Aveva fallito in Messico… ma il campione in carica della Formula E, Jake Dennis (Andretti), non ha perdonato nel secondo appuntamento del Mondiale delle monoposto elettriche vincendo alla grande nella prima delle due gare del fine settimana in Arabia Saudita .

Il panorama cambiò sostanzialmente rispetto al Messico , dove il dominio della Porsche fu assoluto (come d’altronde accade solitamente sulla pista americana). A Diriyah la preponderanza è andata al DS Penske in qualifica (Jean Eric Vergne partiva dalla pole) e all’Andretti in gara.

Dennis, più intelligente di Vergne

Il francese non ha avuto problemi a mantenere la testa dopo il semaforo verde… mentre non è stato così per Evans , attardato da un contatto con Sette Camara che per poco non gli è costato il secondo posto con un aggressivo Dennis – campione in carica – che ha dato il massimo.

Vergne ha rischiato attivando molto presto le sue due modalità di attacco e senza aver aperto alcuna distanza con gli altri. E’ vero che ha costretto sia Evans che Dennis (secondo e terzo) a fare presto lo stesso… ma la sua scelta si è rivelata sbagliata .

Perché Dennis è riuscito a superare il doppio campione in quel gioco strategico e a passare in vantaggio. E lo ha mantenuto quando Evans ha provato il suo attacco , prima della metà dell’E-Prix. Il pilota della Jaguar è ​​riuscito a superare l’inglese sul traguardo, ma è scivolato in frenata … e lì ha perso tempo prezioso che non ha mai recuperato.

Dennis è andato avanti e ha saputo gestire più comodamente le energie (ha vinto con quasi dieci secondi di vantaggio sul secondo)… mentre Evans e Vergne hanno lottato tra loro. Il francese, maestro di gestione, ha saputo difendersi nel tratto finale dagli attacchi del neozelandese (che ha commesso un errore ancora in una manovra finale suicida che gli è costata il podio). Cassidy (Jaguar) e Bird (McLaren) hanno approfittato di questa mossa rischiosa di Evans per risalire al terzo e quarto posto.

Porsche non pervenute

Una delle sorprese è stata la scarsa competitività delle Porsche ufficiali (ricordiamo che Andretti utilizza motori tedeschi), che hanno difeso la leadership dopo l’innegabile vittoria di Wehrlein in Messico. E’ vero che la squadra di Da Costa è stata spacciata fin dall’inizio, visto che partiva 17° , ma il tedesco non è riuscito a recuperare troppe posizioni partendo più avanti (6°).

Wehrlein è sempre stato tra i primi 10 , all’interno del gruppo che inseguiva i primi tre… ma senza il ritmo per risalire posizioni oltre l’ ottavo finale . Abbastanza, sì, per mantenere la leadership nel Mondiale … anche se con un solo punto di vantaggio su Cassidy, che domani – se la Jaguar continua con questo ritmo – potrebbe aggredire quella posizione.