispondere a questa domanda.

La maggior parte delle accuse deriva da un articolo prodotto da una rivista con una reputazione tutt’altro che migliore, che ha pubblicato un pezzo sessista sulla W Series all’inizio di quest’anno.

Attraverso molteplici fonti ufficiose di presunti team principal, si spiega che Wolff ha commesso un passo falso nel rivelare informazioni che non avrebbe dovuto avere durante un recente incontro. Si è immediatamente reso conto di aver parlato di questioni di cui non avrebbe dovuto essere a conoscenza.

Sono accuse gravi, ma a questo punto rimangono saldamente per sentito dire.

Non ci sono prove concrete contro i Wolff, ma va detto che la FIA non avrebbe autorizzato un’indagine sul conflitto di interessi su un dipendente senior e capo di un importante team di F1 basandosi su delle illazioni.

In ogni caso, è giusto che la FIA apra una indagine così come è giusto che i Wolff si professino innocenti e solo quando verranno alla luce delle prove inconfutabili, allora si potrà puntare il dito verso qualcuno. Sempre se queste prove emergano.

Non è nemmeno la prima volta che Toto si trova nei guai con la FIA.

Nell’autunno 2022, ha rilevato il fatto che la Red Bull stava violando il tetto dei costi del 2021 anche prima che la Red Bull ne fosse informata, con la notizia che si è diffusa per la prima volta durante il fine settimana del Gran Premio di Singapore.

Successivamente, Shaila-Ann Rao, un’ex segretaria di Wolff, è stata identificata come la fonte delle informazioni e la FIA ha avviato un’indagine interna per scoprire chi fosse responsabile della fuga di notizie. Nonostante i risultati non siano stati formalmente pubblicati, il presidente Ben Sulayem ha preso la decisione di licenziare Rao.

Lo sfondo

Questo temporale si sta svolgendo in un contesto di crescenti tensioni tra la FIA e la F1.

Non dimentichiamo che è il Campionato del Mondo FIA di Formula 1 ed i regolamenti tecnici sono stabiliti dalla FIA, che in effetti fornisce lo spazio per le auto e le parti interessate, mentre affitta i diritti commerciali a Liberty Media e alla stessa F1 per promuovere, pubblicizzare e mettere in scena lo spettacolo.

Il braccio di ferro tra la FIA e la F1 va vanti da un bel po’: tra le macerie di Abu Dhabi 2021, l’errore di un funzionario della FIA (Michael Masi) ha gravemente intaccato la reputazione della F1, e forse non si riprenderà mai visti i forti sentimenti che il risultato ha generato, soprattutto tra i tifosi.

Questa lotta di potere si vede anche attraverso il processo in cui Andretti sta cercando di entrare in griglia.

La FIA è ben all’interno del suo mandato per aprire il processo di manifestazione di interesse che ha fatto all’inizio dell’anno, con l’attuale Patto della Concordia – il documento che regola la F1 – che consente 12 squadre – o 24 auto.

Andretti ha soddisfatto tutti i criteri della FIA per poter entrare in discussioni commerciali con la F1 e altre squadre che, però, non vogliono un altro competitor poichè dovrebbero dividere la torta in 11 fette invece che di 10.

Non è possibile confermare che la FIA abbia effettivamente utilizzato Michael Andretti come una pedina nel tentativo di affermare il proprio controllo sul campionato e che la F1 stesse prendendo in considerazione l’idea di separarsi dalla governance della FIA. Le dinamiche delle relazioni tra le due entità coinvolgono negoziati complessi e non possono essere ridotte ad un singolo individuo che viene utilizzato come una pedina.

La FIA ha dichiarato di non aver informato la F1 e la Mercedes riguardo all’annuncio dell’indagine.

Non è chiaro quali sanzioni potrebbero essere applicate a Toto o Susie Wolff se venissero ritenuti colpevoli, ma l’accusa non è ideale per calmare i rapporti tra la FIA e la F1, specialmente in considerazione dei negoziati per il prossimo Patto della Concordia, il nono, in arrivo all’orizzonte.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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