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Test Drive: Polestar 2 Twin Motor Performance, elettrica per chi ama la guida!

La strada verso l’elettrico sembra tracciata e per quanto la si voglia rallentare, non si torna indietro. Volvo lo ha compreso al punto da convertire la produzione di sportive del brand Polestar in elettrico puro per tutta la gamma. Partendo dalla Polestar 2 si tratta di una berlina sportiva coupè 4 porte disponibile con due versioni a singolo motore elettrico ed una con doppio motore. Per quanto già la versione a motore singolo sia già molto performante, un volta provata la doppia motorizzazione difficilmente si può rinunciare alla sua capacità di accelerazione e l’effetto disorientante che la spinta al massimo della potenza riesce a fornire ai passeggeri.

La mia prova comincia da ferma. Non valuto spesso l’estetica, ma per esigenze logistiche di prendere un bel caffè espresso in un bel bar della Capitale ho potuto osservare quante persone si girano per ammirare la Polestar 2 ferma dall’altro lato della strada riscontrando un vero successo con una percentuale vicina al 100%. Lo stile ricercato che non sacrifica l’aerodinamica con soluzioni tecniche raffinate come il fondo completamente carenato ed un sistema di alette a geometria variabile per migliorare il flusso d’aria. Per ridurre il peso, invece, sono state utilizzate parti in alluminio per la carrozzeria.  

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Interni funzionali

Salendo a bordo si incontra un abitacolo dallo stile minimale composto da soli materiali eco-compatibili. La consistenza resta piuttosto rigida al tatto, ma almeno le finiture superficiali e l’assemblaggio sono eseguite con cura. La logica di sfruttamento dei comandi di bordo si affida alla digitalizzazione massiccia a cominciare dall’avviamento automatico. La Polestar 2 è la prima auto elettrica a gestione digitale che non fa rimpiangere l’assenza di comandi analogici. La scelta di utilizzare un’interfaccia di comando concepita con Google rende l’uso del pannello centrale tremendamente simile al proprio smartphone.

Anche le funzioni del controllo clima bi-zona automatico, collocate nella parte inferiore del display sono visibili in modo permanente ed utilizzabili come se fossero comandi analogici. L’ impianto può gestire la funzione automatica su cinque livelli ma ha una direzione dei flussi piuttosto limitata. Molto utile la presenza del sensore per la misurazione della qualità dell’aria che controlla automaticamente il ricircolo. In opzione è possibile avere sia il riscaldamento che la ventilazione dei sedili, ma purtroppo manca la funzione massaggio.

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Sistema multimediale moderno e semplice da usare

La strumentazione con Il display da 12,3 pollici offre tutte le informazioni con due opzioni di visualizzazione. La app, Range Assistant mostra i valori di consumo realistico in funzione dello stile di guida. Inoltre sempre da App è possibile controllare in remoto la gestione di elementi come l’aria condizionata, processi di ricarica e lo stato del veicolo con la possibilità di avere aggiornamenti via etere per apportare miglioramenti tecnici alle vettura già consegnate.

Il sistema multimediale include radio con DAB+, sistema vivavoce Bluetooth, controllo vocale avanzato, accesso a Internet e radio online gratuitamente per tre anni tramite la scheda SIM installata. La navigazione di Google offre informazioni sul traffico in tempo reale e la connessione Android Auto e Apple CarPlay con una ricarica induttiva e diverse prese USB-C più una presa da 12 V nel bagagliaio.

La Polestar dichiara di aver usato una piattaforma dedicata per auto elettriche. Ma lo spazio per i passeggeri è più adatto ad ospitare quattro persone per la mancanza del pianale piatto con un bagagliaio limitato 340 litri ed ha una soglia di carico molto alta. La posizione di guida è buona anche per effetto della sagomatura dei sedili con un buon sostegno in curva ed un buon comfort anche dopo tante ore al volante. Molto utile il bracciolo centrale regolabile in altezza. Il comfort è buono, non si percepiscono vibrazioni a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto sulla rigidità torsionale della scocca. Unico rumore percepito è un leggero ronzio proveniente dal doppio motore elettrico.

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Veloce con ogni motorizzazione

Se la Polestar 2 con singolo motore è veloce, la versione in prova con doppio motore da 478cv con 750Nm di coppia è dannatamente veloce! Per un’auto elettrica è abbastanza scontato, ma a differenza delle concorrenti la Polestar 2 continua a spingere senza cali o appiattimenti della curva di coppia. L’elettrica svedese recupera in ripresa con la stessa forza di un’accelerazione da fermo con una forza con un passaggio da 60 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e quello da 80 a 120 km/h in meno di 3,5 s.

Per evitare l’effetto disorientamento che producono le auto elettriche nel partire con la massima accelerazione da fermo, ho provato a dare tutto gas con la vettura in movimento. Passare da 15 a 30 km/h è ancora troppo rapido e bisogna ringraziare la presenza dei sistemi di assistenza alla guida attivi per non piombare inavvertitamente sul traffico davanti anche restando interno alla velocità di codice di 30Km/h.

Prestazioni superlative della Twin Motor

Nel classico sparo da casello, per raggiungere in 100Km/h, necessitano meno di 5 secondi con una velocità di punta limitata a 205 km/h, raggiungibile decisamente in fretta. C’è abbastanza allungo, in sostanza, per accontentare anche i passisti autostradali più incalliti. La coppia trasferita alle ruote viene gestita da una trasmissione efficace, rapida nella gestione della trazione tra i due assali e le singole ruote con il selettore delle marce nella posizione canonica al centro del tunnel centrale, e non ai lati del volante come molte elettriche attuali.

Il recupero energetico nelle fasi passive avviene su tre livelli, purtroppo impostabili tramite il menu dell’infotainment. Nella sua massima regolazione si può usare lo stile di guida mono-pedale. La gestione automatica adattiva, compensa la mancanza dell’impostazione manuale variando la forza frenante a seconda del percorso e dell’intensità del traffico bilanciando comfort ed efficienza in modo intelligente. Personalmente avrei preferito avere entrambe le opzioni per scegliere la gestione manuale avendo maturato tanta esperienza su auto elettriche, lasciando la funzione automatica per la gestione del comfort quando si viaggia in più persone.

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Assetto dedicato ai puristi della guida

Un assetto bilanciato come quello della Polestar 2 avrebbe meritato uno sterzo con una taratura maggiormente marcata dando la possibilità di scegliere una modalità più aggressiva dal menù principale. La Polestar 2 è l’unica auto elettrica o endotermica con un pacchetto di sospensioni regolabile aggiuntivo, indispensabile. Sui damper si cono quattro manopole di regolazione, dello smorzamento due per le sospensioni anteriori e due per le posteriori.

La variazione della rigidezza delle sospensioni consente a chi è pratico di assetti di poter giocare con l’equilibrio dell’auto. Di base la Polestar nasce per ridurre al minimo il come il rollio e il beccheggio, assicurando una perfetta tenuta di strada senza toccare mai praticamente la taratura originale.

Sospensioni regolabili con il pacchetto Performance

Con il set up standard, raggiunto il limite di tenuta, veramente elevato, soprattutto per una strada pubblica emerge un leggero sottosterzo facilmente gestibile. Andando a lavorare sulla regolazione del set up in modo competente, e delicato, si può spostare l’equilibrio sull’assale posteriore gestendo al meglio il trasferimento di carico chiaramente percepito dao guidatore dal sedere sensibile. Con un set up regolato in questo modo è facile gestire la trazione per uscire di curva, o da una rotatoria con un sovrasterzo appena accennato.  Un operazione che mi sento di eseguire con l’ausilio di un esperto di assetto auto. Un errore di regolazione può compromettere un ottimo bilanciamento iniziale.

Il pacchetto Performance aveva in dote anche l’impianto frenante Brembo assolutamente indispensabile per frenare la massa non certo contenuta dell’elettrica svedese. Oltre alla potenza frenante la frenata è ben modulabile, quasi come una vettura gran turismo, perfetto anche per gestire la frenata rigenerativa in velocità.

ADAS ben tarati per la massima sicurezza

 La Polestar 2 offre un’ampia gamma di ADAS soprattutto quando è dotata come nel caso della vettura in prova di pacchetti aggiuntivi anche per la gestione della guida semi-autonoma attraverso la nuova telecamera-radar.  Il pacchetto comprende il sistema di frenata di emergenza da riconoscere animali selvatici, molto utile quando si incontra un cinghiale. Il sistema di gestione adeguando la risposta dei sistemi di bordo in funzioni dei pericoli circostanti e delle velleità oltre il limite del conducente!

Inoltre, è presente il riconoscimento dei segnali stradali sia per riconoscimento che per confronto dei dati di navigazione. Il Pilot Assist gestisce la guida semi-autonoma fino a 130 km/h con la gestione della presenza dei veicoli negli angoli ciechi e per il cambio di corsia. A questi va aggiunta la dotazione di sicurezza passiva che ha consentito alla Polestar 2 di superare i test Euro NCAP con il punteggio di 92% del punteggio. Alla solita batteria per gli airbag frontali e laterali si aggiunge un airbag centrale.

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Batteria da 82kWh per maggiore percorrenza

La batteria è da 82kWh a Ioni di Litio con composizione NCM (Nichel-Ossido di Cobalto-Manganese) da 34 celle di cui 108 disposte in serie e 3 in parallelo, alimentate a 400v è utilizzabile per una capacità netta di 79kWh. Il consumo è variabile a seconda del percorso e della temperatura ambientale. Si va dai 325km con un consumo di 24.3kW/100km per la marcia autostradale a clima freddo ai 520km e 15.2kw/100km per la marcia cittadina a clima mite. La media realistica fatta registrare nel test è di 17.6kW/100km corrispondente ad un’autonomia realistica di 450km rispetto ai 591 dichiarati per un efficienza del 76%. Un valore piuttosto bassa rispetto alla concorrenza come la BMW i4 e la Volkswagen ID.7

La ricarica domestica avviene con una porta Tipo 2 e necessita di 8,30 ore per avere un’autonomia di 450km per una capacità massima di 53km in un ora con la massima carica di 11kwh in colonnine corrente alternata da wall boxo di 22kWh pari ed un auto endotermica con un consumo di 30km/litro.

Ricarica rapida sufficiente a gestire lunghi viaggi

La ricarica veloce CCS necessita di 28 minuti per passare da 45km a 360km di autonomia. La potenza di ricarica massima è di 205kWh e consente di caricare l’intera capacità in 40 minuti. Nel caso di una colonnina CC da 125kWh, più diffuse, si può caricare nello stesso tempo partendo dal 20% fino all’80% riducendo il costo di carica che comunque convertito rispetto ad una vettura endotermica sale a 11.5km/litro.

La Polestar 2 colore Snow White Long Range Dual Motor Perform Plus Plack, costa 74.300 euro completa di tutto anche del pacchetto performance al netto di incentivi ed agevolazioni da parte di Polestar Italia. Il brand svedese, infatti, è stato il primo ad avviare una massiccia campagna di promozione dei propri veicoli attraverso la rete con una serie di promozioni ed offerte direttamente rivolte al cliente finale con la vendita diretta dell’auto.

Prezzo e offerte

In ogni caso ci sono soluzioni alternative proposte da società di noleggio come la Horizon Automotive che propone la Polestar 2 Stand Range single motor a noleggio da € 449* /mese IVA esclusa per 36 rate, anticipo di € 7.000 e 10.000 km/anno. Il pacchetto prede anche la copertura completa di assicurazione, bolli e manutenzione per il periodo di noleggio.

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In conclusione

La Polestar 2 è una delle vetture elettriche sedan sportive più belle da guardare. Un’auto che si distingue confermando un ottimo livello di finiture e di qualità che non deludono le aspettative di chi sceglie il brand svedese. I pacchetti ADAS presenti sull’auto sono tanti e ben tarati soprattutto funzionali e non sono mai invasivi. L’elettrica svedese nasce per gli amanti della tecnologia con Il sistema multimediale reattivo, uno dei pochi che non fa rimpiangere la mancanza di comandi manuali e sempre aggiornato.

Di contro, per essere una vettura nata elettrica ha ancora troppe congiunzioni con le vetture endotermiche che influenzano l’abitabilità, soprattutto per i posti posteriori ed il bagagliaio, senza contare i pochi vani presenti nell’abitacolo per riporre gli oggetti dei passeggeri. Infine, la sola possibilità di poter regolare l’assetto su una vettura stradale come se fosse una da corsa, fa vincere a mani basse la Polestar 2!

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