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F1: Gp Barcellona Pagelle “Vietato sbagliare!” di GM

Lando Norris deve aver capito a caro prezzo che contro un Verstappen come quello visto in Spagna con un muretto box che lo supporta senza fare il minimo errore, non può permettersi sbagli di nessun tipo di passo falso. Invece il pilota britannico ci mette del suo partendo male lasciando due posizioni alla prima curva. Il suo muretto box si inventa un’improbabile tattica allungando il primo stint su in tracciato storicamente mangia gomme come quello di Barcellona perdendo definitivamente la corsa.

Così come successo già ad Imola ed in Canada per battere la coppia pilota team della Red Bull non basta avere la macchina migliore ed un buon talento. Gli avversari devono essere perfetti ed andare oltre i loro limiti cosa che non succede anche partendo davanti come nel caso di Norris.

Di solito ci sono due modi di guardare i risultato dal punto di vista tecnico dopo il Gp di Spagna. Se le prestazioni sono all’altezza delle aspettative e positive, allora la pista è fondamentale perché, se vai bene a Barcellona vai bene ovunque. Se di contro come successo alla Ferrari non ci sono riscontri positivi, allora parte una ondata di ottimismo che vuole la pista spagnola come particolare mentre ci sono altri tracciati dove le cose potrebbero andare meglio, come Montecarlo o Melbourne.  La verità è che la seconda ipotesi vede molte meno piste dove poter essere protagonisti rispetto alla prima che consente di andare bene più o meno ovunque. La cosa che emerge è che adesso come adesso la Ferrari è terza forza incalzata da Mercedes molto vicina.

Max Verstappen 10: Parte bene, prende la posizione a Norris di forza e non indugia nell’attaccare Russell. Il fido Lambiase gli da una grossa mano e vince ancora dove doveva perdere.

Lando Norris 6: Parte male, usa una tattica fallimentare. Il secondo posto è merito della sua determinazione e del suo talento, ma non basta.

Lewis Hamilton 6: Torna a podio. Una gara intelligente, mentre il compagno litiga inutilmente per un secondo posto che non poteva agguantare, Lewis conserva le gomme e prende un podio meritato.

George Russell 6: Parte benissimo, poi diventa arrendevole con Verstappen e troppo coriaceo con Norris che gli costano la seconda piazza. Bello comunque il duello.

Charles Leclerc 6: Unico momento in cui riesce a diventare protagonista è nella scaramuccia con il compagno. La macchina non rende e meglio non riesce a fare nessuna differenza il suo talento.

Carlos Sainz 6: Poteva rispettare le direttive del team in accordo con Leclerc, ma è anche un pilota in cerca di un sedile e non può permettersi di fare da sopramobile in una gara mediocre in casa per giunta.

Oscar Piastri 6: Il suo errore è stato partire dietro in qualifica. Il passo non era male alla fine recupera un paio di posizioni, ma il distacco rispetto al compagno rappresenta una preoccupante involuzione.

Sergio Perez 6: Due punti a gara, questa è la media imbarazzante del messicano con la monoposto campione del mondo. Servono solo a restare a galla.

Pierre Gasly 6: Parte bene e riesce ad arrivare a punti. Si parla dell’influenza benevola della presenza di Briatore, ma quella che si è visto a Barcellona è l’esatta dimensione prestazionale della Alpine, quinta forza.

Esteban Ocon 6: Senza avere acuti particolari ha portato a casa un punto che consolida la classifica. Al momento non si può fare altro.

Flavio Briatore 8: Il culo dei numeri 1. Cavalcare l’onda dei punti presi per la sua sola presenza è da grande stratega. In effetti, addetti ai lavori, cronisti ed appassionati dalla memoria corta hanno dimenticato che lo stesso risultato c’è stato in Canada dove il buon Flavio non c’era. Ormai ha parlato, ha solo due anni per arrivare alla vittoria!

Mercedes 6: Hanno risolto un problema che avevano sotto il naso e non vedevano. Un’evoluzione naturale che adesso deve essere alimentata dallo sviluppo. Non c’è altra via per convincere Verstappen a cambiare casacca.

McLaren 5: Avere una buona macchina con un buon pilota è solo un primo passo verso la vittoria. Per affermarsi necessita anche di un team che fa un passo avanti. Forse ci vorrebbe uno come Rod Dennis che ricorda alle persone del tema chi sono e da dove vengono davanti ad una bella bacheca piena ti titoli mondiali.

Ferrari 5: Il ritorno di un problema che sembrava risolto. La monoposto non riesce a rendere al meglio nelle curve veloci. Un problema che è emerso sulla pista più probante. Il vero dubbio sta nel fatto di riuscire a porre rimedio prima di Silverstone altro punto di non ritorno per il mondiale.

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