Non ignoriamo l’elefante nella stanza, l’elettrico è qui e, con buona pace di tutti, è qui per restare; se sarà un prodotto di nicchia o di massa lo dirà il tempo ma per ora il mondo dell’auto guarda a questo fenomeno che permette a realtà nuove di poter sfidare i giganti del mercato ad armi più o meno pari.

Ed è proprio così che vedo la BYD Seal 3.8s, se fossimo ancora nel campo dei motori termici la darei per spacciata perché marchi come Audi, BMW e Mercedes se la mangerebbero a colazione ma su questo nuovo campo da gioco BYD può dire la sua, e questa SEAL lo dice a voce forte e chiara: la 3.8s si presenta con una linea affilata, dalle forme morbide e filanti con una impronta decisamente sportiva anche grazie alla mancanza di griglie di raffreddamento del motore.

Piacevole anche nello stile

Il primo impatto è decisamente “wow” la linea è bella e fa girare parecchie teste, quando mi avvicino nel parcheggio noto ben più di uno smartphone che la immortala, questa per un’auto di un costruttore sconosciuto in Europa è già una vittoria. Se gli esterni sono da berlina sportiva con una strizzata d’occhio alla Panamera e alla Tesla, di cui sembra parente prossima (in tutto fuor che nel prezzo ma ne parleremo dopo), gli interni sono da auto premium in ogni aspetto: dal volante rivestito in pelle ai sedili comodi, avvolgenti e morbidi, tutto è a portata di mano e le linee dell’abitacolo sono pulite ed eleganti. Se parliamo di “immagine” la BYD convince a pieno, non sembra un’auto che si sceglie perché non si può puntare su altro.

Ma la mia domanda è sempre la stessa, l’auto è bella ed è innegabile ma prima di tutto è un’auto e a me interessano le doti dinamiche di un’auto: sulla carta la BYD promette molto, i suoi due motori elettrici che equipaggiano questa versione, regalano la bellezza di 530 cavalli, potenza di tutto rispetto anche nel moderno panorama automobilistico e anche se oggi non potrò provarli davvero perché siamo su strada aperta al pubblico e non in pista voglio provare a capire, a intuire, quanto questa BYD sia bella da guidare e non solo un elegante salotto viaggiante.

Interni Hi tech con pochi comandi fisici

La prima volta che si mette in moto la BYD è strano, il quadro si illumina il grande tablet sulla consolle centrale mostra tutte le sue funzioni e il responsabile dell’auto mi mostra come possa girare in verticale stile Tesla o in orizzontale, la dotazione della Seal è ricchissima e non basterebbe questo articolo per raccontare ogni gadget che variano dal navigatore, alle telecamere e sensori di parcheggio fino alla connettività smartphone con Spotify e YouTube; a fronte di tutto questo però manca qualcosa, mi accorgo che manca il suono del motore, quel borbottio al minimo di un V6 o addirittura quello cupo e cavernoso di un 8 cilindri, qui c’è un ronzio appena udibile, utile più per i pedoni per sentire avvicinarsi l’auto che per chi guida. Fa davvero strano.

Nonostante l’assenza di sound la BYD si guida davvero bene, già dai primi metri si capisce che il lavoro degli ingeneri cinesi non si sono fermati all’allestimento, la Seal in prova ha impostato il setup sport che si traduce in un irrigidimento delle sospensioni e in un volante più pesante tra le mani oltre che in una risposta più pronta dei motori elettrici, il tutto si traduce in una guida precisa, lo sterzo è molto comunicativo, fa capire esattamente dove si sta dirigendo l’avantreno e nonostante il set up sportivo l’auto è fluida, responsiva ma non nervosa, non mette paura anche muoversi nel parcheggio sotterraneo, si ha la sensazione di guidarla da sempre e non solo da pochi minuti.

Dinamica di buon livello

Il meglio però arriva dopo, su strada l’auto si destreggia bene nonostante le misure non proprio compatte e il set up sport la rende rapida e sicura nei cambi di direzione o di corsia, i due motori lavorano sui due assi garantendo una partenza fluida senza strappi se si sfiora il pedale dell’acceleratore oppure uno spunto aggressivo, da sportiva senza esitazioni se lo si preme a fondo questo grazie ai suoi due motori che rendono disponibile tutta la coppia e la potenza fin dal primo metro, su questo l’elettrico è fenomenale, la risposta è sempre prontissima e non esiste il concetto di lag, ogni ripartenza è appagante, ogni uscita di curva può essere divertente, forse questo set up è un po’ troppo rigido per le strade dissestate delle città che tra buche e tombini vanno a sollecitare molto le sospensioni, a questo problema però si ovvia facile, mettendo il set up su normal e ammorbidendole per un confort decisamente maggiore a discapito del piacere di guida ma in città tra traffico e limiti una guida più rilassata (che incide anche sul consumo delle batterie) è solo che auspicabile.

La Seal 3.8s (dove 3.8 sono i secondi in cui copre lo 0-100) è di sicuro uno strumento valido, è diversa da come concepisco un’auto è sicuramente tecnologicamente avanzata, comoda, elegante e se si guardano i numeri sono di tutto rispetto il tutto offerto a un prezzo davvero stuzzicante, intorno ai 50.000 € che grazie agli incentivi scendono sensibilmente; è una vettura che scatena la curiosità anche con le sue contraddizioni legate ai problemi che affliggono l’elettrico, primo su tutti i tempi di ricarica ma non solo, anche la velocità massima limitata a 180 km/h fa storcere un po’ il naso dopo tutte le premesse da sportiva, perché un’auto del genere meriterebbe ogni tanto una visita in circuito per poter liberare il potere dell’elettricità che la anima e che permette sulla carta grandi prestazioni. Concludendo la BYD Seal è un’auto elegante comoda con una marcata indole sportiva e forse una delle prime elettriche a regalare piacere di guida nel senso classico del termine, con un volante giustamente pesante, un motore pronto tende a rimettere al centro il pilota che non è più solo autista, se avesse un V8 allo stesso prezzo la comprerei subito.

Alberto Cunterio