L’Ipercar di Ferrari la SF90 XX diventa anche Spider e sarà prodotta in soli 599 esemplari, ovviamente tutti già venduti e rappresenta il massimo livello tecnologico raggiungo dal Cavallino con la possibilità di avere il vento nei capelli. L’ultima nata del programma estremo XX aggiunge un dettaglio fondamentale per una auto stradale, l’omologazione restando assolutamente efficace in pista come un’auto da corsa.

 Un concetto molto caro agli automobilisti inglesi che hanno fatto di questa filosofia il cardine della passione per l’auto sportiva. La linea sinuosa e bellissima della SF90 Spider è stata stravolta, incattivita, con pannelli della carrozzeria in carbonio pensati per massimizzare il carico aerodinamico. Nella parte posteriore torna l’alettone fisso per un carico verticale di 530 kg alla velocità di 250 km/h.

Aerodinamica curata derivata dalle corse

Niente è progettato a caso su questa nuova XX anche il sacrificio del bagagliaio per migliorare il carico aerodinamico è pensato per essere funzionale alle prestazioni. Il radiatore per il raffreddamento della componente elettrica è stato ruotato di 180 gradi creando un condotto S-Duct che incanala l’aria dal frontale verso la parte superiore della vettura. In questo modo l’aria calda proveniente dal radiatore non va ad inficiare il flusso che alimenta il fondo della vettura.

Lo studio minuzioso della componente aerodinamica non ha escluso la zona interna dei passaruota dove sono stati ricavati degli estrattori per far evacuare l’aria intrappolata nella zona delle ruote. Il sistema shut-off gurney e composto da una appendice mobile alla base del cofano motore che cambia la sua altezza seconda della richiesta di carico aerodinamico lavorando in combinazione con la grossa ala posteriore per generare carico o efficienza in velocità in modo variabile.

Abitacolo da corsa minimale

Alcuni elementi estetici sono stati confermati come la sottile firma luminosa a led che funge anche da luce di stop ed indicatore di direzione. L’abitacolo adotta un concetto tipico della auto da corsa per risparmiare peso eliminando tutti i rivestimenti superflui con sedili a guscio in carbonio con una nuova profilatura ed alleggeriti di 1,5 chili. Mancano elementi funzionali come portaoggetti con la presenza di un piccolo portabicchieri ed una piccola tasca tra i sedili.

 Davanti al pilota c’è il grande cruscotto digitale configurabile attraverso i comandi touch sulle razze del volante. Inoltre, c’è anche un ulteriore piccolo schermo al centro della plancia orientato verso il passeggero. La strumentazione ha dimensioni piuttosto limitate per la quantità di informazioni che sono riportate, tutte necessarie allo sfruttamento ottimale della vettura. Per usare al meglio le indicazioni fornite soprattutto per l’uso in pista è richiesto un certo apprendistato, almeno che non si disponga di un Ingegnere di pista.

Piu potenza e migliore sfruttamento della parte ibrida

La potenza del sistema ibrido aumenta di 30 cavalli per un totale di 1030cv. L’incremento è suddiviso un 17cv in più dal V8 biturbo con il motore benzina rivisto con nuovi pistoni e nuovi profili per le camere di combustione. Altri 13cv provengono dalla parte elettrica a cui è bastato solo un aggiornamento del software.

La parte ibrida, nello specifico, è composta da tre motori elettrici. Uno collocato in posizione canonica tra l’otto cilindri e il cambio doppia frizione a otto marce, mentre gli altri due sono posti sull’asse anteriore per dare trazione alle ruote anteriori. L’accelerazione è di 2,3 secondi per scattare da 0 a 100 km/h e 6,7 secondi per raggiungere i 200 km/h. La velocità massima è di 320 km/h, migliore della versione chiusa.

Cambia anche la taratura dello sterzo, la risposta della trasmissione e gli ammortizzatori a controllo elettronico con un assetto dedicato. Il funzionamento dell’auto in ambito stradale ricalca quello della SF90 da cui deriva. La batteria di 7,9 kWh posta dietro i sedili consente di percorrere fino a 25 km a zero emissioni, sfruttando la sola trazione anteriore. La batteria si ricarica da una presa, ma essendo un sistema ibrido parallelo puro per ricaricare in modo efficiente basta sfruttare al meglio le prestazioni del sistema che si occupa della carica mentre genera potenza e della frenata rigenerativa, come avviene per il sistema usato nel mondiale di F1

Le funzioni dell’auto, infatti, gestiscono in modo automatico la quantità di energia da usare e da ricaricare in funzione delle prestazioni richieste senza mai restare senza spinta elettrica. I 1030cv non mancano mai, comportandosi come una full hybrid a schema parallelo, con la possibilità non indispensabile di usare la spina esterna per la carica.

Nuove tarature per sterzo, freni e sospensioni

La nuova taratura delle sospensioni riduce ulteriormente il rollio in curva del 10% concepita per un uso prevalentemente da pista senza essere assolutamente spaccadenti! La gestione della potenza è affidata ad una serie di sistemi che gestiscono sia l’elettronica di controllo che l’azione delle due motorizzazioni elettriche consentendo ai neofiti di gestire senza problemi l’enorme mole di cavalli.

L’impianto carboceramico deriva dalle vetture che corrono nel monomarca Ferrari Challenge ma pur essendo un impianto da corsa, i tecnici Ferrari assicurano che la corsa del pedale è ben modulabile e grazie al sistema “Abs Evo”. Il sistema gestisce in maniera predittiva le pinzate dei dischi sulle singole ruote in maniera indipendente consentendo di portare la frenata fin dentro la curva senza perdere stabilità.

La SF90 XX Spider con la sua tecnologia ibrida per fornire le massime prestazioni rappresenta il concetto che per essere efficaci e divertenti non si deve per forza di cose rinnegare la tecnologia più moderna dell’ibridazione. Una vettura che è tanto efficace in pista che per un aperitivo in costiera potendo ripiegare il tetto in 14 secondi fino a 45 km/h ed una rigidità strutturale uguale alla versione chiusa.  Complimenti ai 599 nuovi possessori di questo ennesimo gioiello tecnico di Maranello.