La operazioni nostalgia nel campo automotive di solito funzionano, basta guardare il successo di 500 e Mini, ma non sempre le ciambelle escono con il buco. In casa Volswagen, per esempio, hanno provato a fare la stessa operazione con il Maggiolino, ma in ben due tentativi non ha dato i frutti sperati. Guardando la ID.Buzz che sto per provare viene quasi automatico pensare che quella intrapresa per il minivan elettrico del colosso tedesco sia una strada pericolosa ripuntare sull’effetto nostalgia. La piattaforma tecnica MEB consente di poter avere una tecnologia versatile per portare i concetti di funzionalità tipici delle T1 e successivamente T2 nel nuovo millennio.
Dal punto di vista stilistico l’operazione di riprendere uno stile retrò è riuscita in pieno come la conferma della buina praticità con un ottimale sfruttamento degli spazi, ma ad un costo che è lontano anni luce dall’idea di messo per le masse delle prime serie dei modelli “T” . Il pavimento piatto e la forma quadrata aiutano ad ospitare comodamente le cinque persone della versione in prova. L’ampia vetratura consente di avere una eccellente visibilità, soprattutto in viaggio, mentre la scelta della vernice bi-colore dona quel carattere vivace alla vettura che non guasta.

La piattaforma tecnica è la classica MEB
Le economie di scala emergono con prepotenza nel momento in cui si sale a bordo. La struttura degli interni a cominciare dalla plancia è la stessa che contraddistingue tutti i modelli ID. Ne trae giovamento la corretta posizione di guida con volante semi verticale. Il display della strumentazione è piuttosto piccolo, ma viene ampiamente coadiuvato dal fascia luminosa per consultare tutti i parametri utili dell’auto e dalla presenza dell’Head up Display.
Ad un’analisi più approfondita emerge come i tecnici Volkswagen abbiano perso un occasione importante per sfruttare un nuovo modello per riorganizzare la logica dei scelte per le funzioni di bordo come per la logica di utilizzo del sistema multimediale attraverso il touchscreen, troppo simili nella complessità agli altri modelli della gamma ID.

Interni luminosi ma migliorabili per qualità dei materiali
Gli accostamenti cromatici degli interni, limitano la percezione di plastica dozzinale e rigida presente per tutto l’abitacolo, decisamente non all’altezza del costo dell’auto. La luminosità dell’abitacolo cambia in base al tipo di illuminazione ambientale scelto dal conducente che rende l’abitacolo un posto piacevole dove stare soprattutto per i passeggeri.
Lo spazio disponibile sia davanti che dietro è abbondante. L’accesso è garantito dalla presenza delle porte scorrevoli elettriche su entrambi i lati, mentre durante la marcia si apprezzano soluzioni intelligenti come il vano per il telefono cellulare antiscivolo perfettamente realizzato. La versione in prova aveva anche un bel vano portaoggetti montato tra i sedili anteriori che può essere anche rimosso per fare maggiore spazio. Infine, tutti i passeggeri hanno a disposizione delle porte USB, poste sulle portiere per il collegamento del cellulari.

Abitabilità ottimale per passeggeri e bagagli
L’abitabilità posteriore è molto ampia grazie al telaio piatto e lo sfruttamento ottimale del divano diviso in due parti con uno spostamento indipendente di 15 centimetri. Una soluzione che consente di modulare lo spazio a disposizione sia per le gambe dei passeggeri come per ampliare quello necessario per i bagagli. Il volume di carico fino al filo della cappelliera per la versione in prova da cinque posti arriva al record di 1.160 litri ma può tranquillamente salire a 1.760 litri sfruttando i vani presenti sotto il piano di carico. Abbattendo il sedile posteriore si può arrivare ad una capienza massima di ben 2835 litri.
Lo spazio enorme del vano di carico viene enfatizzato da una serie di soluzioni, più o meno di serie, che consente di organizzare al meglio la sistema zione dei bagagli come lo sfruttamento degli spazi per l’utilizzo più disparato nel tempo libero dell’auto. L’accesso è facilitato dalla presenza del portellone elettrico azionato tramite movimento del piede senza mani con un escursione in altezza superiore a1,90 metri. Unico neo, per i passeggeri posteriori, la mancanza della possibilità di abbassare i finestrini cosa che dovrebbe tornare presente sulla prossima versione a sette posti.

Prestazioni discrete ma non esaltanti
Il motore elettrico è come al solito situato sull’asse posteriore ed eroga i soliti 204 CV con una coppia di 310 Nm. A causa del maggiore peso, però, l’accelerazione è piuttosto lineare per non dire più lenta con il passaggio sullo 0-100km/h in 10,2 secondi ed una velocità di punta limitata a 145 km/h.
Su strada si nota fin dai primi metri come l’insonorizzazione sia stata meglio curata, ma anche una scelta per il set up delle sospensioni inaspettatamente rigido. Giusto per capirci, per lavoro, mi è capitato di essere passeggero di NCC che utilizzano VW T6 Multivan, e devo dire che sospensioni della versione endotermica erano decisamente più confortevoli. Forse si poteva fare uno sforzo, visto il prezzo piuttosto elevato dell’auto nell’adottare gli ammortizzatori adattivi. In ogni caso guidare la ID.Buzz in ambito urbano è un vero piacere. L’auto è molto più maneggevole di una utilitaria dimostrandosi ampiamente a proprio agio negli ambienti stretti grazie al raggio di sterzata veramente contenuto di 10,6 metri.

Consumo piuttosto alto
Il valore di consumo fatto registrare durante la prova dell’ID. Buzz con batteria da 77 kWh varia a seconda dell’utilizzo da 20,6 a 21,7 kWh/100 chilometri. Se si utilizza l’auto per un trasferimento autostradale ad alta velocità si può peggiorare arrivando a 23,3 kWh. In sostanza, l’ID.Buzz guidando con un piede leggero, e con una media di 80 km/h si può stare vicini al dichiarato di 20 kWh/100 km con un autonomia che non è andata oltre i 390 chilometri effettivi.
Per la ricarica, l’utilizzo di una stazione di ricarica rapida è consentito fino a 170 kW ma si può arrivare, con la struttura che lo consente a 187 kW. Il condizionale è d’obbligo visto che nella migliore delle ipotesi non sono riuscito ad avere una carica veloce oltre 130kWh ad un costo notevole di 0,79euro/kWh, pari ad un consumo di 16km/litro per una vettura endotermica.

Buona la gestione della ricarica
Il softwere Plug & Lotto, dove è possibile usarlo, consente di autenticarsi presso le stazioni di ricarica compatibili e avvia la ricarica con fatturazione automatica pianificando il percorso calcolando le soste necessarie ed il tempo necessario per completare il viaggio nel mondo migliore e nel minore tempo possibile. Infine, la ID. Buzz è predisposta anche per la ricarica bidirezionale, diventando fonte di energia per elementi esterni alimentando altri veicoli elettrici più idonei alla marcia esclusivamente cittadina.
Con la ID. Buzz è possibile avere gli aggiornamenti software via etere. La funzione Car2X è un sistema attraverso il quale i veicoli con la stessa funzione possono condividere reciprocamente la presenza di pericoli agendo sui sistemi di protezione attivandoli in modo proattivo. La versione Pro+ oggetto della prova aveva una batteria di ADAS che comprendevano riconoscimento dei segnali stradali e l’assistente al mantenimento della corsia, oltre al Travel Assist con un netto miglioramento del controllo al centro di corsia. Il sistema ha funzionato bene anche nel caso di lavori in corso con una pessima definizione delle linee ed anche quanto queste erano assenti.

Guida semi-autonoma ben tarata
La guida semi-autonoma si avvale dell’assistente al parcheggio. Il sistema consente di memorizzare una serie di manovre effettuate sempre allo stesso modo ripetendo il parcheggio in automatico, fino a cinque posizione, molto comodo e funzionale, soprattutto per conducenti pigri o alle prime armi. Inoltre è possibile gestire spostamenti a distanza come il movimento dell’auto dall’esterno per facilitare l’accesso in auto in entrata ed uscita da parcheggio.
Per gli automobilisti che hanno bisogno d più spazio ancora, nel 2024 arriverà sul mercato la versione lunga che raggiungerà quasi 5 metri e sette posti con il vano di carico che può arrivare a 2.469 litri. Il tetto in cristallo raggiungerà l’ampiezza di 1,5 metri quadrati passando da trasparente a opaco tramite comando vocale oppure comandi a distanza dallo smartphone.

In arrivo anche la versione sette posti e la commerciale
La versione lunga avrà solo la batteria da 85 kWh ed una potenza da 286 CV di potenza, che porta a 160 km/h la velocità massima e 7,9 secondi per lo scatto sullo 0-100km/h. Per la versione lunga è anche prevista versione GTX da 339 CV e trazione integrale e accelerazione ulteriormente migliorata a 6.4s.
Per il trasporto merci. Non ci sono finestrini laterali posteriori ha uno spazio di carico di 3900 litri ed un carico massimo di 648 chilogrammi con soluzioni di funi ed occhielli di ancoraggio nel pavimento e binari nelle pareti laterali con la porta scorrevole è posta solo sul lato passeggero.

Costo elevato
Il van elettrico di Volkswagen nella configurazione 82 kWh Pro+ auto di prova vola alto con il prezzo e supera di slancio i 70.000 euro, decisamente alto! Se da una parte lo stile dei vecchi T1 e T2 è in qualche modo rispettato, manca proprio una delle caratteristiche che aveva fatto la fortuna degli antenati della ID.Buzz ovvero l’aspetto economico. Ho seri dubbi che un figlio dei fiori possa permettersi una vettura del genere, ma sicuramente il marketing Volkswagen punta più ad utilizzatori dei moderni mezzi di comunicazione dove facoltosi influencer e video maker possono senz’altro avere il budget necessario all’acquisto della ID.Buzz.
Conclusioni
Una vettura che punta tutto sullo stile con un immagine decisamente efficace sia per gli esterni che per le scelte cromatiche degli interni ma le plastiche restano nettamente sottotono rispetto al prezzo dell’auto. Il minivan elettrico della Volkswagen ha dalla sua una maneggevolezza invidiabile, ma prestazioni appena sufficienti. Il comfort è migliorabile ma è sicura con i nuovi sistemi ADAS ben tarati ed all’avanguardia per le scelte di gestione della guida semi-autonoma di secondo livello decisamente ben calibrata.

